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FARA' FEDE IL TIMBRO POSTALE
a cura di Cesare Rivaldi


Tutti, prima o poi, ci siamo imbattuti in questa frase quando abbiamo dovuto spedire un documento, la iscrizione a qualche cosa, la prenotazione di un acquisto, un versamento di denaro: a garantire la regolarità e la tempestività della operazione viene chiamata a testimone l'impronta lasciata dal timbro postale, il principale strumento di lavoro degli addetti alla gestione delle corrispondenze in tutto il mondo.
L'impronta indelebile che questo strumento lascia sul plico postale ha subito nel tempo una incredibile serie di modificazioni atte a renderlo sempre più idoneo alla duplice funzione cui è chiamato ad assolvere: la certezza della data di effettuazione dell'operazione e la obliterazione della tassa pagata, quasi sempre rappresentata dal francobollo.
La forma di questa impronta si è evoluta adeguandosi costantemente ai tempi: dapprima era il semplice nome, più o meno arzigogolato, dell'ufficio di partenza; successivamente vi fu affiancato un numero distintivo dell'Ufficio che aveva lavorato il plico postale, racchiuso in un rombo di piccole losanghe o formato da tanti punti. A questo tipo di annullamento fu affiancato il timbro con il nome della località di partenza e della data, in forma rotonda a un cerchio, a doppio cerchio, a cannocchiale, a tondo riquadrato, fino ad arrivare al moderno "guller" dove nella stessa impronta troviamo i due elementi base: il nome dell'ufficio emittente e la data in cui è stata eseguita l'operazione.
I "guller" ebbero una incredibile varietà di realizzazioni non solo differenziati dai nominativi delle località postali, ma anche dalla collocazione delle scritte, dalla forma delle date, dal riempimento degli spazi vuoti ( le famose lunette, a loro volta notevolmente diverse fra di loro) tanto da creare un corposo capitolo di studio per gli specialisti del settore.
Ma la vera rivoluzione di questo strumento di lavoro avvenne quando si pensò di renderlo anche esteticamente interessante.
L'idea fu mutuata da un altro strumento di lavoro nel frattempo entrato in uso alle poste: la macchina obliteratrice. Questa macchina assegnata inizialmente ai grandi uffici per alleviare il lavoro di timbratura manuale della corrispondenza, nel frattempo aumentata spropositatamente di volume, era composta sostanzialmente da due elementi: il tradizionale "guller" con l'indicazione dell'Ufficio e la data mobile e una targhetta laterale a strisce ondulate che serviva ad "annullare" il francobollo o i francobolli applicati sulla corrispondenza. Questa monotona targhetta fu interpretata come un valido mezzo pubblicitario se, anziché le onduline, si fosse utilizzato uno slogan pubblicitario; intorno agli anni 20 vi fu una invasione di questo mezzo pubblicitario.
Trascorse qualche anno prima che ci si accorgesse che la stessa interpretazione poteva essere applicata anche agli annullatori manuali.
Dapprima si trattò di semplici frasi indicative della manifestazione o della ricorrenza che si voleva celebrare con quell'annullo. Poi si pensò di abbellirlo introducendo anche una parte figurata senza mai venire meno alla primitiva funzione: quella della data certa e del luogo di utilizzo.
In questo modo nacque l'annullo filatelico così come oggi viene ancora utilizzato.
Si tratta di una impronta di estrema importanza in quanto viene concessa dal Ministero delle Poste solo per comprovati, validi motivi; ha la durata del solo giorno della data incisa nel timbro ( non è una data mobile, ma fissa) dopo di chè viene smontato e la piastrina inviata al museo delle poste in Roma e messa a disposizione degli studiosi. L'impronta solitamente è abbellita da una semplice ma significativa immagine.

Siamo così arrivati ai giorni nostri e il locale Circolo Filatelico ha utilizzato questo mezzo pubblicitario per tramandare i principali avvenimenti occorsi nel nostro Comune negli ultimi 30 anni non trascurando le ricorrenze, le celebrazioni e contribuendo in tal modo a scrivere la storia del nostro territorio. Sono oltre un centinaio gli annulli speciali realizzati. Alcuni di questi interessano anche il territorio di San Matteo della Decima a vario titolo. Vogliamo ricordarli tutti assieme, fino all'ultimo utilizzato proprio in questi giorni.
Ad aprire la serie è il Consorzio dei Partecipanti che ha voluto celebrare la LXVII estrazione delle parti, un avvenimento la cui cadenza novennale richiama sempre l'attenzione non solo degli interessati alla ripartizione ma anche di un mondo di studiosi su questa singolare forma di eredità e di curiosi che vogliono conoscere le origine del lascito. L'annullo utilizzato è manuale, rotondo, del tipo grande e riproduce un antico sigillo utilizzato dal Consorzio nel 19° secolo. Siamo nell'anno 1986. L'iniziativa viene ripetuta con le estrazioni delle parti della successiva novena, nel 1995, ancora con un annullo manuale di forma quadrata. All'interno è riprodotto una parte di un antico documento dove viene evidenziata la Chiesa di San Matteo della Decima con la scritta "Chiesa Nova". In ordine cronologico, dopo l'annullo del 1986, vengono due annulli realizzati nel 1988 per celebrare il centenario del Carnevale di S. Matteo della Decima. Con una novità.
Il primo degli annulli viene utilizzato sulla macchina affrancatrice in uso presso la Delegazione comunale e stampigliato su tutta la corrispondenza in partenza da quella Sede. E' la pratica attuazione delle considerazioni fatte in premessa e l'immagine di Re Fagiolo sorride su una quantità enorme di buste in giro per il mondo intero. Contemporaneamente viene allestito un annullo manuale con la stessa immagine di forma ovale grande, raccolto su cartoline riproducenti una foto carnevalesca degli anni '30. L'iniziativa di queste straordinarie celebrazioni filateliche era stata assunta dalla Redazione della Rivista MAREFOSCA.
Nell'ottobre del 1992 la stessa rivista celebra i suoi dieci anni di attività e, fedele al proprio assunto editoriale, attiva un servizio postale con annullo speciale, rotondo e di dimensioni più ridotte dei precedenti, nel quale figura, al centro, il "Chiesolino", per la ricostruzione del quale la rivista aveva dedicato ampi spazi suggerendo, fra l'altro, soluzioni atte a salvaguardare sia la struttura che l'originaria collocazione. La cartolina emessa per l'occasione, riproduce l'immagine di una giovane signora di fine '800 e riporta la scritta: "Salvaguardiamo le nostre tradizioni e il nostro patrimonio artistico" alludendo sia al Chiesolino, sia gli altri immobili in evidente degrado (in particolar modo Villa Fontana e le case coloniche in genere).
L'anno successivo un illustre cittadino di San Matteo della Decima, il sig. Gian Paolo Quinto, ha ordinato un bassorilievo in bronzo con l'immagine di Padre Pio, allo scultore Cesarino Vincenzi. La cerimonia di benedizione dell'opera, che verrà sistemata definitivamente nella cripta della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, viene ricordata con un annullo manuale , rotondo, con l'immagine di Padre Pio.
Trascorre qualche altro anno e ritroviamo, nel 1995, l'annullo della LXVIII estrazione delle parti già descritto. Poi si arriva all'anno 2000, l'anno del Giubileo. Il Consorzio dei partecipanti mette a disposizione del Circolo Filatelico i locali della antica casa fattorale, la "Cà granda", per una mostra filatelica tutta incentrata sugli anni santi. Per solennizzare l'avvenimento viene utilizzato un annullo speciale figurato entro il quale si notano il logo dell'anno giubilare e il volto di San Sabastiano, tratto dall'omonimo quadro di proprietà della Partecipanza, esposto perennemente nella Collegiata di San Giovanni in Persiceto.
Anche la cartolina è tratta da una incisione di Francesco Spagnolli vissuto nella prima metà dell'800 e raffigurante il quadro dell'Albani. Sul finire dell'anno 2000 l'UNICEF e la CRI organizzano nel Castello della Giovannina una serata per la raccolta di fondi per opere benefiche. Il Castello della Giovannina è in Comune di San Giovanni in Persiceto e postalmente dipende dall'Ufficio di San Matteo della Decima. L'annullo richiesto da quella organizzazione porta come intestazione appunto San Matteo della Decima e va ad arricchire il totale degli annulli filatelici decimini.
Arriviamo al primo giugno dell'anno in corso. Il Comune di San Giovanni in Persiceto, con la collaborazione del Comune di Cento, celebra il bicentenario della morte di uno dei suoi figli più illustri, il pittore Gaetano Gandolfi, nella cui famiglia, cresciuta a Villa Fontana nella campagna persicetana, operarono altri due pittori e incisori: il fratello Ubaldo e il figlio di Gaetano, Mauro. Mentre la mostra dei quadri viene allestita in Cento, le più pregiate incisioni dei tre illustri artisti, vengono raccolte ed esposte alla "Cà granda" in collaborazione con la Partecipanza.
Il Circolo Filatelico non può ignorare un avvenimento culturale di così grande portata e, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale, attiva un servizio postale con annullo manuale rotondo in cui è riprodotto uno degli amorini forse meglio riusciti dal bulino di Mauro Gandolfi.
Infine l'annullo speciale per il 20° anniversario di attività della rivista MAREFOSCA, che verrà utilizzato il 12 ottobre 2002 nell'ambito della Fiera d'Ottobre. L'annullo, che riporta il disegno della chiesa primordiale di San Matteo della Decima e la scritta in dialetto "Cisa Nova", vuole porre l'accento sulla necessità di salvaguardare il patrimonio artistico e culturale decimino. La cartolina che sarà emessa per l'occasione lo stesso giorno, per rimarcare gli intenti suindicati, riporterà la frase "Non c'è da puntare un soldo sul futuro di un popolo che non ha nessun rispetto del proprio passato", del poeta francese Valéry.

Complessivamente si hanno così dieci annulli di cui nove manuali ed uno meccanico. Il Circolo Filatelico ritiene si possa fare ancora di più. Certamente sono ancora tanti gli avvenimenti che si possono celebrare in San Matteo della Decima. Non figura infatti, nell'elenco, alcun annullo di carattere sportivo, nulla ancora che riguardi, ad esempio, la bonifica del mille, l'emigrazione in Svezia, le trasformazioni delle lavorazioni dei campi, ed altri ancora.
A tal fine il Circolo è sempre disponibile ad offrire la propria collaborazione e la propria consulenza tecnica.



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