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UN SALTO NEL PASSATO CON GLI OCCHI DEL PRESENTE

di Giuseppe Ottani

SMS CARTACEI: Questi i messaggi lasciati dai ragazzi del 1965 alla loro festa

*Un salto nel passato, con gli occhi del presente!
*Una forte emozione da conservare nel tempo.
*Passato, presente, futuro, siamo tutti bellissimi! Alla prossima.
*Ritrovare e riscoprire certe persone che sembravano perdute, o forse mai veramente incontrate.
*Gran belle signorine.
*Vi voglio bene! A tutti!
*In occasioni come queste ci si accorge che il tempo non ha nessuna importanza.
*Sono contento della bella serata e ringrazio tantissimo i miei collaboratori. Stasera ho provato delle bellissime emozioni. Grazie.
*Un bellissimo ricordo dei bei tempi.
*Serata stupenda organizzata da dio.
*Grazie per questa bellissima serata! E' stato bello vedere quanto entusiasmo c'è ancora dentro di noi!! Del '65!! *Serata stupenda. Un tuffo nel passato con amici e amiche. Stupendo!
*Bella serata. Un po' strana, ma va bene così.
*Ho rivisto tanti cari amici ed amiche e mi sono emozionata!
*I ricordi passano, le ore liete sono anche se gli amici di allora sono quelli di adesso e rimarranno sempre.
*Nella notte di cenere affonda l'amicizia dietro l'onda. Nell'ombra della sera temo sparirmi anch'io nell'onda. Gli amici sono un'orchestra di lucciole e ginestre Quanto più mi allontano, voi ritornate.
Grazie di tutto.
*Tanti, pochi, quelli che sono, ma il bello è che sono tutti quarantenni con una gran voglia di esserci, me compresa! Auguri.
*Ho la mente completamente vuota, che più vuota non si può. Questa sera siamo entrati in chiesa. Ci sono quelli del '65. Carramba che sorpresa.
Una foto. Un zigatone. una pelata e qualche maniglione.
Ma che bello ritrovare dei coetanei e anche da mangiare. Festeggiamo i primi quaranta/Si beve tanto/Qualcuno canta/Speriamo insieme/Guardiamo avanti/E fra quaranta anni/(speriamo)Di esserci ancora tutti quanti/Claudicanti o col bastone/Godendoci. (chissà quando.) la pensione!!!
*Speriamo di trovarci fra 40 anni ma di aggiornare le musiche!!!
*Quando ho ricevuto l'invito ho urlato, NOOOO!! Ma ora sono contenta di esserci. Complimenti x tutto e grazie.
*Complimenti. Siete stati veramente molto bravi. Mitici!
*I 40 anni sono un'emozione! vissuti insieme a voi sono il massimo!
*Un giorno abbiamo camminato insieme lungo la stessa via. poi le strade si sono divise. bello, ora, riscoprirci di nuovo sullo stesso sentiero e respirare la vita. Grazie!
*Ho sempre sentito dire che l'uomo a 40 anni è al pieno delle sue virtù: spirituali e fisiche.
Con tante esperienze che ho avuto di vita e di emozioni, devo dire che non cambierei i miei 40 anni. l'esperienza fa sì che gli errori fatti in gioventù sono lontani ormai e posso godere ogni giorno, ogni minuto, ogni attimo della mia vita, e solo le persone che mi conoscono sanno che le mie parole hanno un solo si-gnificato. Vivere, vivere, vivere.
*Hai ragione. sono d'accordo con te!!!
*Io sono contenta di essere arrivata fin qua. Spero di esserci anche al prossimo, auguro a tutti felicità e salute. Ciao!
*Vi voglio bene, anche se a qualcuno starò su ma non mi interessa. Vi voglio bene. Ciao!
*Non servono le parole. A presto.


Che quelli nati nel 1965 a Decima fossero originali, lo sapevo; ma che riuscissero a inventarsi un nuovo modo di comunicazione come gli "sms" cartacei, beh, proprio questo non me l'aspettavo.
Quelli che avete letto sono alcuni pensieri che i "ragazzi" hanno lasciato a memoria della loro festa per i "quarant'anni", che si è svolta sabato 21 maggio al "Maneggio" di S. Agostino (FE).
Quando si presentano nel mio ufficio le tre organizzatrici della festa, per chiedermi di scrivere un articolo sull'evento svolto, vedo nei loro volti la stanchezza per i sei mesi passati ad organizzare il tutto, ma anche la soddisfazione per essere riuscite a radunare tutti quelli che hanno il 1965 come anno di nascita sulla propria carta d'identità. Una delle tre la conosco bene, e so che è nata in quell'anno, visto che si tratta della mia "sorellina", ma conosco anche le altre due, visto che ho passato l'infanzia vedendomi sfrecciare davanti tutte le sue amiche del cuore.
Le faccio accomodare e le invito a raccontarmi la serata. Voglio capire cosa le ha spinte a darsi tanto da fare per organizzare la festa.
"La voglia di vedere come si poteva essere cambiati dopo tanti anni", mi dicono. "E' stata una faticaccia, ma ci siamo divertite a farlo. Discutevamo per ore, ma alla fine trovavamo sempre un accordo su tutto. E la soddisfazione era quando arrivava quel momento".
Sono un fiume in piena. Hanno voglia di raccontare l'avventura che per sei mesi le ha viste unite, nel cercare una soluzione a tutto.
Si illuminano in volto quando mi raccontano di un ragazzo di Perugia che, nonostante la lontananza, non ha voluto mancare alla festa.
"Si è sobbarcato un lungo viaggio solo per salutare i suoi vecchi amici. Alla cena non è potuto rimanere, ma la sua presenza ci ha fatto capire che non eravamo solo noi organizzatori a sentire l'importanza di quel giorno".
Già, la cena! Il caso, il destino, il fato. chiamatelo come volete, ma potete immaginare il loro stupore quando, tutti a tavola, hanno cominciato a contare i partecipanti.
"Abbiamo fatto l'appello. Come a scuola, sì! Volevamo ricordare i tempi in cui, tutti insieme alle elementari, si rispondeva ogni giorno al proprio nome chiamato dalla maestra. E non ci crederai! Quando ci siamo contati, beh. eravamo in 65 a tavola. Proprio come il nostro anno".
Sgrano gli occhi e cerco di immaginare la scena di delirio una volta scoperta questa curiosa coincidenza. Ma non mi lasciano il tempo di prendere appunti, faccio fatica a seguire e a scrivere tutti gli avve-nimenti che mi raccontano. Ognuna vuole aggiungere qualcosa; un aneddoto, una particolarità della serata, un gossip. Chiedo loro di raccontare dall'inizio.
"Ci siamo incontrati tutti alle 18.30 davanti alla chiesa di Decima per assistere alla messa di Don Massimo. Una messa a suffragio di tre ragazzi del 1965 che non hanno avuto la possibilità di accompagnarci durante il nostro cammino di avvicinamento ai quarant'anni. Un ricordo che non poteva mancare per tre amici che se fossero stati fra noi, avrebbero sicuramente reso ancor più affascinante questa serata".
Si rattristano nel parlare di Daniele, Stefano e Daniela, immerse in chissà quali pensieri. Gli stessi pensieri che avranno accompagnato tutti i ragazzi quarantenni presenti alla Messa. Le esorto a raccontarmi della cena e porto il discorso su altri temi.
"Ha tenuto banco tutta la sera", mi dice una delle organizzatrici, indicando la mia 'sorellina'. "Ha fatto accomodare tutti ai propri posti, e con microfono in mano ha condotto la serata coinvolgendo tutti. Gridava, urlava e insieme a lei tutti i presenti. Il momento dell'appello è stato il momento più delirante della serata".
Non avevo dubbi.
Si guardano fra loro, dubbiose se raccontare anche cose che forse è meglio non scrivere. E mi chiedono se ricordo Il gioco delle coppie, la trasmissione tv in voga negli anni '80.
"Anche noi abbiamo voluto giocare e ci siamo divertiti a riunire e a prendere in giro le coppie che, da ragazzini, si 'filavano'. Non puoi immaginare ciò che è saltato fuori. a distanza di anni sono state scoperte cose che oggi ci fanno sorridere, ma che allora alcuni di noi hanno vissuto con i crampi allo stomaco".
Ridono, e rivivono con la memoria le coppie formate quella sera, a rinvangare ricordi che sembravano sopiti nelle nebbie dell'età. Per alcuni un sogno che si realizza, per altri un incubo che si materializza.
Prendono coraggio e parlano a ruota libera.
"Era tutto perfetto! C'era persino il piano bar, e noi abbiamo cantato tutta sera. Oddio, anche gente che forse era meglio non cantasse, ma era una festa, e quindi tutto era lecito...
Sorridono. Sorrido!
"E abbiamo ballato. non ci crederai, ma persino Maccio ha ballato con la Marinella. Erano anni che non ridevamo così.
Già, Maccio. o Gipsy o Chega, o Pippi, o Giuanén. i soprannomi dei rappresentanti del 1965, così com'è nella tradizione decimina, dove bisogna avere un soprannome per essere veramente riconosciuti. Provate a chiedere loro il significato o la provenienza di questo soprannome. probabilmente nemmeno loro sapranno darvi una risposta sicura.
Mi accennano alle foto della scuola che hanno appeso nelle pareti del locale, e provo a immaginare tutti loro che si accalcano per riconoscersi e riconoscere i "vecchi" compagni di scuola. Li vedo prendersi in giro, li sento ridere, come fossi anch'io nel locale.
"Sai, avevamo paura andasse tutto storto, invece è stato un successo. la gente ringraziava soddisfatta e per tenere memoria della serata abbiamo chiesto a tutti di lasciare una frase, un pensiero, un saluto su un piccolo diario. ecco!".
Mi allungano l'agenda nera di Radio Montecarlo dove trovo i loro "sms" cartacei.
Comincio a leggere e mi viene voglia di iniziare il mio articolo riportando le bellissime frasi lasciate dai mitici personaggi nati nel 1965.
Un salto nel passato, con gli occhi del presente!
Una forte emozione da conservare nel tempo...


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