www.marefosca.it | Settembre 2004
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ROCCHE, BORGHI E CASTELLI DI TERRE D'ACQUA
NASCITA, SVILUPPO E VICENDE STORICHE DEI COMUNI DELLA PIANURA OCCIDENTALE BOLOGNESE

a cura di Alberto Tampellini

Rocche, borghi e castelli di 'Terre d'Acqua', di Pierangelo Pancaldi e Alberto Tampellini, a cura di Floriano Govoni, è la nuova opera storica illustrata riguardante la nascita, lo sviluppo e le principali vicende dei nuclei storici dei sei comuni della pianura occidentale bolognese (Anzola dell'Emilia, Calderara di Reno, Crevalcore, Sala Bolognese, San Giovanni in Persiceto e Sant'Agata Bolognese), attualmente in corso di pubblicazione per i tipi della casa editrice Marefosca. Più precisamente, il volume, che si inserisce sulla scia di quanto già realizzato dai medesimi autori con la precedente pubblicazione intitolata Le Dimore dei signori e che sarà messo in vendita nelle librerie a partire dal mese di novembre, si prefigge di prendere specificamente in esame l'evoluzione nel tempo della conformazione urbanistica dei capoluoghi comunali citati, nonché della importante frazione persicetana di San Matteo della Decima, che ha oggi raggiunto le dimensioni e l'importanza di un vero e proprio comune, in relazione agli eventi storici che l'hanno determinata ed a partire dalle prime attestazioni documentarie ed archeologiche della loro fondazione. Non si configurerà quindi né come una semplice guida turistica né come una mera ripetizione dei contenuti di singole monografie già esistenti e riguardanti la storia dei singoli paesi, bensì come una trattazione omogenea ed uniforme tesa ad inquadrare la situazione evolutiva degli aggregati demici in questione nella cornice storica del territorio su cui sono nati e si sono accresciuti, evidenziandone similitudini e differenze con l'innovativo intento di delineare il quadro complessivo delle dinamiche storiche dell'insediamento urbano e dello sviluppo urbanistico nel territorio di 'Terre d'Acqua'.
Innanzi tutto si può operare una prima fondamentale suddivisione fra quei castelli di confine che, in epoca comunale, furono costituiti 'luoghi forti' dal governo bolognese impegnato nelle guerre contro Modena, come San Giovanni in Persiceto, Sant'Agata Bolognese, Crevalcore, e i rimanenti insediamenti, che ebbero invece un'evoluzione storica e urbanistica diversa. Di conseguenza si evidenzierà, ad esempio, la struttura ad anelli concentrici del centro storico di San Giovanni in Persiceto, ancora perfettamente conservata, illustrandone le remote origini altomedievali e le cause che probabilmente l'hanno originata rendendola un unicum nella nostra pianura. Sempre per quanto riguarda San Giovanni si porrà inoltre l'accento sull'antica presenza dei borghi medievali, sviluppatisi in progresso di tempo al di fuori delle porte cittadine e della relativa cinta muraria e a loro volta circondati, e quindi resi forti, da una ulteriore fascia perimetrale di fossati e palancati in cui si aprivano altre porte. Diversamente, per quanto riguarda Crevalcore si porrà l'accento sulla struttura urbana ad isolati quadrangolari originata, come nei 'borghi franchi' bolognesi la cui fondazione risale ad epoca comunale, dal reticolo delle vie cittadine intersecantesi ortogonalmente l'una con l'altra in modo da dare appunto luogo a quella forma urbis abitualmente prevista dalla rigida pianificazione degli insediamenti fortificati di confine posti ai margini del territorio felsineo lungo le principali vie di accesso. Di Sant'Agata Bolognese verrà infine posto in risalto il complesso sinecismo che in epoca altomedievale ha gradualmente originato l'attuale aggregato demico, caratterizzato anch'esso da una maglia di vie ortogonali, seppure con allineamenti talvolta sfalsati.
E' noto inoltre che i rapporti fra Bologna e i summenzionati centri fortificati del suo contado, in epoca comunale e bentivolesca, furono sempre tesi, difficili e caratterizzati da continue ribellioni. Il cronista bolognese conosciuto col nome di Giovanni, fra i castelli ribellatisi al dominio petroniano nell'estate del 1445 menziona infatti contemporaneamente San Giovanni in Persiceto, Crevalcore e Sant'Agata, arrivando per questo motivo a deprecarne l'esistenza stessa in quanto "...castelle di pocho valimento". Vedremo invece che, in determinate occasioni, essi hanno saputo opporre una strenua ed inaspettata resistenza ai nemici assedianti.
Si parlerà poi anche dello storico rapporto che ha sempre legato i suddetti aggregati demici fortificati alla campagna circostante e che si è manifestato anche nel caratteristico permanere attorno ad essi, fino all'attuale omologante espansione delle periferie, di zone di transizione fra l'ambiente urbanizzato ed il contesto rurale ricollegabili alle fasce di terreno libero ritagliate attorno alle primitive cinte fortificate dalle cosiddette 'cerchie' medievali, cioè da strutture difensive perimetrali più esterne delimitanti l'area riservata al preventivato ulteriore sviluppo del 'castello' ed ospitante varie zone ad orti o broli.
Venendo ora a trattare degli altri comuni di 'Terre d'Acqua' di cui ci occuperemo, l'intento sarà quello di far luce sulle complesse vicende che, a partire dall'epoca medievale fino ad oggi, ne hanno determinato uno sviluppo atipico la cui espansione, per svariati motivi, non si è incentrata su di un centro storico vero e proprio ma si è manifestata in modo decisamente più disomogeneo e disaggregato. Nel caso di Sala Bolognese, ad esempio, ci troviamo di fronte ad un comune sparso in cui non si è potuta verificare la concentrazione urbana attorno ad un primitivo borgo fortificato, pur esistente ma già distrutto in epoca medievale, tanto che la sede municipale si trova oggi dislocata in località Padulle, toponimo che rimanda significativamente ad un'originaria inospitale estensione di terreni vallivi, mentre la storica pieve romanica si trova a qualche chilometro di distanza, ivi fungendo da polo di aggregazione alternativo per un altro nucleo di popolazione. Il territorio di Calderara di Reno ebbe invece per secoli una caratterizzazione esclusivamente agricola con un insediamento rurale sparso che solo in epoca napoleonica acquisì quel minimo di consistenza che gli permise di essere elevato al rango di municipalità. Per quanto concerne infine Anzola dell'Emilia, verranno spiegati i motivi che hanno portato ad una sorta di "scivolamento" dell'abitato moderno verso la via Emilia a partire dall'originario insediamento del medievale castrum Unciolae, le tracce del quale sono ancora ben visibili sul terreno nei pressi del vecchio cimitero e della cosiddetta 'Torre di Re Enzo'.
In conclusione, va poi segnalato che anche quest'opera, come già avvenuto per Le Dimore dei signori, sarà riccamente illustrata con fotografie di Alessandro Bencivenni e Floriano Govoni e mappe storiche in grado di dare la massima evidenza alle notizie fornite nel testo nonché di corredare degnamente il volume dal punto di vista iconografico. Non mancherà inoltre neppure un accenno al rapporto storico fra le frazioni ed i rispettivi capoluoghi.

Pierangelo Pancaldi e Alberto Tampellini
Rocche, borghi e castelli di Terre d'Acqua

Fotografie di:

Alessandro Bencivenni e Floriano Govoni

Caratteristiche:

- volume cartonato, dorso tondo di circa 240 pagine;
- carta patinata opaca 150g;
- sovracoperta stampata a colori;
- copertina su Imitlin con stampa a caldo;
- stampa interna in quadricromia;
- formato cm. 24x33.

In vendita da novembre 2006



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