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I SCUCMAI - Onomastica locale fra il XIX e XX secolo Quinta parte
a cura di Libero Poluzzi
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Credevamo con la quarta puntata di esaurire la pubblicazione dei soprannomi; mentre invece, grazie all’interessamento di diversi lettori, sono giunti alla redazione tanti altri “scucmài” che prontamente pubblichiamo ad integrazione di quelli comparsi nei numeri precedenti di Marefosca. Inoltre, per rendere la ricerca più completa possibile, invitiamo i lettori a segnalarci i soprannomi che non sono stati ancora pubblicati.
La prima parte è stata pubblicata in Marefosca n. 1(71), Aprile 2006, Pagg. 11-22; la seconda parte nel n.2(72), Settembre 2006, Pagg. 11-24, la terza parte in Marefosca 3(73). Pagg. 19-29 e la quarta parte nel n. 1 (74), Aprile 2007, Pagg. 5-15.
Barìci – Famigliare derivante da Francesco Vincenzi, detto anche Chicòn; ebbe un figlio: Dante.
Béga – Personale di Giuseppe Zuffi (n. 1932) di Alfredo. Risiede in via Bolina.
Betti – Personale di Remo Bettini, figlio di Maria Bettini (Maria Balòsi).
Biséna (La) – Personale di Maria Tassinari (1902 – 1988) di origine centese; sposò Ferdinando Gallerani (Sgarzèta). Era nota per la sua attività di venditrice di semi di zucca (Brustlinèra).
Bómbolo – Personale di Gianni Bongiovanni (1936) fu Adolfo. Il soprannome deriva dallo “scucmài” Bumbardòn attribuito al bisnonno e al nonno di Gianni.
Bunasén – Famigliare di Alfonso Bonasoni (1920.1998) fu Enrico. Risiedeva in via Calcina, poi, quando acquistò un podere in Tassinara, si trasferì a Lorenzatico. Il soprannome deriva dal fatto che tutti i componenti della famiglia erano di bassa statura. Ad Enrico gli fu attribuito anche il soprannome di Splendòur, forse per il carattere mite e sereno o forse anche per la prosperità della famiglia.
Buriàn – Personale di Valter Bussolari (n. 1945) fu Romolo che esercitò, in gioventù, la professione di sarto; ora si dedica all’agricoltura.
Càlo – Personale di Giancarlo Quaquarelli (n. 1926) fu Giuseppe (Cèco-Popo), fratello di Rinaldo (Caputòn). Apparteneva alla stirpe dei Parisén.
Caputòn – Personale di Rinaldo Quaquarelli (n. 1919) fu Giuseppe (Céco-popo), q. Carlo Alberto. Era fratello di Paris e di giancarlo (Càlo). Rinaldo si trasferì a Bologna nell’immediato dopoguerra.
Cavala (La) – Personale di Rosa Cassanelli (1907-2001), coniugata con Bruno Cotti (n. 1907). Risiedeva al “Casino delle chiaviche” al ponte di Guazzaloca, poi si trasferì in via Bolina.
Céco-Popo – Personale di Giuseppe Quaquarelli (n. 1895) fu Carlo Alberto, q. Evaristo, olim Giuseppe. Il soprannome deriva da Francesco Giuseppe, Kaiser tedesco, che i nostri militari chiamavano ironicamente “Céco-Popo. Il Kaiser che amava cibarsi di polli, veniva spesso raffigurato davanti a tavole riccamente imbandite. Giuseppe, come tutti detentore di un’atavica fame, gli sarebbe piaciuto emulare le “gesta” di Francesco Giuseppe…
Cichéna (Piccola) – Personale di Andrea Pagnoni (1955) fu Armando.
Cìci Gambén – Personale di Riccardo Gambini (n. 1946); risiede in via Molinazzo.
Cisnén (Piccola brace) – Personale di Ernesto Bongiovanni (1927-1972) fu Alfonso. Risiedeva in via Calcina; apparteneva, con i fratelli Gioele e Oscar (Falàsca), alla stirpe dei Cavalêr.
Dìdo – Personale di Arvedo Forni (n. 1934) fu Antonio; risiede in via S. Rocco. Appartiene alla stirpe dei Nadalón.
Drake – Detto anche “Al mègher “– Personale di Luciano Galletti fu Alboneo. Nella commedia “Gli uomini, gli alberi e un cane” interpretò, da ragazzo, un personaggio di nome Drake; da qui il soprannome.
Drìto – Personale di Ezio Pagnoni (n. 1936) fu Armando. Appartiene alla stirpe dei Sandrétti.
Fasôl (Fagiolo) – Famigliare attribuito alla stirpe dei Galetti discendenti di Pietro (n. 1791), Vincenzo (n. 1858), Luigi (n. 1883), Adelio (n. 1908) e dei vari fratelli. Da Adelio discendono Amedeo-Midièt (1932) ed il fratello Orlando (n. 1938). Da quest’ultimo discende Andrea (1968), padre di Matteo (n. 2003): il più giovane dei “Fasû” residenti a Decima. Questa nota riguarda la stirpe superstite dei residenti a Decima e discendenti da Luigi e Vincenzo. E’ difficile estendere la ricerca ai Galetti non più residenti nella nostra frazione, se si considera, ad esempio, che Luigi ebbe addirittura 13 figli!
Fich – Personale di Fulvio Serra (n. 1924) di Selvino, q. Leoparco. Gestì una agenzia assicurativo assieme ai figli Silvino e Andrea. Gli fu attribuito anche il soprannome Fùio.
Fifi – Personale di Costante Scagliarini, detto anche Brósc; risiedeva in via S. Cristoforo (Arginone).
Frabén (I) – Famigliare attribuito a Giorgio Fabbri (n. 1932) e al fratello Abdon (1930) detto Nino, figli di Carlo (Al frâb dla caséna). Esercitarono l’attività di fabbro. Ora l’antica azienda si è trasformata e produce carpenteria in ferro e infissi in alluminio e ne è titolare Enrico, il figlio di Abdon (Nino).
Fûg (fuoco) – Famigliare derivante da Ernesto Cotti (1891-1961) fu Enrico. La famiglia abitò per molto tempo nella zona di Gaggio di Castelfranco Emilia. Poi ad Amola di Persiceto. Negli anni ’20 del secolo scorso si stabilì, durante le ultime fasi della bonifica delle terre dei “Pradoni”, in una casa di via Sparadella di proprietà della Partecipanza. Rimase a Decima fino al 1951, poi si trasferì a Persiceto.
Ganna – Personale di Fernando Montanari (n. 1928) fu Vincenzo; risiede in via Manzoni. Il soprannome deriva dal noto campione del ciclismo italiano.
Gianóni – Famigliare di Adelfo Serra (n. 1913) ed esteso, in seguito, ai figli Paolo e Giovanni. Risiedeva in via Calcina Vecchia 2
Gigi Zàn – Personale di Renzo Zani (1922-1955) fu Livio. Risiedeva in via Castelvecchio in località “Casetti”.
Gimmi – Personale di Giovanni Beccari di Astorre q. Amintore.
Jusfòn Mèrz – Personale di Giuseppe Bettini fu Paolo; viveva con la figlia Maria (Maria ad Balòsi) ragazza madre che ebbe due figli; il più noto fu Remo (n. 1925) detto Bétti.
Léro Léro – Personale di Pietro Canelli (n. 1945) fu Antonio (Al mérel).
Lisnén (Piccola lesina) – Personale di Atos Forni (n. 1923) fu Roberto, della stirpe dei Cócc. Risiede in via Cà della Chiesa.
Luminàta (Dla) – Personale di Illuminata Trazzi o Tralli (Sermide 1846-Decima 1913). Andò sposa nel 1874 ad Antonio Serra (n. 1822) fu Giuseppe. Ebbero un figlio, Umberto (n. 1882) che sposò, nel 1904, Enrica Guidi che diede alla luce 4 figli: Dorina (n. 1905), Albonea (n. 1910), Antonio (n. 1912) e Flora (n. 1921). Questi ultimi venivano ricordati con il soprannome della nonna; infatti per individuarli si diceva: Toni dla Luminata, Flora dla Luminata, ecc.
Luna – Personale di Gino Faustino Forni (n. 1920) fu Valentino, q. Giovanni, olim Valentino. Appartiene alla stirpe dei Valintón.
Madaia – Personale di Giovanni Vandini fu Vincenzo; nel 1910 risiedeva in via Centofanti 224 poi si trasferì al n. 225. era il padre di Spàca.
Manén (Manino) – Personale di Vincenzo Forni (1908-1993) fu Valentino (Valintòn). Negli anni ’40, durante il fascismo, gestiva il bar “Dopolavoro” di Decima assieme alla moglie Maria Magoni (n. 1908).
Marangòn – Personale di Luciano Bonamici (n. 1937). Risiede in via Cento nei pressi del ponte Pasqualino. Esercitava l’attività di trasporto e commercio di foraggi. Il soprannome non deriva dal casato dei Bonamici ma dal cognome della madre.
Marescial (Al) – Personale di Armando Tesini (1909-1979).
Mariéna – Personale di Mario Scagliarini di Attilio.
Ménego – Personale di GianFrancesco Menegardi (n. 1933). Originario di Cento, abita in via Cento a Decima.
Murén – Personale di Mauro Bussolari (1935) di Marino.
Murèt Manganêl – Personale di Clelio Manganelli (1885-1976); esercitava l’attività di ortolano. Risiedeva in via Cento.
Muschén – Famigliare attribuito alla stirpe dei Martini di via Marmo. Il capostipite Vincenzo fu Luigi ebbe un figlio, Luigi (1906-1962) detto Gigéto Muschén.
Nanni – Personale di Ernesto Grazioli (n. 1946). Risiede in via Castelvecchio.
Nàno Paròn – Personale di Ferdinando Goretti (1926-2003) fu Silvio; commerciante di prodotti derivati dalla macellazione di bestiame.
Neen – Personale di Umberto Muzzi fu Cesare; risiedeva in via Calcina.
Nini Barèld – Personale di Laurino Baraldi (1923-2004) fu Ferdinando; fu ufficiale al comando del generale Armando (M. Ricci) nella mitica “Repubblica di Montefiorino (MO)” durante gli anni dell’occupazione tedesca (1943-1945).
Nitti – Personale di Giuseppe Forni fu Martino.
Paìna - Famigliare attribuito a Remo Morisi; la famiglia risiedeva in una casa di via S. Cristoforo, n. 224 (ora n. 100) nella località “Pieve di Decima” che, in un primo tempo, era di proprietà di Antonio Centofanti, poi divenne proprietaria la vedova, nata Schiavina, infine la figlia Imelde Centofanti. Abitarono la casa Arcangelo Morisi, il figlio Cesare ed i nipoti Matteo e Vincenzo e la loro progenie: Bruno (n. 1925), Nevio (n. 1933), Rolando (n. 1942). Ci preme ricordare che nella casa di via S. Cristoforo n. 225 la sig.ra Laura Vandini vedova Forni gestiva un negozio di merceria detto “La butèiga dla Lavrèta”: detto negozio fu per molto tempo un noto punto di riferimento topografico della zona.
Parduzén (Piccolo spezzone di una pietra) – Personale di Angelo Alvisi (n. 1924). Risiedeva in località Arginone.
Pèila – Personale di Antonio (Tugnén) Castelvetri fu Ferdinando, della stirpe dei Livrén, di professione segantino e maestro d’ascia. Era fratello di Giovanni (Zanén Livrén) e padre di Giuseppe Castelvetri (Jófa al mócc). Dal 1915 al 1935 cambiò diverse residenze: in un primo tempo abitò in via Casazza, n. 229, poi in via Morti, n. 121, quindi in via Ferranti, n. 29° ed infine in via Castelvecchio in località Postano.
Pién – Personale di Raimondo Scagliarini (1916-1978) fu Luigi, fratello di Antero, Ermanno, Quinto, Albino, ecc. Apparteneva alla stirpe dei Varistoni.
Piero - Personale di Silvano Tassinari (n. 1924) fu Aldo (Aldo Sgnurén o Aldo al zòpp). Risiedeva in via Calcina Nuova 43.
Pìpi – Personale di Olver Manfredi (1921-2006) di Armando, fratello di Loris (Rivera). Si trasferì a Bologna nel 1963.
Pippo Spàca – Personale di Libero Vandini (n. 1924) fu Vincenzo; risiedeva in via Togliatti.
Pisello – Personale di Sesto Gasperini (n. 1928) fu Ivo; risiedeva in via Bevilacqua, poi si trasferì in altra località Apparteneva alla stirpe dei Ciun-clén.
Puntirôl – Nota a completamento dei dati riportati nella 3ª parte degli “scucmài”. Personale di Alfonso Restani (1863-1942) fu Giuseppe e della fu Maria Evangelisti; era fratello di Enrica Restani-Paciouna (1865-1962) residente in via Nuova. Si sposò con Adele Corazza ed ebbero una figlia: Ada (n. 1900) che andò in sposa ad Angelo Brini.
Quàter (Diminutivo di Torquato) – Personale di Torquato Sofritti (1888-1977); risiedeva in via Virginia con il figlio Guerrino (1914-1975).
Ròca (La) – Famigliare derivante da Natalina Poluzzi (n. 1920); sposò un Manfredini. Il soprannome proviene dal suo casato che ebbe come capostipite Giuseppe Poluzzi. La stessa cosa vale per Adelmo Poluzzi.
Sgarzèta – Personale di Ferdinando Gallerani (1901-1946), di origine centese, coniugato con Maria Tassinari (La Biséna). Era soprannominato anche Bisén in virtù del soprannome attribuito alla moglie.
Spàca (Rompi) – Personale di Vincenzo Vandini fu Giovanni; padre di Emilio, Olindo (Vìda), Libero (Pippo Spàca), ecc. risiedeva in via S. Cristoforo (Arginone)
Srèta – Non è un classico “Scucmài” ma una semplice dialetizzazione del cognome di una delle tante famiglie appartenente alla numerosa stirpe dei Serra. La famiglia esercitò l’arte della panificazione. Capostipite della professione di fornaio fu Vincenzo (1881-1959) il quale imparò il mestiere, fin dal 1913, presso lo spaccio alimentare della “Casa del popolo” locale, ubicato nello stabile di proprietà della “Cooperativa Muratori di Decima” . Con l’avvento del fascismo e la soppressione della libertà e lo scioglimento delle Associazioni Cooperative, la famiglia Serra continuò privatamente ad esercitare il mestiere di fornaio. Appartengono a questa stirpe: Felice (n. 1739): trisavolo; Giuseppe (n. 1769): bisnonno che sposò Rosa Cantelli (n. 1794); Gaetano (n. 1819): nonno che sposò Dionira Magoni (n. 1824); Alessandro (n. 1850): il padre Vincenzo ebbe i seguenti figli: Gino
(1906-1983); Rina (1913-1985); Bice (1915-1945); Renato (1921-1995); Fermo (1922-1938); Gina (1930-1957). Il soprannome è stato esteso anche ai numerosi nipoti e pronipoti.
Stagnén – Personale di Ennio Cotti (n. 1939) fu Donato (Dunén), q. Ferdinando (Dadén). Si trasferì a Persiceto negli anni ’80.
Stmanén – Personale fu Alfredo Fantoni; risiedeva in via Morisi, poi si trasferì a Lorenzatico.
Suladén – Personale di Saulo Serra (n. 1945) fu Umberto, della stirpe degli Urtlàn.
Veloce – Personale di Maurizio Pasqualini (n. 1947), residente in via Calcina.
Zàro – Personale di Cesare Fantoni fu Alfonso; risiedeva in via Virginia alla “Cà dal vènt”. La madre, Lidia Manzi, apparteneva alla stirpe di Cesare e Stefano Manzi. Si trasferì a Bologna nel 1957.
Zébo – Personale di Aurelio Vecchi (1927-1992) fu Armando, della stirpe dei Cicèla. Era capo-cantoniere e sovrintendeva alle strade provinciali dell’area Persiceto - Crevalcore. Risiedeva nella casa cantoniera di Decima.
Zintlén – Personale di Bertino (detto Walter) Beccari (n. 1934) fu Giovanni (Zanén); risiede in via Calcina Nuova.
Zulén - Personale di Azzolino Marchesini fu Leandro e fu Enrichetta Forni; ebbe una figlia, Alfea (Fea). Era fratello di Valentino (Valènt), di Adelmina (Delméina), di Venusto (Belômm) e di Marcellina che sposò Gioacchino Govoni e dall’unione nacquero: Calisver, Demi e Fedora. Valentino ebbe due figli: Aladino (Dinòn) che fu fattore nella tenuta Fontana e Umberto (Bérto) che sposò Arsenia Poluzzi (Angiuléina) ed ebbero un figlio, Salvatore (Tore) che ora risiede a Cento.
Pubblichiamo di seguito un elenco di “scucmài composti” che, di norma, fanno riferimento al padre o alla madre o al mestiere svolto o all’aspetto dall’interessato, come era in uso nel medio evo quando ancora non esistevano i cognomi delle persone; parte di essi sono già stati pubblicati.
Nell’elenco che segue abbiamo riportato soltanto una parte limitata degli scucmài composti esistenti a Decima cioè quelli più noti ed interessanti da un punto di vista etimologico.
Al Biòn Bùpo – Armando Scagliarini fu Augusto
Aldo dal Cìno – Aldo Morisi
Antenore dal Frâb – Antenore Breviglieri. Il soprannome anche ai f.lli Cecco e Fredo.
Binda dal Bersagliêr – Avio Forni; veniva utilizzato lo stesso soprannome anche per i fratelli.
Bita dal Rusalòn - Cesare Manzi; veniva utilizzato lo stesso soprannome anche per i fratellastri.
Ciòla dla Bibièna – Vincenzo Bussolari figlio di Bibbiana Sassi.
Dani dal Zèvar – Danio Benazzi fu Vincenzo; veniva utilizzato lo stesso soprannome anche per i fratelli.
Delmo dal Sguézer – Delmo Nicoli fu Enea; Il soprannome fu esteso anche al figlio e al fratello
Erasmo dla Mariconda – Erasmo Beccari Il soprannome fu esteso anche ai fratelli.
Ezio dal Mél – Ezio Tinti fu Raffaele.
Gigén di Buêr – Luigi Biondi fu Vincenzo
Gino dla Capòuna – Luigi Capponcelli fu Angelo Evaristo.
Gino dla Malvina – Luigi Ottani fu Angerlo e Malvina Bonzagni.
Giovanni dla Bèla – Giovanni Bencivenni fu Sisto
Giuanén dal Mél – Giovanni Bertocchi fu Raffaele, q. Giovanni
Giulio dla Mèstra – Giulio Scagliarini.
Giulio Métet a Sìder – Angelo Bussolari (1901-1998).
Idapse dla Gàta - Idapse Bongiovanni, Maniscalco, emigrò in Francia.
Iófa ad Burìda – Giuseppe Marchesini fu Cleto.
La Mari dal Sgnòur - Maria Ottani figlia di niceto
Lurinzén fa mêl i péti – Lorenzo Minezzi; calzolaio e imbianchino
Massimo dl’Amabile – Massimo Bonasoni fu Francesco.
Mizio dal Ghér – Domizio Nicoli; venivano chiamati “dal Ghér” ancher i fratelli.
Mizio dal Môr - Domizio Beccari; venivano chiamati “dal Môr” anche i fratelli.
Murîs dla Casèta – Vincenzo Morisi e figli.
Nino al mecànic – Guido Cotti di Aldo (Taldi).
Pavlén dla Barcaróla – Paolo Benazzi.
Pepino dl’Urtlàn – Giuseppe Serra di Davide; ortolano.
Pino dal Piccolo – Giuseppe Forni.
Pino dla Chichéna – Giuseppe Scagliarini, risiedeva a Pieve di Decima.
Pippo dal Gâl – Mauro Beccari di Amilcare.
Pirén dal Grôs – Pietro Pederzani fu Evaristo.
Primo dal Diêvel – Primo Bonasoni fu Gaetano.
Primo di Campanêr – Primo Vecchi di Ernesto; venivano chiamati “di Campanêr” anche i fratelli.
Remo dla Mobilia – Remo Bongiovanni fu Florindo.
Remo dla Peisa – Remo Forni fu Matteo.
Remo Dû ân – Remo Gorni, detto anche Tito.
Ristidén dla Cà Granda – Aristide Bongiovanni fu Celeste.
Ruggero dla Bèla – Ruggero Bencivenni fu Sisto
Tilio dla Lavrèta – Attilio Forni (1898-1982; risiedeva in località Pieve di decima. La madre Laura svolgeva l’attività di merciaia.
Tino Flòti – Vinicio Leonardi fu Raffaele.
Toni dla Luminata – Antonio Serra; anche la sorella Flora veniva chiamata “dla Luminàta”.
Tugnén dal rôb dòulzi – Antonio Restani fu Augusto (Zulén).
Tugnèt dla Chichéna – Antonio Forni; risiedeva in via S. Cristoforo.
Tugnòn dla Scagnóla – Antonio Tassinari; risiedeva in via S. Rocco.
Zanén dla Chichéna – Giovanni Scagliarini.
Zanén ed Mintore – Giovanni Beccari fu Amintore.
Zanòn di Pirini – Giovanni Nicoli fu Giuseppe.
Matteo dla Rosa – Matteo Forni; risiedeva in via S. Rocco.
Marino Parpiasèir – Marino Bonfiglioli (1902-1983); risiedeva in via Cento n. 236.
Ezio ed Sguciaròn – Ezio Bussolari, detto anche Gosi; risiedeva in via Bevilacqua.
Frédo Ciôd – Alfredo Montaguti di professione falegname; si trasferì a Bologna.
Elio al Frâb – Elio Cerchiari di professione fabbro; risiedeva in via Calcina.
Gigén Grànd – Romeo Grandi fu Augusto; risiedeva in via Morti.
Pirèt Maghéga – Pietro Goretti (1936-1999) fu Alfonso.
Valdo Iusféna – Avoldo Bongiovanni (1914-2005) fu Agostino.
Carlèt Zipariàn – Carlo Bencivenni fu Cipriano; venivano chiamati “Zipariàn” anche i fratelli.
Gino dla Banca – Luigi Montaguti, agente della BNA di Decima.
Ferruccio Mèila – Ferruccio Nieri, operaio nell’azienda di Talon.
Iusfén Gnôcc – Giuseppe Serra; risiedeva in via Morti.
Murèt Patrizi – Vincenzo Bussolari fu Angelo; risiedeva in via Morti.
Bruno dal Nèigher – Bruno Bussolari fu Vincenzo.
Carlo dal Buarén – Carlo capponcelli; risiedeva in via S. Cristoforo.
Selvino Malpigli – Selvino Benazzi (1909-1961) fu Cesare.
Vi sono degli scucmài, in uso a Decima, che riteniamo irriverenti o offensivi o di cattivo gusto e, pur pubblicandoli, non riportiamo a fianco di essi i nominativi delle persone cui si riferiscono. Alcuni altri sappiamo che non sono ben accetti dagli interessati. Riteniamo utile la loro pubblicazione perché comunque fanno parte del folklore e della storia della nostra comunità.
Baiunèta
Barbai
Bariéda
Bel Bimbo
Bèsa Marón
Bisòn
Brèga
Busiûla
Cagànda
Camar d’aria
Canarôl
Criminêl
Cûl dal re
Cuvadòura
Dio Schèlz
Gainòn
Gnint a Màn
Libartìn
Luméga
Magnatèra
Malnèt
Mamapàn
Mardàchi
Mèza Culata
Mondo Cûl
Moviola
Naplìt
Ninèt
Panza ad lìvra
Pavòn
Pèila Pép
Pépa Dréta
Pipignòn
Pistaiéna
Pulòver
Purgànt
Radècc
Ragaiéna
Sbarabècc
Scaraciòn
Scarvènt
Sissignore
Suséza
Tarzan
Tenènt magna mérda
Testacochi
Tobruk
Tròn
Ventzénc
Vi-apé
Vióla
Vulànda
LA FAMIGLIA DI PIETRO NICOLI detto PIRINI
Carla Nicoli di Narciso (detto Donato) ci ha inviato la fotografia che di seguito pubblichiamo, corredata dalle seguenti notizie riguardanti la sua famiglia; il nonno Pietro (detto Pirini) ebbe 10 figli: Giuseppe (Iófa); Silvino; Fernando coniugato con Nora Nicoli (Pisén); Gino disperso in Russia; Narciso coniugato con Afra Cantelli i cui genitori, Enrico Cantelli e Amedea Mazzoni, gestirono l’osteria e la sala da ballo a Pieve di Decima nel dopoguerra; Irma coniugata con Alfredo Montaguti; Adele coniugata con Giuseppe Manzi; Otilla (Tilla) coniugata con Arturo Confortini; Candida coniugata con Raffaele Sirotti; Emma coniugata con Fausto Tozzi che si distinse nello sport del ciclismo.
Nota
Ringraziamo Barbara Cocchi, Santina Ferraresi, e Milena Turci, dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Persiceto, per la disponibilità e l’indispensabile collaborazione
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