L'AFFARE DEI TIGLI
a cura di Floraiano Govoni
Dopo l'abbattimento degli alberi del cortile della scuola elementare f.lli Gandolfi di San Matteo della Decima, il Consiglio comunale persicetano, su richiesta della minoranza, istituì una "commissione consigliare d'indagine" al fine di appurare come effettivamente si erano svolti i fatti e a chi dovevano essere attribuite le "eventuali" responsabilità.
Tale commissione, formata dai consiglieri: Paolo Malaguti e Claudio Rimondi (rappresentanti della maggioranza) e Filippo Govoni (rappresentante della minoranza), dopo aver analizzato tutti gli atti prodotti dalla Amministrazione e sentiti i pareri delle persone coinvolte nella vicenda, ha redatto una relazione che il 29 giugno è stata presentata al Consiglio comunale per il dibattito. Marefosca, come promesso a suo tempo, si era impegnata ad informare i lettori sui risvolti della vicenda; con questa "nota" cercheremo di assolvere al nostro compito mantenendoci, nel limite del possibile, al di sopra delle parti, anche se sono d'uopo alcune considerazioni di merito.
Nella relazione si afferma che il progetto approvato dalla Giunta, predisposto dall'ufficio tecnico comunale, rispettava tutte le esigenze di sicurezza e fruibilità dell'edificio scolastico e dell'area cortiliva, prevedendo la conservazione di tutte le piante ad alto fusto esistenti. Pertanto non è imputabile una responsabilità diretta dell'assessore William Maccagnani anche se l'esecuzione del progetto ha presentato inconvenienti tali da portare all'abbattimento delle piante.Quindi, da quanto affermato, risulta evidente che non esistono responsabilità "politiche" dirette ma, eventualmente, "generiche responsabilità" relative al "buon funzionamento dell'assessorato".
Se nulla è imputabile all'Assessore e alla Giunta e se la ditta esecutrice dei lavori, come a chiari lettere afferma l'arch. Ferrari dirigente del settore Lavori pubblici, si è attenuta alla corretta esecuzione del progetto approvato e se si esclude una qualsivoglia responsabilità da parte dei tecnici comunali che hanno lavorato sul cantiere, a CHI allora è da attribuire la colpa di ciò che è avvenuto?
Nella seconda parte della relazione viene svelato l'arcano che, a nostro parere, va ad inficiare anche quanto detto nella prima parte.
E' certo e inconfutabile, si legge nella relazione, che nell'esecuzione del progetto non si è tenuto conto del vigente Regolamento Comunale del Verde, anzi il progetto "era in evidente contrasto con quanto prevede tale Regolamento" e che se fossero state rispettate le regole si sarebbe potuto evitare il disastro.
Addirittura si afferma, sempre nella relazione, che "all'interno dell'Assessorato Lavori Pubblici e ambiente (di cui è Assessore William Maccagnani) è fino ad ora valsa la consuetudine di ignorare un regolamento approvato dal Consiglio Comunale, regolamento del quale viceversa si chiede il rispetto dei cittadini" e, commentano gli estensori, che "non appare quindi corretto che il Comune stesso palesamente lo disattenda o addirittura lo ignori in caso di progettazione di opere pubbliche".
Se ciò è vero, e non abbiamo motivo di dubitare dell'attendibilità di una commissione "istituzionale", pur considerando anche la "buona fede" di tutti e la indiscussa professionalità e competenza dei dirigenti e dei tecnici comunali, allora ci par di capire che tutti gli "Attori", che hanno avuto parte in questa vicenda, sono corresponsabili dell'accaduto perchè hanno svolto le loro funzioni ignorando le regole a cui dovevano sottostare.
E' inconcepibile e inammissibile che un Ente pubblico disattenda ai regolamenti che esso stesso ha emanato e, nel contempo, pretenda che vengano rispettati dalla cittadinanza. Questo, al di là dell'accaduto, è ciò che si evince leggendo la relazione; un fatto grave, dunque, che l'Amministrazione, a nostro avviso, deve affrontare di petto senza aspettare il pungolo dell'opposizione.
Inoltre la commissione sostiene che non è suo compito emettere delle sentenze, e su questo siamo d'accordo; ma allora, di fronte a responsabilità ben identificate (in questo o in altri casi), a chi spetta prendere i dovuti provvedimenti? Qualcuno dovrà afferrare il toro per le corna; ma chi?
Infine la commissione, per evitare il ripetersi di altri errori, propone al Consiglio Comunale, alla Giunta e al Sindaco quanto segue (riportiano il testo integrale):
- modificare il Regolamento comunale del verde prevedendo solo per inderogabili e provate necessità derivanti da fini pubblici, esaurientemente motivate, procedure particolari e deroghe. Non riteniamo infatti che possano esistere deroghe tacite e immotivate ad un regolamento comunale che finirebbero per indurre il cittadino a pensare che quanto previsto dal regolamento sia inapplicabile e ingiusto, al punto che il Comune stesso è costretto a trasgredire.
- stabilire l'obbligo di consultazione di un tecnico dell'ufficio verde in fase di redazione e realizzazione di progetti che comportino l'intervento in aree verdi o in prossimità di piante ad alto fusto;
- valutare l'opportunità di specificare meglio all'interno dello Statuto Comunale, sulla scorta della normativa nazionale, l'effettiva responsabilità degli amministratori.
Riteniamo, con quest'articolo, di aver assolto l'impegno preso lo scorso anno con i nostri lettori; inoltre confermiamo la nostra disponibilità a pubblicare tutto ciò che perverrà alla redazione a chiarimento o integrazione a quanto esposto.
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| In alto: Il cortile dela scuola elementare "F.lli Gandolfi" durante la festa di fine anno |
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