www.marefosca.it | Settembre 2004
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UN LUNGO CAMMINO
30 ANNI DI ATTIVITĄ DELLO STUDIO FOTOGRAFICO VISENTINI

a cura degli Floriano Govoni


I miei genitori erano operai ed io, come tanti, ho dovuto faticare per guadagnarmi la pagnotta... questo non è un rammarico ma una semplice constatazione. Finite le scuole medie non ho continuato gli studi ma ho trovato occupazione presso un fornaio di Cento. Come si può ben immaginare questo tipo di lavoro non era dei più comodi però, a parte le levatacce quotidiane, mi offriva la possibilità di avere libera parte della giornata che io utilizzavo girovagando con il mio motorino per le campagne circostanti. Questa è stata la mia fortuna perché, essendo di estrazione contadina, ho potuto apprezzare sempre più la natura e i paesaggi della nostra rigogliosa campagna, tanto che mi sembrò naturale adoperarmi per fissare, non solo nella memoria, quelle immagini.
Fu così che a 14 anni, per la prima volta, varcai la soglia di un negozio fotografico in qualità di 'aspirante fotografo'. La prima macchina fotografica che comprai, una Zenit E, fu il frutto di grossi risparmi sulla paghetta settimanale. Costò 25.000 lire e mi sembrò un sogno poter fotografare tutto ciò che mi circondava. Quanti pomeriggi ho trascorso in giro per la campagna fotografando tutto il fotografabile e alla sera non vedevo l'ora di poter entrare nella mia improvvisata camera oscura per verificare il lavoro svolto. Ogni volta era un'emozione che si rinnovava nel vedere comparire gradatamente, sul fondo della bacinella   in cui avevo immerso la carta sensibile, l'immagine fotografica. Mi ricordo che la prima volta che ho stampato il mio primo rullino, mi "tremavano" le mani per l'emozione. Le foto, allora, mi sembravano stupende anche se, mesi dopo, mi resi conto che, in definitiva, non erano gran ché. L'amore per le foto non mi ha mai abbandonato.
Col passare del tempo ho sempre cercato di affinare la tecnica sia dell'inqua-dratura sia della stampa, avvalendomi delle riviste e dei libri del settore ed adeguando, nel limite delle mie possibilità, l'attrezzatura necessaria. Si perché con il mio stipendio di fornaio, che in gran parte lasciavo in famiglia, non "correvo" molto lontano. Però dopo un anno dall'inizio del mio hobby riuscii ad acquistare, finalmente!, una nuova macchina reflex: una "Miranda" sensomat RE. A dir la verità era mia intenzione prendere una Minolta, la mitica RTS101, però quando mi presentai dal negoziante con i soldi contati (160.000 lire) perché non ne avevo altri, la Minolta, negli ultimi giorni, aveva subito un rincaro di 5.000 lire e quindi fui costretto, a malincuore, a dirottare la scelta sulla "Miranda": una macchina fotografica indubbiamente di minor prestigio ma che, però, mi permetteva di fare un salto di qualità non indifferente. Le foto che scattavo non erano male, tanto che alcune di esse ebbero riconoscimenti da parte delle giurie dei vari concorsi fotografici cui partecipai. Questo, però, non mi interessava più di tanto perché io fotografavo per mio diletto e ciò che più mi premeva era di soddisfare la mie esigenze che erano quelle di essere padrone della tecnica e del senso estetico formale.
Fra il profumo del pane e l'odore acre e pungente degli acidi della camera oscura, passarono gli anni e arrivò anche il tempo del militare. Quando ritornai alla vita civile, su sollecitazione anche di Giovanni Nicoli, si presentò l'opportunità di trasformare il mio hobby in una professione. A Decima non esisteva un negozio fotografico ed i pochi appassionati di fotografia erano costretti a ri-volgersi a Cento o Persiceto. Decisi di aprire un negozietto, in Viale Minezzi, per mettere a frutto la professionalità acquisita in campo fotografico: era il 15 settembre 1976, esattamente 30 anni fa. Non avevo un becco d'un quattrino però facendo il doppio lavoro cioè di notte il fornaio e di giorno il fotografo, non rischiavo più di tanto. La voglia di lavorare non mi è mai mancata e poi, mi dissi, mal che vada ritorno, a tempo pieno, a fare il fornaio.
La scelta fu giusta e dopo due anni mi dedicai interamente al mio nuovo lavoro di fotografo. L'attività prometteva bene, i clienti non mancavano e pian piano iniziai a farmi un nome. Stampavo io direttamente le foto in bianco e nero, mentre per quelle a colori mi servivo del laboratorio Villani di Bologna. Diventai il "fotografo ufficiale" per battesimi, cresime e comunioni e le famiglie mi contattavano per le foto ricordo dei loro bambini. Mi attrezzai anche per i servizi matrimoniali; insomma il lavoro rendeva abbastanza bene, tanto che riuscii ad acquistare un "parco macchine" di tutto rispetto sia per il 6x6, sia per il 24x36. In collaborazione con le Associazioni culturali del territorio e con la biblioteca "R. Pettazzoni" di Decima, realizzai dei corsi di fotografia per principianti e alcuni concorsi fotografici.
In quel periodo, siamo intorno agli anni ottanta, a seguito di un concorso effettuato anni prima, mi fu prospettata l'assunzione presso l'ENEL   che io, dopo non poco titubanze, vi rinunciai. Fu una scelta sofferta anche perché un posto fisso, a quei tempi, mi avrebbe garantito la tranquillità e la sicurezza per l'avvenire. Come tutti, di scelte nella mia vita ne ho dovuto fare parecchie e, ringraziando il cielo, si sono rivelate giuste... ma con il senno di poi.
Nel 1984 mi fu offerto la possibilità di lavorare per una rivista di moda con una paga allettante; rinunciai anche a questa opportunità perché desideravo specializzarmi nel settore, allora di nicchia,   relativo alle foto di prodotti industriali che in gergo viene chiamato styl life. Per fare ciò era necessario allestire uno studio di posa con una attrezzatura di grande qualità ed ovviamente con un investimento ragguardevole.
La scommessa era allettante e volevo mettermi in gioco anche se potevo contare su una scarsa disponibilità finanziaria. Pian piano, negli anni, sono riuscito nel mio intento a costo di grandi sacrifici compensati, però, da soddisfazioni impagabili. L'esperienza acquisita sul campo mi ha permesso di lavorare per diverse aziende "importanti"del territorio e di prestare la mia opera e le mie attrezzature, per servizi fotografici anche nel settore della moda.
Oltre allo studio "fisso" di via S. Cristoforo disponevo (e dispongo) di uno studio "mobile" che, a secondo delle richieste, ho allestito in varie località come, ad esempio, Capo Verde, Turchia, Ibiza, Formentera, Canarie, ecc. Per un servizio fotografico commissionato dalla Bugatti, ho avuto a mia completa disposizione le bellissime sale dell'hotel "De Paris" a Montecarlo; oppure, sempre per un servizio fotografico, un sabato pomeriggio ho avuto "tutta per me", la Piazza dei Miracoli, a Pisa, quasi sgombra di turisti.
Il mio lavoro, che amo e che non cambierei con nessun altro lavoro, mi ha portato "in giro per il mondo" a conoscere gente e luoghi inimmagi-nabili. Sono stato, e lo sono tuttora, fortunato perché ho raggiunto gli obiettivi prefissati e dopo 30 anni di attività, se guardo al mio trascorso, mi sovviene di dire: 'non speravo di meglio'.
Marefosca vuole ricordare con quest'articolo e con una mostra, che si svolgerà in occasione del Festone di Decima dal 5 all'8 ottobre pv al Centro Civico, questo mio traguardo; sono grato alla rivista per l'opportunità che mi viene offerta e ne approfitto per ringraziare, di cuore, i clienti che hanno creduto in me e gli amici che mi hanno sostenuto ed aiutato in questo lungo cammino.


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