Sabato 27 settembre 2008, presso “Un posto dove andare” di San Matteo della Decima, si è tenuto per l’intera giornata un convegno dedicato allo stato di salute del reticolo idrografico superficiale, vale a dire la rete di corsi d’acqua, a volte definiti “minori”, che innervano il nostro territorio e svolgono il ruolo indispensabile di regimazione idraulica e di funzione irrigua per la pianura, ma anche di fondamentale mansione in campo ambientale.
Il titolo era proprio un esplicito “Largo ai canali...” con un sottotitolo che richiamava le due possibilità più invocate e nettamente contrastanti tra loro: tombarli o riqualificarli? Con un forte richiamo al caso del canale in centro a Decima.
Da qualche tempo si parla dei canali con una maggiore frequenza e ciò potrebbe essere solo un bene SE:
1) non ci si fosse arrivati “per contrarietà” (per citare un passaggio di una nota canzone di Francesco Guccini);
2) si facessero meno chiacchere da bar;
3) la si buttasse meno in contrapposizione politica.
Partiamo dal primo punto
“Bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà...”
Che i nostri canali stanno male (a volte malissimo) lo sappiamo da tempo. Ma “dentro” ai nostri canali non ci guardiamo quasi più, salvo quando ci ricordiamo che esistono perché puzzano, perché c’è il pesce morto, perché non c’è acqua...
Beh, sarà invece il caso che iniziamo ad abituarci perché il problema dell’acqua diventerà presto (anzi lo è già) una impellenza! E che l’acqua fosse un bene prezioso da tutelare con oculatezza qualcuno lo diceva da decenni! Però adesso che il danno è fatto ecco insorgere “quelli che lo sapevano”, quelli che “la colpa è sempre degli altri”, quelli che “la soluzione la so io qual è...”, insomma i Carneadi del caso...
Come se adesso fosse semplice riparare ad anni e anni di menefreghismo sul rispetto dell’am-biente! Ma sì, basta tombare il canale e siamo a posto! Poche chiacchere, pochi bla, bla, bla...
E invece i problemi complessi hanno soluzioni complesse. Tutto il resto è demagogia (che oggi va così di moda) e pressapochismo.
Nonostante qualche incosciente continui a dire che non è vero, il nostro clima è cambiato. Piove meno frequentemente e l’acqua nei canali scarseggia. Quella che c’è, è soprattutto quella che deriva dagli scarichi fognari che, anche quando vengono depurati, non è, evidentemente, il massimo per quanto riguarda la qualità.
Qualcuno, poi, continua a fare il furbo e non si allaccia alla fognatura anche quando questa è stata realizzata (e San Giovanni in Persiceto ha una vasta rete di fognature).
Il Comune deve impegnarsi a fare ancora più fo-gnature e a migliorare i propri depuratori (ne parte uno nuovo in questo periodo a Persiceto e a Decima è in corso il potenziamento di quello esistente) ma, se non c’è una vera collaborazione e presa di coscienza da parte di tutti i Cittadini, la scommessa è più difficile da vincere.
Se non altro adesso che la mancanza d’acqua e l’inquinamento sono evidenti, iniziamo a riconoscere tutti l’importanza della tutela dell’ambiente. Ci siamo dovuti arrivare per contra-rietà, abbiamo dovuto “sbatterci il naso”... meglio tardi che mai. Era ora!
Non si pensi però che esistono scorciatoie per riparare al danno.
Al convegno sui canali il Dott. Claudio Negrini, Direttore Generale del Consorzio di Bonifica Reno-Palata, e l’Ing. Ermanno Spinelli, del Consorzio Valli di Vecchio Reno, hanno messo in evidenza i problemi di inquinamento, ma anche di rischio idraulico a causa delle tante impermeabilizzazioni del suolo che si sono fatte negli ultimi anni: lo sviluppo tanto osannato comporta la cementificazione e, quando piove, si rischia subito di “andare sotto”...
Molto interessante anche l’intervento del Prof. Sandro Artina, della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna, che al convegno ha spiegato come si può intervenire nei canali per ridurre il rischio di allagamenti e aumentarne la cosiddetta officiosità, cioè la capacità di ricevere e smaltire a valle le acque (tra le altre cose, per esempio, evitando il tombamento dei canali...).
Meno “chiacchere da bar” (con tutto il rispetto per i bar)
Non è certo un modo corretto di affrontare i problemi quello di parlare per sentito dire, senza essere davvero informati, senza rispettare le norme, senza essere competenti sul piano tecnico.
Il Canale San Giovanni nel tratto che attraversa San Matteo della Decima presenta circa 70 cm di depositi di melma sul suo fondo. Nei tratti ancora aperti basterà una pala meccanica per toglierli e riapprofondire l’alveo del canale, ma là dove è stato tombato come faremo? Lì il problema ed il costo si fanno molto seri!
Se altrove, come a Persiceto o a Cento, si è sbagliato andando a tombare i canali in passato, perché mai adesso dovremmo ripetere l’errore a Decima? Errare è umano, perseverare...
E al Convegno l’Ing. Mauro Monti, già Dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Cento, ha raccontato in modo molto diretto i gravissimi problemi che il tombamento dei canali ha causato in quel Comune, che ora si allaga ad ogni pioggia e ha caldamente consigliato di non ripetere l’errore a Decima.
Anche l’intervento del Dott. Vito Belladonna, Direttore dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e l’Ambiente di Bologna, ha portato una qualificata informazione sulla necessità di intervenire sul miglioramento del Canale a Decima andando a migliorarne le componenti ambientali e evitando di farlo scomparire dentro una colata di cemento.
E anche la storia del Canale, che ci è stata ricordata dal nostro validissimo storico locale Libero Poluzzi, ha portato dati utili per capire quanto sia importante non far scomparire un elemento così importante per la nostra storia, cultura, tradizione ed identità.
Il Dott. Roberto Farina, dell’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente, ha infine illustrato che cos’è la fitodepurazione e quali interventi già funzionano nel nostro Comune, punta avanzata in materia.
La scelta di riqualificare e non tombare
Amministrare significa fare delle scelte.
E scegliere vuol dire fare politica. Ma non per questo bisogna cercare la contrapposizione poli-tica a tutti i costi.
L’intenzione, la scelta dell’Amministrazione Comunale è quella di NON tombare il canale a Decima.
Il Convegno ha fatto emergere i tanti buoni motivi a supporto di questa scelta. Se n’era già parlato prima in diverse occasioni pubbliche, tra cui nel Consiglio Comunale e nella Consulta di Decima. Così come è stato scritto parecchi mesi fa su questa stessa pubblicazione.
Abbiamo anche contattato i frontisti del tratto interessato dal primo stralcio di riqualificazione che ci hanno dato buoni consigli che, peraltro, recepiremo nel progetto.
Non si vuole lasciare il canale così com’è, si vuole riqualificarlo. E, a questo proposito, il Convegno è stato anche una occasione per illustrare il progetto nel dettaglio a cura dei progettisti incaricati, Ing. Marco Monaci e Ing. Giuliano Trentini, del Centro Italiano di Riqualificazione Fluviale.
La sala era piena, c’erano tanti cittadini, quasi tutti di Decima, che sono anche intervenuti per dire la loro, confortando, per la stragrande maggioranza, la scelta intrapresa dall’Amministrazione Comunale.
Una occasione da cogliere
Assieme al sottoscritto, al Convegno erano presenti anche il Sindaco, Paola Marani, e l’Assessore ai Lavori Pubblici, Renato Mazzuca.
Siamo tutti convinti che la riqualificazione del tratto cittadino del canale sia una occasione molto importante per San Matteo della Decima, per migliorarne l’aspetto, per dargli una connotazione originale, con un canale vivo nel suo centro abitato, che possa diventare una sorta di parco pubblico lineare, proprio così come fanno già da anni in altri Paesi e non si capisce perché non possiamo farlo anche noi...
Il progetto di riqualificazione di un tratto del canale nel centro di San Matteo della Decima prevede un ampliamento della sua sezione, grazie ad una nuova sistemazione delle sponde ottenuta con l’applicazione di tecniche di ingegneria na-turalistica, che consentirà di ridare spazio vitale al corso d’acqua, renderlo idraulicamente più sicuro e ambientalmente più ricco grazie a deflettori di flusso e piantumazione di alberature e piante acquatiche. Si potrà inoltre ricavare lo spazio per banche interne che saranno funzionali anche per la fruizione del canale stesso, con percorsi e punti di sosta muniti di panchine e punti luce. La realizzazione di banche interne permetterà anche l’esecuzione di una migliore manutenzione.
Al progetto di riqualificazione si affianca anche una operazione tesa a migliorare la qualità delle acque del Canale San Giovanni che avrà effetto su l’intero percorso, mediante lagunaggi, trappole per sedimenti, impianti di fitodepurazione delle acque reflue e immissione di ingenti e costanti quantità di acque pulite (queste ultime verranno dal nuovo impianto di depurazione ormai completato presso le vasche dell’ex-zuccherificio).
Nell’ampio dibattito aperto durante il convegno sono state manifestate anche posizioni favorevoli al tombamento del canale, risultate però minoritarie e non suffragate da reale fattibilità in ordine ai temi ambientali, idraulici ed economici.
Largo ai canali, quindi.