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DIAMO UNA MANO ALLA PACE
a cura di AA.VV.

La Scuola Elementare di Decima e le Scuole dell’infanzia “Sacro Cuore” e “A. Scagliarini” hanno oganizzato la tradizionale giornata della pace. L’iniziativa è stata preceduta dalla seguente premessa:
"Diamo una mano alla pace" è il titolo di questa manifestazione, ormai tradizionale per le nostre scuole, ma è anche l'intento di tutti noi a darsi da fare perché la pace cominci dal quotidiano.
E' un'esortazione ad agire poiché solo così i nostri bambini acquisteranno consapevolezza dell'impegno e della volontà necessari per vivere davvero in un mondo di pace. Questa stessa intesa come valore assoluto, da difendere e perseguire, ma pure una pace intesa come risultato della relazione fra persone di ogni età e luogo. Perciò gli alunni oggi dimostreranno che piccoli episodi di riconciliazione personale, gesti di solidarietà, tentativi volti ad evitare conflitti inutili, possono diventare vere e proprie strategie di pace.
Non è facile far comprendere e spiegare questo potente valore ai più piccoli e allora ci siamo serviti di letture, fiabe, poesie provenienti anche da paesi diversi. Ci siamo fatti raccontare in quali modi si possano prevenire i litigi o com'è possibile ritornare amici , sulla base delle esperienze che i ragazzi vivono ogni giorno, nella scuola come in altri contesti. Noi adulti daremo un contributo significativo divenendo sempre più testimoni di pace attraverso il nostro comportamento...”
Di seguito volentieri pubblichiamo il testo dei brani composti direttamente dai bambini, in collaborazione con le loro insegnanti.

Scuola dell'infanzia "Sacro Cuore"
NON IMPORTA CHI SIAMO
Non importa chi siamo
o cosa facciamo.
È importante per gli uomini
che nel mondo
ci sia sempre la pace.

Scuola Infanzia Statale Decima
Cominciamo dalla nostra vita per cambiare il mondo.
Dalla vita quotidiana:
- comportandoci bene con papà, mamma, fratelli, sorelle, nonni;
- evitando litigi con gli amici e i compagni di scuola;
- aiutando chi ha bisogno di noi;
- dimenticando le offese;
- rispettando le idee altrui;
- rinunciando ad avere ragione ad ogni costo.
A volte sembra difficile, ma l'importante è non perdere mai la pazienza.

GIRO GIRO TONDO
Giro, giro tondo
degli amici di tutto il mondo!
Diversi tutti siamo
ma vicini ci sentiamo...
Che tu sia bianco, nero,
rosso, giallo... o blu
l'importante è non bisticciare più!
Giro giro tondo,
evviva gli amici di tutto il mondo!

Scuola elementare “F.lli Gandolfi”
CLASSE 1ª A
UNA STORIA DI PACE

Nella savana vivevano tanti animali come elefanti, serpenti, leopardi e leoni.
Questi animali abitavano insieme, felici e in pace. Un giorno però arrivò una tigre feroce che sbranava e spaventava tutti. Alcuni animali cercarono di uccidere la tigre ma non ci riuscirono.
Una gazzella volle andare a parlare alla tigre e le chiese perché fosse così cattiva,
Lei rispose che era affamata e sola; la gazzella le chiese di essere più buona "per favore".
La storia finisce che la tigre è andata a vivere con quegli animali che erano stati gentili con lei.
Questa storia ci insegna che:
- dobbiamo chiedere il permesso di entrare in un posto o in un gruppo;
- se vogliamo essere accettati dagli altri dobbiamo essere educati;
- non bisogna mai essere violenti;
- non si deve litigare;
- ci si deve aiutare;
- occorre ascoltare il parere degli altri;
- bisogna avere fiducia negli altri.

DOVE INIZIA L'ARCOBALENO
Dove inizia l'arcobaleno ci sarà un luogo, fratello, dove potremo cantare insieme canzoni di pace e di vita.
Prendiamo tutti per mano e formiamo intorno al mondo una corona di cuori che si comprendono e si amano.
Noi canteremo insieme, fratelli, neri, bianchi e gialli la canzone dell'amore e della pace.
E il mondo potrà sorridere...

Classe Iª B, C
TENERSI PER MANO

Torna ogni giorno puntuale
la nostra voglia di giocare
giochi vecchi, giochi nuovi
ma i bisticci saltan fuori.
Se a volte litighiamo
subito dopo insieme giochiamo.
Vi veniamo a raccontare
da dove si deve cominciare:
· scegliere un gioco che piace a tutti i bambini;
· stabilire le regole prima dell'inizio;
· rispettare il turno;
· far giocare tutti;
· accettare di perdere;
· cercare di divertirsi anche se si perde;
· non prendere in giro gli amici;
· se si è arrabbiati contare fino a dieci;
· essere onesti e sinceri;
· usare parole gentili;
· capire che ogni ruolo è importante;
· collaborare per la riuscita del gioco.
Se queste regole saprai rispettare
sempre in pace potrai giocare.
Se tutti insieme la mano ci diamo
allora la pace noi costruiamo!

Classe 2ª A
VORREI FARE UNA MAGIA

Vorrei fare una magia
che la guerra porti via.
Vorrei fare una magia
affinchè pace sempre sia.
Vorrei fare una magia
e non dico una bugia
proprio adatta a noi bambini
se facciamo i birichini:
quando vien da bisticciare
noi mettiamoci a cantare.

Vorrei fare una magia
perché amicizia e compagnia
portino a tutti l'allegria.
Vorrei fare una magia
che porti al cuore l'armonia.
Vorrei fare una magia
che metta in tutti in sintonia.
Vorrei fare una magia
che la guerra porti via.

Classe 3ª A
NOI BAMBINI DI TERZA A

Noi bambini di 3ª A
vogliamo vivere in serenità
e, dopo aver tanto pensato,
ecco che cosa abbiamo inventato:
una ricetta proponiamo,
perché golosi di pace siamo.
E' una torta molto speciale
che i denti non fa cariare,
il mal di pancia non fa venire,
ma è facilissima da digerire.
E' molto semplice da prepararla:
tutti quanti dovrebbero assaggiarla.
Prendi un chilo di solidarietà,
aggiungi un tot di lealtà;
di altruismo e di rispetto,
ne puoi mettere un chilo e un etto.
Gli ingredienti mescola lentamente,
poi nel forno introduci attentamente,
E' il forno più grande che ci sia,
che i pensieri più brutti caccia via
quando raggiunge il giusto calore
con la simpatia e il fuoco dell'amore.
Quando è cotta, con prudenza
metti una spruzzata di pazienza;
e, se aggiungi un bicchiere di perdono,
sentirai che il sapore è più buono.
Senza litigi, odio e guerra
vivremmo in PACE sulla terra.

Classe 4ª A
LE QUATTRO CANDELE

Le quattro candele, bruciando, si consumavano lentamente. Il luogo era talmente silenzioso che si poteva ascoltare la loro conversazione.
La prima diceva:
"Io sono la pace, ma gli uomini non riescono a mantenermi: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi"
Così fu, e a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente.
La seconda disse:
"Io sono la fede, purtroppo non servo a nulla. Gli uomini non ne vogliono sapere di me e per questo motivo non ha senso che io resti accesa".
Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.
Triste triste, la terza candela a sua volta disse:
"Io sono l'amore. Non ho la forza per rimanere accesa. Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza. Essi, a volte, odiano perfino coloro che più li amano, i loro familiari"
E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.
Inaspettatamente …un bambino in quel momento entrò nella stanza e vide le tre candele spente.
Impaurito per la semi oscurità disse:
"Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio!"
E così dicendo scoppiò in lacrime.
Allora la quarta candela impietositasi disse:
" non temere, non piangere. Finchè io sarò accesa, potremo sempre accendere le altre tre candele. Io sono la speranza!"
Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre.

PICCOLI GESTI
Un giorno, la maestra ci ha detto di aver conosciuto delle persone che potevano insegnarci tante cose. Ci ha, quindi, chiesto se eravamo intenzionati a conoscerle e ad imparare da loro nuove attività. Noi abbiamo accettato la sua proposta.
Una mattina, una bidella ci ha consegnato una grande valigia e una lettera.
Diversi sono stati i nostri pensieri. Molti si sono chiesti da dove fosse sbucata fuori, chi l'avesse mandata e cosa ci fosse dentro.
C'è pure chi ha pensato che contenesse un pesce gigantesco o che qualcuno avesse voluto farci uno scherzo!!!
Prima di aprirla Elena ci ha letto la lettera di accompagnamento. In essa i mittenti affermavano di essere persone adulte che non sapevano leggere, scrivere ed eseguire operazioni, ma erano in grado di svolgere lavori manuali perfetti. Noi tutti pensavamo che fossero persone diverse da noi, alcuni credevano che fossero così povere da non aver potuto andare a scuola.
Proseguendo nella lettura dicevano di essere disabili, cioè di non essere abili in alcune attività. Proponevano di venire nella nostra classe a insegnarci dei lavori e noi in cambio avremmo insegnato loro alcune materie.
Quando abbiamo aperto la valigia … abbiamo ammirato delle candele, dei quaderni, dei saponi ecc.
Abbiamo pensato che gli oggetti erano proprio belli e che loro erano state abili a realizzarli. Anche noi avremmo desiderato realizzarli con il loro aiuto.
Dopo circa due settimane, nella nostra aula si sono presentate tre ragazze: Silvia, Annarita e Ilde. Quest'ultime, fisicamente erano proprio diverse da noi: basse, obese e con gli occhi un po' a mandorla.
Tutti noi ci siamo detti di volerle conoscere perché dal primo momento che le abbiamo viste ci sono state simpatiche, ma non sapevamo come rapportarci e qual era il comportamento da tenere nei loro confronti.
Per familiarizzare Silvia ha organizzato alcuni giochi.
Mentre ci presentavamo ognuno di noi doveva dire una cosa che sapeva fare e una che non era in grado di fare. Abbiamo scoperto che Ilde mungeva le mucche e Annarita suonava la fisarmonica, oltre a recitare.
La maggior parte di noi è "rimasta a bocca aperta" nel venire a conoscenza delle loro abilità. C'è chi le ha invidiate, come ad es. un nostro compagno al quale piacerebbe imparare a mungere il suo somarino o una nostra compagna che desidererebbe calcare le scene teatrali, ma come sempre c'era una nutrita schiera di scettici che non credeva alle loro parole.
Niente paura: Annarita per dimostrare la verità, ha portato la sua fisarmonica e l'ha suonata davanti a noi che alla fine l'abbiamo applaudita.
Ci hanno, quindi, insegnato a fare la carta marmorizzata. E' stata un'attività piacevole ed interessante. Da allora ci siamo incontrati altre volte e adesso attendiamo presto un'altra loro visita.
La pace probabilmente si costruisce con questi piccoli gesti: l'accettazione di persone diverse da noi, stranieri o disabili che siano, ma poi come abbiamo scoperto non tanto diversi…basta solo avere la volontà di conoscersi e di rispettare i limiti altrui e di apprezzare i loro pregi.

Classe 4ª B
LE REGOLE

Le regole che ci siamo dati per evitare il litigio e per risolvere serenamente le incomprensioni che possono emergere nel gruppo.
Tra i vari suggerimenti abbiamo scelto i seguenti:
- imparare a rispettare le proposte degli altri;
- parlare con calma e fare ragionare chi è arrabbiato;
- non prolungare un discorso su cui non si è d'accordo;
- riflettere prima di accusare l'altro, perché potresti anche aver torto;
- non sottovalutare l'amico e non ridere delle sue debolezze;
- capire le motivazioni dell'amico prima di contestarlo;
- fare agli altri quello che piacerebbe fosse fatto a te;
- essere pazienti e sinceri;
- rispettare gli altri: non offendere, non criticare, non giudicare secondo l'aspetto, non fare cose ingiuste contro quelli più deboli;
- giocare serenamente per divertirsi;
- rispettare le regole;
- avere fiducia nel prossimo;
- ascoltare prima di avanzare delle pretese;
- saper perdonare e aiutare l'amico in difficoltà;
- ascoltare il proprio cuore e far uscire l'amore che vi è nascosto.

Classe 4ª C
UN MENU PER FAR PACE

Cominciamo dagli antipasti
per chi ha gli amici “guasti”.

Si potrebbe cantare insieme
assaggiando delicate creme,
ascoltando musica leggera...
dai che oggi è primavera!

Per scordare i brutti atti
continuiamo coi primi piatti.
Raccontandoci barzellette
inventiamo scherzi e scenette.

Si procede con socculente pietanze
da smaltire con frenetiche danze.
Dell’amico la mano prendiamo
parlando insieme passeggiamo.

Il tutto è servito da molti contorni
crudi, bolliti o cotti nei forni.
Ci scambiamo amichevoli bigliettini
con dentro tanto bei disegnini.

Con un raffinato dolce si finisce
che gli animi agitati riunisce.
Parlarne mentre si gusta un gelato
si dimenticano i guai del passato.
Ci beviamo un cordiale e un caffè
così sappiamo che la pace c’è.

Un consiglio vogliamo dare
anzichè di pace solo parlare,
diamoci da fare.
Uno di questi rimedi potremo adottare
e la pace far trionfare.

Classe 5ª A
VIVA LA PACE

Essere in pace con il mondo intero
È bello! E' grande! E' tutto, davvero!
Basta amare con cuore sincero
basta parlare con animo vero.

La pace è importante
e anche noi la vogliamo
occorre soltanto darci una mano.

Cerco, voglio, amo la pace
e lotto perché questa non sia solo una frase.
La pace è amicizia e fratellanza
che custodire non è mai abbastanza.

Bisogna difenderla tutti d'accordo
perché questa non diventi un ricordo
e per far questo bisogna che anch'io
metta da parte un po' d'orgoglio mio.

La sincerità è come una magia
che ci fa stare tutti in compagnia
l'odio scomparirà
e l'amicizia trionferà.
Mai più liti e incomprensioni
viva la pace in tutte le occasioni
e se in questo ci impegneremo
siamo sicuri che ci riusciremo!

Classe 5ª B
LA PACE...

La pace per noi bambini,
che a volte siamo birichini,
è un segno di saggezza
che scaccia la tristezza.
Gridiamo a cuore aperto
come fossimo ad un concerto
pace, pace, pace...
è il grido che a noi piace.

Nota
I CONFLITTI NEL MONDO

AFGHANISTAN - Dopo la cacciata del regime dei Talebani, l'Alleanza del nord governa, ma la guerra non è cessata. ALGERIA - Le prime elezioni, nel 1992, hanno visto vincere il partito islamico ed è seguito un golpe militare; da allora 100 mila morti. ANGOLA - Guerra civile dal 1975; alla base il controllo delle miniere di diamanti e dei giacimenti marini di petrolio: un milione di morti. BURUNDI - Dal 1962, guerra tribale tra hutu e tutsi: 800 mila morti con punte di crisi nel 1972, 1993, 1996. CECENIA - Indipendente dal 1991, è stata rioccupata dalla Russia nel 1994 per interessi "cruciali": petrolio e gas; 100 mila i morti. COLOMBIA - Da 38 anni il governo si difende dagli attacchi della guerriglia delle FARC: sequestri e massacri da entrambe le parti. CONGO - Una guerra civile che coinvolge cinque stati: Rwanda, Uganda, Angola, Namibia, Zimbabwe; 3 milioni di morti dal 1997. COSTA D'AVORIO - Dal 19 settembre 2002 violenti combattimenti nella capitale, ministri uccisi; metà del paese è in mano ai militari. ERITREA - ETIOPIA - Dopo trent'anni di guerra e 30 mila morti, l'Eritrea è indipendente dal 1993; c'è tregua ma, la tensione continua. FILIPPINE - Dal 1971 il sud del paese, musulmano, è in guerra con il governo di Manila; i morti fino ad oggi sono 150 mila. GEORGIA - Dopo l'indipendenza dall'URSS, 1991, è iniziata una guerra interna: la regione dell'Abkhazia vuole separarsi; centinaia di morti. INDIA - Il conflitto con il Pakistan per il controllo del Kashmir non è il solo: molte regioni del nord, musulmane, combattono per l'autonomia. KURDISTAN - Trenta milioni di persone senza stato divisi tra Iran, Iraq e Turchia; una guerra continua che ha causato 150 mila morti. LIBERIA - Dal luglio 2000 è ricominciata la guerra di liberazione contro il regime militare di Charles Taylor; dal 1989, 250 mila morti. MACEDONIA - La regione, dal 2001, vede scontri tra il governo e l'Uck filo-albanese che vuole l'annessione di alcune zone al Kosovo. NEPAL - Conflitto, dal 1996, tra il partito maoista e la monarchia regnante; guerriglia urbana, rapimenti e almeno 1.800 morti. NIGERIA - Odi tribali e religiosi sono esplosi nel febbraio del 2000 con massacri tra musulmani e cristiani; a nord vige la legge islamica. PAESI BASCHI - Un conflitto secolare acuito sotto il franchismo; i guerriglieri dell'E.T.A. continuano a compiere attentati. SENEGAL - I guerriglieri del sud vogliono l'indipendenza; conflitto armato con migliaia di morti e atrocità sui civili. SIERRA LEONE - Dal 1991 si combatte la guerra per il controllo delle miniere di diamanti; 30 mila persone mutilate, 100 mila morti. SRI LANKA - I Tamil del nord vogliono separarsi, 70 mila morti e 800 mila profughi in una guerra tra indù e buddhisti. SUDAN - Guerra civile tra la maggioranza musulmana e cristiani del sud, un milione e mezzo di morti; vero obiettivo il petrolio. UGANDA - Il nord del Paese è dagli anni '80 teatro di un conflitto tra governo e tre gruppi ribelli appoggiati dal Sudan: 10 mila morti. IRAQ - Conflitto fra Iraq e Angloamericani. RUANDA - La minoranza Tutsi ha sempre combattuto contro il regime Hutu, sorto subito dopo l'indipendenza nel 1962. IRLANDA DEL NORD - La lotta per l'indipendenza dell'Irlanda del Nord, cattolica e repubblicana, dal governo monarchico e protestante di Londra ha radici secolari. L'attenzione su questo conflitto si accende a partire dal 1920. Tra attentati dell'IRA e repressione militare, dal 1976 si contano oltre 3mila morti. MEDIO ORIENTE - Conflitto, da diversi decenni, fra Israele - Palestina. BIRMANIA - La Birmania, ex colonia britannica, ottenne l'indipendenza il 4 gennaio 1948, costituendosi come Unione Federale Birmana. Il paese, per 50 anni, è stato sconvolto da conflitti interni, sia etnici che politici. Solo dal 1996, quando la lotta si è intensificata, si contano migliaia di morti e centinaia di migliaia di rifugiati in Thailandia e Bangladesh. SOMALIA - Nel 1991 è iniziata una violentissima guerra di potere tra i vari clan del Paese. Nel '92 sono intervenuti gli Usa e contingenti di pace internazionali. Nel 1995 la truppe ONU se ne sono andate, lasciando affondare la Somalia in una spirale di violenze che, fino ad oggi, ha provocato quasi mezzo milione di morti (contando anche i morti per la carestia generata dalla guerra). MOLUCCHE - All'inizio del 1999 è scoppiata, per futili motivi (un autobus guidato da un autista cristiano investì un ragazzo musulmano), una vera e propria guerra di religione tra musulmani e crisitiani. L'esercito indonesiano è intervenuto per riportare la calma, ma poi ha finito per prendere le parti della fazione musulmana. Le violenze, estese a tutte le isole dell'arcipelago delle Molucche, hanno causato finora 5mila morti e mezzo milione di rifugiati di entrambe le fazioni in lotta. PAPUASIA OCCIDENTALE (Nuova Guinea) - La parte occidentale della grande isola della Nuova Guinea è stata annessa all'Indonesia nel 1969. Subito la popolazione indigena locale ha organizzato una resistenza armata . Dal 1977 le truppe speciali dell'esercito di Giacarta hanno cominciato a massacrare i ribelli separatisti. Negli anni '80 il governo indonesiano ha iniziato un programma di ripopolamento etnico, condotto in un'ottica di vera e propria pulizia etnica. Si contano, negli ultimi tre anni, centinaia di morti. CHIAPAS (Messico) - La regione più meridionale del Messico è teatro, dal 1994, di una rivolta degli indigeni maya, organizzati nell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. REPUBBLICA CENTRAFRICANA - Dal 25 ottobre 2002 la Repubblica Centrafricana è dilaniata da una guerra civile che oppone i ribelli di François Bozizé, ex- capo delle forze armate, al presidente Félix Patassé, in carica dal 1993, rieletto sei anni dopo non senza polemiche. È il sesto tentato colpo di stato nei primi 9 anni di governo parlamentare. La nota è stata redatta in base alle informazioni rilevate da “WARNEWS - notizie dai conflitti del mondo”


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