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Il tesoro di Marefosca

Il tesoro di Marefosca
a cura di Rita Bertusi, Giuseppina Flavi, Bernardetta Montori, Stefania Morelli, Giuseppina Morisi, Gigliola Roversi
Progettazione grafica e impaginazione di Floriano Govoni
Anno 1988

“C’era, un tempo, un vasto territorio invaso dalle acque. Il suo nome era Marefosca…”
Così inizia questa lunga favola scritta e illustrata dalle maestre della Scuola Materna “Annina Antonangeli Scagliarini” con la collaborazione dei bambini, dei loro genitori e dei loro nonni.
La favola è scaturita da una ricerca sulla storia e sulle tradizioni di San Matteo della Decima con il coinvolgimento, come si è detto, delle famiglie dei bambini che mediante un apposito questionario hanno rilevato dati riguardanti usi, costumi, storie, fiabe, luoghi caratteristici, feste e personaggi popolari.
La fiaba ha come sfondo luoghi realmente esistenti nel paese (il castello della Giovannina, Bevilacqua, il Cavone, il ponte di Guazzaloca, il Mille) e personaggi caratteristici del territorio: Fiòra, Guercio (il pittore Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino), il re Galeazzo e un gruppo di bambini locali.
La fiaba è ben costruita e ricalca alcuni aspetti delle fiabe storiche tradizionali; si prefigge di spiegare perchè Marefosca (San Matteo della Decima) è diventata famosa per la coltivazione dei meloni, delle cocomere e delle zucche.
“…Fiòra aprì un piccolo tassello nella gamba di legno e tirò fuori tre cose minuscole e le mostrò alla gente: erano tre piccoli semi…”

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