Il volume “48: l’anno della Costituzione Italiana” è stato realizzato e presentato come Catalogo della bella e interessante mostra aperta ai primi di ottobre, ma non è solo un catalogo, è molto di più. E’ un libro vero e proprio che, pur con un numero limitato di pagine di testo scritto oggi, ma con tante foto e riproduzioni di pagine di giornale, manifesti e volantini, documenti e oggetti di vario genere, riesce a ricostruire e far conoscere i molteplici aspetti di un anno cruciale per la storia italiana.
Letteralmente, per esteso, si scrive 1948. Ma per chi ha più di 60 anni, basta la parola “quarantotto” per capire a cosa ci si riferisce, e per risvegliare sentimenti (e, forse ancora per qualcuno, risentimenti) e tanti ricordi, tristi e lieti, della propria infanzia o della propria giovinezza.
Ma sarebbe sbagliato anche considerarlo una semplice operazione da “amarcord”, interessante solo per chi ha più di 60 anni ed è in vena di no-stalgia.
Questo è un libro utile per tutte le età, soprattutto per i giovani, che ahimé, della nostra storia recente o lontana sanno molto poco; anzi, a volte si ha l’impressione che molti non la vogliano proprio sapere, la rifiutino per partito preso, un po’ perchè naturalmente e giustamente interessati e protesi verso il presente e il futuro, ma un po’ anche per una pregiudiziale e generica condanna e perchè noi adulti, la scuola, il contesto politico sociale contemporaneo , non siamo riusciti a far capire l’importanza e il valore della conoscenza del passato proprio per essere più attrezzati e consapevoli nelle scelte che si devono fare per il presente e per il futuro.


Il libro inizia con una sintetica cronologia dell’anno 1948, mettendo in evidenza il primo e più rilevante evento dell’anno: l’entrata in vigore, il primo di gennaio, della nuova Costituzione ita-liana, approvata qualche giorno prima dall’Assemblea Costituente. E proprio per celebrare il 60° anniversario della Costituzione è nata l’idea di realizzare una mostra e un libro.
Ma il “quarantotto” non è stato solo questo; infatti il primo anno di vita della Costituzione è stato anche un anno di intense lotte politiche e sociali, culminate intorno alle prime elezioni politiche del 18 aprile, organizzate secondo le nuove norme costituzionali e per eleggere il primo Parlamento a suffragio universale della neonata Repubblica italiana. Per rendere l’idea delle passioni suscitate da quell’evento, che vide fortemente contrapposti il “Fronte Democratico Popolare” (PCI-PSI) da una parte e DC con alcuni partiti minori dall’altra, nel libro si trovano copiosi documenti degli uni e degli altri, manifesti e volantini, disegni, vignette e illustrazioni satiriche, comparsi su giornali e riviste che pullulavano in quel periodo, con la forza emotiva, a volte forse eccessiva, di chi si sentiva finalmente libero di esprimersi, dopo vent’anni di dittatura e di censura.
Ampiamente documentati sono anche due fatti gravi che accaddero quell’anno, sempre a causa del clima politico arroventato che portò alcuni esaltati che vivevano la passione politica al li-vello di odio personale, ad impugnare le armi per uccidere: l’attentato al capo del Pci Palmiro Togliatti con tre colpi di pistola sparati il 13 luglio a Roma da un fanatico anticomunista, e l’uccisione del giovane sindacalista cattolico Giuseppe Fanin , a furia di percosse, il 5 novembre a S. Giovanni in Persiceto, per mano di tre esponenti locali del PCI che vollero punirlo per la sua appartenenza al movimento sindacale cattolico che in quei mesi stava rompendo l’unità d’azione con la Camera del lavoro e la CGIL legate ai partiti socialcomunisti.
L’attentato a Togliatti fortunatamente non ne provocò la morte, ma solo il ferimento; e prevalsero il senso di responsabilità e gli inviti alla calma. Ma in quei giorni l’Italia rischiò la guerra civile; e comunque fu un anno che per certi aspetti sembrava riportare l’Italia indietro nel tempo, al biennio di lotte esasperate tra il 1920 e il 1922 che condussero poi all’avvento del fascismo.
La rilettura di quel clima attraverso l’esame dei documenti pubblicati in questo libro dovrebbe ovviamente spingere ad una riflessione e ad un atteggiamento più razionale e distaccato nei confronti della politica, per non creare nuovi “qua-rantotto”, per evitare gli errori del passato e saper prevedere e prevenire i pericoli per la democrazia del presente. Certo è facile giudicare il passato col senno di poi, e dire chi aveva torto e chi ragione. Più difficile è mettersi nei panni di chi ha vissuto quegli eventi e capire il perchè si veri-ficarono. Come è difficile per noi oggi saper di-stricarsi nella realtà attuale e fare le scelte giuste per non doversi poi pentire nel futuro. Ma questa è la scommessa, e il dovere, di ogni uomo che voglia essere cittadino responsabile nel suo tempo.
A equilibrare e stemperare la drammaticità degli eventi suddetti il libro di Floriano Govoni mostra quindi anche tante pagine piacevoli dedicate alle mode del periodo, alle riviste femminili, ai fumetti, ai giornali sportivi, alle riviste umori-stiche e satiriche, alla pubblicità, alla scuola, alla vita di paese “all’ombra del campanile” costellata di santini.
Insomma, un “48”, visto non solo dall’”Unità” e dall’”Avvenire d’Italia”, dal “Giornale dell’Emilia” e dall”Uomo qualunque”, ma anche da alcune pagine di Guareschi, dalla “Domenica del Corriere”, da “Grand Hotel” e da “Mani di fata”.
Floriano Govoni,
48: l’anno della Costituzione italiana,
Pag. 240,
Edizioni Marefosca,
San Matteo della Decima, 2008.