Viene ancora chiamato, dai molti decimini che lo hanno frequentato, l’asilo parrocchiale o semplicemente “l’esilo”; da decenni, e più precisamente dal 1933, ha rappresentato un’ancora di salvezza per tante famiglie di San Matteo della Decima. L’Arcivescovo di Bologna card. Nasalli Rocca nella relazione, che inviò a don Francesco Mezzacasa a seguito della visita pastorale del 13 novembre 1927, esprime compiacimento per “…il completo aggiornamento delle diverse aziende e libri parrocchiali, l’amore esemplare col quale cura il decoro della Casa di Dio, nei molti e importanti restauri sia esterni che interni…” e, nel contempo, suggerisce all’Arciprete di attuare “… il progetto di un asilo da aprirsi in Decima, ov’è necessarissimo per la molta popolazione”.
Dall’Arcivescovo veniva indicato un problema da risolvere e non di poco conto: la costruzione di un asilo. Allora Decima contava circa 4500 abitanti; la maggioranza era costituita da braccianti agricoli (circa una metà degli abitanti produttivi), coloni oltre che barrocciai, muratori, calzolai, fabbri, falegnami, sarti, ecc. La natalità, in quegli anni, era molto alta e provvedere per sfamare tante bocche era uno dei problemi quotidiani che assillava le famiglie decimine. Per gestire un asilo si doveva provvedere all’assistenza e alla refezione per i bambini e predisporre gli spazi necessari per accoglierli. Questo problema per don Francesco era come un tarlo persistente che non lo abbandonava un momento, ma le ristrettezze economiche avevano sempre frenato il suo entusiasmo.
Nella primavera del 1933, dopo essersi consultato con i capifamiglia, partì con i lavori ma “il primo giugno una grandinata enorme distrusse quasi per intero i raccolti; per la popolazione agricola significava miseria e per di più l’impossibilità ad offrire aiuti seppure modesti. Don Francesco non si avvilì, anzi si convinse che in quella dolorosa circostanza l’asilo poteva alleviare la miseria a tante famiglie… Per sostenere le spese stese la mano dapprima a chi aveva possibilità ossia ai proprietari, sperando di trovare comprensione, invece dovette sentire le amarezze del rifiuto…”(1) Scoraggiato ma risoluto si ri-volse ai parrocchiani e 21 capi-famiglia(2) si “obbligarono in suo favore“ rendendosi garanti per un prestito di 25.000 lire, concesso dalla Cassa Rurale di Sant’Agostino. Alla disponibilità espressa tangibilmente da quelle 21 persone, si affiancò la proverbiale generosità dei decimini; infatti molte famiglie, nonostante le difficoltà del momento, si tassarono versando mensilmente la quota di 2 lire.
La tremenda grandinata del 1º giugno, come si può ben immaginare, portò disperazione e miseria in tante famiglie decimine; don Francesco, però, non si arrese, anzi si convinse che in quella dolorosa circostanza l’asilo poteva alleviare la miseria di tante famiglie, quindi i lavori per la nuova struttura non dovevano fermarsi ma acce-lerare.
Nel 1933 l’autunno arrivò prima del previsto e all’inizio di novembre l’asilo non era ancora terminato; in molte famiglie le conseguenze della grandinata si facevano già sentire. Come fare? Due spaziose sale in qualche modo si potevano rendere agibili, ma le maestre, la cuoca e gli inservienti dove trovarli? Don Francesco si rivol-se a Silvia Poggeschi e senza mezzi termini le disse: “La nomino direttrice dell’asilo”: lei accettò. Il nuovo lavoro, per Silvia, fu massacrante; per fortuna nell’ambito del paese riuscì a “reclutare” tutte le persone necessarie(3) per rendere funzionante l’asilo che accolse esattamente 112 bambini. Fu una vera manna, per quei piccoli, poter contare su un ambiente riscaldato, una minestra calda, un pezzo di pane per tutti i giorni di quell’inverno e fino alla fine di giugno dell’anno successivo. Mi sono sempre chiesto, leggendo questa vicenda, dove venivano reperiti i generi alimentari necessari per sfamare tutti quei bambini affamati! Non disponiamo della necessaria documentazione che sveli l’arcano, ma è presumibile che la Direttrice abbia provveduto personalmente, con l’aiuto forse di amiche “altolocate” bolognesi, a reperire tutto il necessario.
Se l’apertura dell’asilo per i bimbi fu una manna, per i genitori fu una vera e propria provvidenza. Quando “Dio volle” arrivò l’estate e con essa i nuovi raccolti; l’emergenza, finalmente, si poté accantonare per qualche mese. Nel frattempo, nella primavera del 1934 ripresero i lavori che si conclusero nell’autunno dello stesso anno. Il 13 novembre 1934 iniziò il secondo anno di attività dell’asilo e la direzione e la gestione furono affidate alle Suore Mantellate Serve di Maria di Galeazza.
L’attività svolta dalla Congregazione, in stretta collaborazione con i parroci che si sono succeduti nella conduzione della parrocchia, non fu ri-volta unicamente ai bambini in età prescolare. A secondo delle necessità delle famiglie decimine furono intraprese diverse iniziative: il servizio di assistenza, durante la guerra e nell’immediato dopoguerra, per tutti i figli delle mondine che non avevano parenti cui affidare “le loro creature”; l’attività di doposcuola per i bambini e le bambine delle scuole elementari. L’attivazione, inoltre, per le bambine e le ragazze di una scuola estiva per insegnar loro le tecniche del cucito e del ricamo e, nel contempo, per tenerle lontane dai “pericoli” e dall’ozio. Alla fine degli anni ’70, per esigenze didattiche e ludiche, la scuola materna fu ristrutturata ed ampliata garantendo, in tal modo, un servizio adeguato ai tempi. Le tre sezioni (piccoli, mezzani e grandi) poterono così usufruire di aule adeguatamente attrezzate, per consentire alle maestre di applicare i nuovi programmi educativi. Inoltre l’ampliamento del cortile interno alla scuola consentì di installare nuovi giochi per lo sviluppo motorio dei bambini e per favorirne la socializzazione.
Il 2 luglio 1995, dopo 61 anni di servizio, la Congregazione delle “Mantellate” non garantì più la presenza delle proprie suore, pertanto don Guido Calzolari si rivolse alla comunità religiosa delle “Ancelle della Visitazione” che accettò l’incarico di gestire la Scuola Materna di Decima.
Nel dicembre del 2006 anche la nuova congregazione ”richiamò” le religiose e, da questa data, la gestione dell’attività è svolta da personale laico.
Ormai sono 75 anni che l’asilo parrocchiale “Sacro Cuore” è in funzione e la sua presenza nella nostra comunità ha rappresentato e conti-nua a rappresentare un indispensabile strumento educativo per tantissime famiglie di Decima.
“Rendiamo gratitudine alla venerata memoria del Can. Francesco Mezzacasa e a tutti coloro che gli hanno prestato una mano e in modo particolare alle Suore Serve di Maria di Galeazza, che condivisero con lui lo spirito di sacrificio e di apostolato”. Ci associamo a queste parole, pronunciate da don Guido Calzolari in occasione dei festeggiamenti dei cinquant’anni di attività della scuola materna, sicuri di interpretare i sentimenti delle migliaia di bimbi che hanno usufruito di questa “benefica istituzione”.


Riferimenti bibliografici
Calzolari Guido, Scuola materna Sacro Cuore Cinquant’anni di vita, S. Matteo della Decima, 1983
AA.VV., Un paese in festa, San Matteo della Decima, 1984.
AA.VV., Bollettino Parrocchiale, S. Matteo della Decima.
Archivio della parrocchia di S. Matteo della Decima.
Note
1) Calzolari Guido, Scuola materna Sacro Cuore Cinquant’anni di vita, S. Matteo della Decima, 1983, pgg. 5-6.
2) Si resero garanti i sig.ri: Agostino Scagliarini, Giuseppe Terzi, Giuseppe Forni, Alberto Zucchelli, Berto Manfredini, Giovanni Bergonzoni, Agostino Bongiovanni, Giuseppe Gilli, Aldo Manfredini, Agostino Forni, Artemio Bussolari, Pompilio Montanari, Luigi Nannetti, Antonio Leonardi, Matteo Pederzani, Carlo Gorni, Evaristo Serra, Celeste Bongiovanni, Ferdinando Cotti, Cesare Bussolari, Antonio Gaiani. La cambiale sottoscritta dal parroco, unitamente ai 21 parrocchiani sopra elencati, porta la data del 25 ottobre 1933.
3) Prestarono la loro opera di assistenza: Silvia Senni Poggeschi, Annunziata Terzi, Ester Gorni, le sorelle Arbizzani, la famiglia Ottani, Ines e Iole Forni, Ida Triggia, Magda Scagliarini, Ada Meletti.
