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UN PAESE E UN CANALE: LO SVILUPPO NEGATO
a cura di Ezio Beccari
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A PROPOSITO DELL’ARTICOLO “UN CANALE DA FAR RIVIVERE”
CONSIDERAZIONI DI DUE LETTORI DI MAREFOSCA
Nell'ultimo numero di Marefosca abbiamo pubblicato l'articolo "Un canale da far rivivere - Considerazioni sul canale San Giovanni e proposte per una sua riqualificazione" dell'Assessore Andrea Morisi e si invitavano i lettori ad esprimersi in merito. Pensavamo che l'argomento, tanto dibattuto in alcune riunioni e al bar, su-scitasse l'interesse generale e che i contributi potessero essere copiosi. Così non è stato. Peccato...
Di seguito pubblichiamo le uniche due lettere ricevute, inviate da Ezio Beccari e Graziano Leonardi, che ringraziamo per l'interessamento dimostrato. Speriamo che anche altri lettori, indipendentemente da "come la pensano", facciano sentire la loro voce.
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Ormai da molti anni da parte mia e di decine di abitanti di San Matteo della Decima si chiede a gran voce all’ Amministrazione Comunale di San Giovanni in Persiceto di procedere al tombamento del canale che attraversa la nostra cittadina.
I motivi che premono per questa soluzione sono sostanzialmente quattro..
Il primo e più importante è certamente legato ad uno sviluppo ordinato ed armonico della struttura urbani-stica. Il secondo per motivi igienici e di salute pubblica; è innegabile che l’acqua putrida contenuta nel canale (specie in estate) è veicolo di possibili infezioni, i topi e le zanzare che lo infestano sono essi pure portatori di possibili malattie.
Terzo motivo: la sicurezza; con la copertura del canale si potrebbe realizzare un viale ciclo-pedonale evitando pericoli ed incidenti dovuti all’intenso traffico sulla ex-S.S. 255.
Quarto: la chiusura del canale e la realizzazione di un eventuale parcheggio nelle vicinanze, renderebbe usufruibile alla popolazione l’oratorio che la cultura popolare indica come “Il Chiesolino” che potrebbe diventare il luogo de-putato a cerimonie “para-religiose” ma anche luogo di mostre ed attività culturali.
A questo si è sempre opposta l’Amministrazione comunale di Persiceto adducendo la presenza di leggi che impedirebbero il tombamento del corso d’acqua.
Oggi essendo insostenibile questa tesi se ne escono (vedi Marefosca n. 1/08 aprile 2008) con incredibili, fantasiose soluzioni talmente irrealizzabili da farle ritenere una semplice (boutade) tipica dell’estremismo ambientale.
La verità “vera” è che tutte le città (a cominciare da Persiceto) si sono sviluppate tombando i canali che le attraversavano o circondavano e anche attualmente nel nostro capoluogo si sta procedendo al tombamento di diversi canali o rogge per favorire insediamenti urbani o migliorare la viabilità; negare questa possibilità a San Matteo della Decima in nome di uno sviluppo alternativo è francamente un prendere in giro i suoi abitanti.
L’altro motivo addotto è l’alto costo dell’opera (circa 900 mila euro); ma non ha speso circa la stessa cifra la nostra imparziale Amministrazione comunale per realizzare i capannoni dei carri mascherati per i carnevalai di Persiceto? Un’opera non certo importante come quella indispensabile allo sviluppo di Decima. Una giustificazione quindi inaccettabile anche perché si potrebbe procedere alla realizzazione dell’opera frazionando i lavori e diluendo il costo in diversi anni.
L’ultima giustificazione addotta prefigu-rerebbe uno scenario di allagamento di Decima in caso di forti piogge come avviene a Cento (dove si è proceduto, anche in questa città, al tombamento dei canali), ma non ha ragione di essere essendo semplicemente necessario all’atto della realizzazione dell’opera seguire le normali e rigide norme e regole idrauliche previste per evitare inconvenienti.
Ma il vero, inconfessato, motivo che spinge l’Amministrazione comunale di Persiceto a rifiutare anche l’idea di procedere alla chiusura del nostro canale è il terrore che Decima, con uno sviluppo urbanistico decente, possa raggiungere i diecimila abitanti che renderebbe possibile, con un referendum, la costituzione di un Comune autonomo. Come si ridurrebbe Persiceto senza le tasse dei cittadini di Decima?
Azioni concrete per cambiare questa decisione? Una sola. Quale? Come diceva l’amato don Balestazzi “Chi ha orecchie per intendere, intenda!”

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