IL CONCERTO E I CAMPANARI DI DECIMA
a cura di Stefano Toschi
Leggendo riviste dedicate al turismo, spesso ci si imbatte in servizi dedicati alle tante località medievali esistenti in Italia o all'estero; e questi articoli sono frequentemente titolati "dove le campane suonano ancora" o cose del genere, evidenziando come fatto straordinario l'esistenza di un campanile le cui campane sono ancora funzionanti ma soprattutto sono ancora azionate manualmente.
Forse chi ha letto queste descrizioni avrà sorriso nel vedere esaltata una caratteristica che per noi di San Matteo Della Decima è un fatto comune. Abbiamo sempre avuto un campanile con vere campane, che suonano con ottima timbrica e volume forte e dinamico, assolutamente non appiattito da un congegno elettrico.
E' comunque vero che i meccanismi elettrici per azionare le campane sono ormai diffusissimi e realtà come la nostra possono considerarsi "interessanti" (fortunatamente è ancora troppo presto per definirle uniche o rare).
Queste poche righe di presentazione hanno quindi la presunzione di chiedere ai lettori di non considerare troppo scontata questa realtà, di valorizzarla e di condurli alla scoperta degli artefici di questi suoni; e perché no? Alla scoperta e descrizione dei suoni stessi.
I Concerti
Prima di presentare, uno ad uno, i campanari di Decima, è indispensabile dare alcuni brevi cenni su come sono strutturati i Concerti della tradizione campanaria bolognese. Prima di tutto, cos'è un Concerto di Campane? E' presto detto.
Perché un gruppo di campane destinate a suonare assieme, producano un'armonia gradevole all'ascolto, esse devono essere tra di loro accordate; ciò significa che ognuna di loro deve produrre un rintocco che sia nella stessa tonalità delle altre. In sostanza ogni campana non è altro che una nota di un vero e proprio accordo musicale, che può essere di Do, di Re, ecc., Maggiore o Minore e così via. Dato che è ovviamente impossibile (o quantomeno difficile e sconsigliabile) accordare una campana dopo la sua fusione, è necessario o comunque preferibile, che le campane destinate a suonare assieme vengano anche fuse (create) assieme. Questo è il motivo per cui difficilmente una campana viene costruita singola, ma nasce invece quasi sempre assieme alle sue sorelle, che sono le campane destinate a suonare per sempre con lei. Un gruppo di campane sorelle, è quello che si dice un Concerto o anche più comunemente Doppio.
I Concerti della tradizione campanaria bolognese si compongono, nella stragrande maggioranza dei casi, di quattro campane. Esse sono denominate, in base alla loro dimensione rispetto alle sorelle, come Piccola, Mezzanella, Mezzana, e Grossa. Alle volte, a queste quattro, si aggiunge una campana di dimensione intermedia tra la Piccola e la Mezzanella, che viene appunto detta Quinta. Per questo, un Concerto che si compone di cinque campane, viene anche chiamato Quinto.
Sul Campanile di Decima, il Concerto principale è un Quinto Maggiore in Fa; ci sono cioè cinque sorelle che danno vita ad un accordo di Fa +, e senza falsa modestia è un gran bel Doppio. Nella guglia superiore ci sono poi altre due campane di precedente fusione, ma ne parleremo più diffusamente nel paragrafo "Le nostre campane", per ora sono sufficienti le informazioni fornite sopra.
Abbiamo fatto questa breve descrizione di un Concerto, semplicemente per il fatto che ogni campanaro ha la sua campana; il suo ruolo viene cioè identificato dalla campana che egli ha imparato a suonare (solo i maestri più esperti sono in grado di suonare in tutti i ruoli, cioè tutte le campane). Dovendo presentarci, ed identificarci quindi nei nostri specifici ruoli, era necessario far capire cosa si intende quando si dice ad esempio che Cristian Gallerani è un Piccolino, o che Stefano Toschi è un Grossarolo. Non ci si riferisce alle loro dimensioni corporee o a particolari caratteristiche individuali, ma alla campana che questi suonano abitualmente; nel nostro esempio la Piccola per Cristian e la Grossa per Stefano. Detto questo possiamo finalmente presentarci.
Chi siamo
Il gruppo dei Campanari di S. Matteo della Decima, è uno dei più numerosi di tutta la Diocesi di Bologna. Si compone di 18 elementi, ripartiti in 3 squadre. Tali squadre sono dei gruppetti di campanari, che solitamente si esercitano e suonano assieme, e che costituiscono appunto la squadra necessaria per dar luogo alla melodia prodotta delle campane. Il numero dei campanari che compongono una squadra, può variare a seconda delle dimensioni del campanile e delle campane: più sono grandi, più campanari servono per farle girare. Sul campanile di Decima, il numero di campanari ideale per formare una squadra che suoni dignitosamente, è di 6 elementi.
Di seguito, vi presentiamo le tre squadre di Decima, ed i campanari che le compongono, identificandole con gli scherzosi nomi dialettali che noi stessi siamo soliti usare. A questo proposito ci teniamo a dire che, siccome la tradizione campanaria viene tramandata oralmente, e la lingua dei nostri "padri" è il dialetto bolognese, è rarissimo sul campanile sentir parlare in italiano. Tutti gli insegnamenti, i consigli per suonare meglio, i termini tecnici ed i nomi delle campane, i nomi dei brani che vengono eseguiti, e persino le chiacchiere tra un brano e l'altro, tutto viene detto in stretto dialetto Castellano: la lingua tipica della Bassa Bolognese che parliamo noi di Decima. Ma di questo avremo modo di parlare più avanti, descrivendo le varie tecniche usate per suonare.
Dunque, come già detto le squadre sono 3: I Vîcc (i vecchi), I Zuvén (i giovani), e I Cíno (i bambini). E' interessante notare, che l'età media della squadra dei "bambini" è di poco inferiore ai 29 anni. Ai componenti di queste squadre, si aggiungono poi due figure importanti: quella del Maestro, che è il campanaro più anziano, ed ha il difficile compito di insegnare, ai nuovi arrivati, i rudimenti ed i segreti dell'arte campanaria, e quella del Presidente, che si occupa dell'organizzazione dei servizi durante l'Anno Liturgico, dei rapporti con il Parroco e la Comunità Parrocchiale, e dei contatti con l'Unione Campanari Bolognesi, che è l'Associazione alla quale fanno capo i campanari della Diocesi di Bologna. Ma veniamo ora alle presentazioni del Presidente, del Maestro e dei tre gruppi.
nella foto: una rappresentanza dei campanari di Decima
| Il Presidente: |
Cerchiari Flavio, Fabbro; Gestisce l'organizzazione delle attività |
| Il Maestro: |
Gallerani Marco, Falegname; è in grado di suonare tutte le campane. |
| I GRUPPI - I Vîcc |
| Nome |
Professione |
Campana |
| Mazzoli Giuseppe |
Impiegato |
Piccola |
| Cristofori Fiorenzo |
Impiegato sett. ortofrutt. |
Quinta |
| Bonzagni Ettore |
Coltivatore Diretto |
Mezzanella |
| Forni Luca |
Operaio Tornitore |
Mezzana |
| Bonzagni Stefano |
Allevatore Coltivatore Diretto |
Grossa |
| Gallerani Lorenzo |
Falegname |
Grossa |
| I GRUPPI - I Zuvén |
| Nome |
Professione |
Campana |
| Magoni Fabio |
Disegnatore Tecnico |
Piccola |
| Soverini Marco |
Impiegato |
Quinta |
| Magoni Pietro |
Coltivatore Diretto |
Mezzanella |
| Fabbri Enrico |
Fabbro |
Mezzana |
| Bonzagni Davide |
Coltivatore Diretto |
Grossa |
| Pareschi Sandro |
Operaio |
Grossa |
| I GRUPPI - I Cíno |
| Nome |
Professione |
Campana |
| Gallerani Cristian |
Impiegato |
Piccola |
| Montanari Rebecca |
Studentessa di Biologia |
Piccola |
| Scagliarini Davide |
Studente di Agraria |
Mezzanella |
| Calzati Filippo |
Coltivatore Diretto |
Mezzana |
| Toschi Stefano |
Educatore
Studente di Psicologia |
Grossa |
| Bencivenni Valerio |
Autotrasportatore |
Grossa |
Nota
Quando la chiesa di San Matteo della Decima venne consacrata (4 giugno 1575), era sprovvista del campanile; ciò è confermato da un disegno conservato presso l'Archiginnasio di Bologna, nella "sezione manoscritti". Molto probabilmente, nel secolo seguente, fu eretta un "piccola torre campanaria", almeno così si presume consultando le diverse piantine del '600/'700 nelle quali la chiesa di S. Matteo della Decima (S. Matteo X.a) viene raffigurata con il campanile. Asserisce il Forni che nel 1745 don Alessandro Pestarozzi fece costruire "un nuovo campanile" (questa affermazione conferma l'esistenza del campanile nel periodo precedente) ma che nel medesimo anno fu colpito e rovinato da un fulmine. Anche nel 1818 il "povero" campanile subì la stessa sorte e, dai documenti parrocchiali, apprendiamo che nel 1896 don Pompeo Rusticelli - parroco di nuova nomina e nativo del luogo, visto lo stato "ruinoso della torre", iniziò la costruzione di un "nuovo campanile" con il contributo di tutte le famiglie di Decima. Il 2 giugno 1904, per l'ennesima volta, la "guglia" fu colpita da un fulmine e don Pompeo per aggiustarla ed istallare un parafulmine, dovette contrarre un debito con il Credito Romagnolo. Il campanile che ora vediamo, a parte alcune piccole modifiche e le necessarie manutenzioni, è lo stesso che fu costruito nel 1896, mentre invece il "concerto", ancora oggi utilizzato, formato da 5 campane e fuse dalla ditta Brighenti di Bologna, fu acquistato nel settembre del 1933 e collocato definitivamente nel campanile di Decima il 24 maggio 1940.
Caratteristiche del "concerto":
Campana maggiore, di Kg 913,5 - Dedicata a Cristo Re;
Campana seconda, di Kg 657,5 - Dedicata a Maria Ausiliatrice;
Campana terza, di Kg 444 - Dedicata a San Vincenzo Ferreri;
Campana quarta, di Kg 390 - Dedicata alla Madonna di Loreto;
Campana quinta, di Kg 271 - Dedicata a Sant'Agnese.
Nella guglia si conservano, inoltre, due campane del vecchio "doppio", fuse nel 1787 dalla ditta Rasori e pesano rispettivamente 290 e 220 Kg.
Biblografia
Calzolari Guido, Il campanile di Decima, in "Marefosca", anno IX, n. 3 (25), dicembre 1990.
Documenti vari, Archivio Parrocchiale di San Matteo della Decima.
Forni Giovanni, Persiceto e San Giovanni in Persiceto, L. Cappelli Editore Bologna, 1927.
Calzolari Guido-Govoni Floriano, Cisanova, S. Matteo della Decima, 1981
Toffanetti Vittorio, La casa della Decima, Marefosca Edizioni, S. Matteo della Decima, 1989
N.B. - L'articolo è pubblicato, da tempo, nel sito www.sanmatteodecima.it . Si ringrazia l'autore e Luigi Scagliarini per averne consentita la pubblicazione su Marefosca.