| www.marefosca.it | Parliamo di Villa Fontana | ||||||
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![]() Riteniamo doveroso informare i nostri lettori sulle vicende che riguardano la ristrutturazione di villa Fontana; ciò che riportiamo di seguito sono fatti e non… punti di vista soggettivi. Ognuno è libero di interpretare gli “accadimenti” come meglio crede. Per quanto ci riguarda riteniamo di aver agito per il meglio, nell’inte-resse della nostra comunità e per la tutela di un bene che appartiene e caratterizza la storia del nostro territorio. Da diverso tempo ci siamo interessati, sulle pagine di Marefosca, di villa Fontana. Preservare ad uso pubblico la struttura, per l’innegabile valore architettonico e per aver dato i natali ai fratelli Gandolfi, era l’obiettivo che ambivamo raggiungere. Le difficoltà oggettive non erano di poco conto in quanto la proprietà, essendo privata, poteva procedere come meglio credeva anche perché la struttura non era tutelata in alcun modo dalla Sopritendenza. In un primo tempo, la proprietà presentò al comune di Persiceto, un progetto di restauro(1) che prevedeva la trasformazione degli stabili della villa in un centro residenziale. Il progetto presentato fu esaminato dalla competente Commissione Consigliare il 7 settembre 2005 ed ebbe il parere favorevole dal “Responsabile del Servizio interessato in ordine alla regolarità tecnica”; in data 9 settembre 2005 il Consiglio Comunale approvò all’unanimità(2) la convenzione, prevista dal Piano Regolatore Generale del comune di Persiceto, nella quale il proprietario si impegnava alla “…contestuale realizzazione delle opere necessarie alla tutela e qualificazione ambientale(3)… in luogo del pagamento dei contributi di concessione”. Fra i presenti soltanto il consigliere Elia Broccoli nella dichiarazione di voto chiese (ed ottenne) dal Sindaco l’impegno di adoperarsi affinché una parte dell’edificio avesse una destinazione pubblica(4). Però nella convenzione, allegata al verbale e pubblicata all’albo pretorio il 15 settembre 2005, di quest’ultimo punto non se ne fa cenno(5). Venuti a conoscenza dell’esistenza del progetto di restauro segnalammo il caso sia alla Soprintendenza di Bologna (lettera del 3 aprile 2006) che al Ministro dei Beni Culturali (16 agosto 2006). A seguito delle due lettere la Soprintendenza chiese, all’Amministrazione Comunale di Persiceto, informazioni “con particolare attenzione alle previsioni del P.R.G. vigente e ad eventuali lavori in corso o autorizzati”(6). Dopo i dovuti accertamenti la Soprintendenza, con lettera del 24 maggio 2007, prot. n. 8466, riscontrava che l’intervento prevedeva “…opere comportanti forti trasformazioni dell’assetto architettonico e distributivo degli edifici…”; precisamente: - “parcellizzazione delle unità abitative con frazionamento in n. 60 unità immobiliari di piccolo taglio; - alterazione dell’originale compattezza delle falde di copertura con inserimento di molteplici aperture tipo velux; - modifica dell’assetto volumetrico del grande salone di rappresentanza con inserimento di soppalcature che ne frazionano la volumetria”. In base alle suddette valutazioni la Soprintendenza ritenne “l’intervento previsto non compatibile con la conservazione e la protezione dei valori storico architettonici” di villa Fontana(7) ed invitava la proprietà a presentare una nuova soluzione progettuale. Diverse volte abbiamo chiesto, in forma privata e durante gli incontri della Consulta(8), che si mettesse un punto all’ordine del giorno per conoscere e dibattere la situazione di villa Fontana, come di norma avviene per qualsiasi problema/argomento riguardante Decima; finalmente il 1º ottobre 2007 fu convocata una Consulta con il seguente ordine del giorno: “Aggiornamento in merito alla riqualificazione di villa Fontana alla presenza del Sindaco, dell’Assessore ai Lavori Pubblici e dei progettisti”. All’incontro effettivamente erano presenti il Sindaco ed i progettisti; mancava l’Assessore ma, in compenso, era presente anche la proprietà. All’incontro si è appreso che: - è stato presentato un nuovo progetto di restauro concordato con la Soprintendenza; - le unità immobiliari non saranno 60, come prevedeva il primo progetto, ma 37; - nella nuova struttura è previsto un ambiente ad uso pubblico di circa 30 mq. In definitiva l’incontro è stato meramente informativo e la Consulta, NON consultata(9) a tempo debito sull’argomento, non ha potuto far altro che prendere atto della situazione. Pertanto il complesso “villa Fontana” sarà trasformato in un centro residenziale privato; i progettisti della ristrutturazione hanno promesso di verificare, in accordo con la proprietà, se sarà possibile predisporre un “segno” che ricordi la nascita, in quel luogo, dei fratelli Gandolfi. Note 1) In data 29 luglio 2005 (prot. n.. 37378) l’amministratore delegato della società “Villa Fontana immobiliare s.r.l.”, presentò all’Amministrazione comunale di Persiceto un progetto di restauro del complesso di edifici denominato “Villa Fontana”. (Deliberazione del Consiglio Comunale n. 115 del 9/9/2005). 2) Erano presenti 16 consiglieri su 21; erano assenti: Renato Mazzuca, Federico Serra, Primo Ilario Soravia, Sonia Camprini, Ezio Beccari. 3) Le opere di tutela e qualificazione ambientale previste, sono le seguenti: - interventi per la messa in sicurezza della viabilità comunale di accesso al complesso; - interventi finalizzati alla raccolta e al riutilizzo delle acque di pioggia; - interventi finalizzati alla depurazione dei reflui; - intervento di conservazione e integrazione del verde. 4) Dispiace che la proposta di riservare uno spazio di destinazione pubblica non sia scaturita dall’Amministrazione comunale di Persiceto! 5) Nella convenzione all’art. 5 “Trascrizione della convenzione” viene specificato che “…le eventuali successive integrazioni o modifiche vengono trascritte nei registri immobiliari a spese del concessionario”. Pertanto è logico pensare che l’integrazione riguardante questo punto sia stata inserita in un secondo tempo. 6) Lettera del 10 ottobre 2006, prot. n. 15513. 7) I rilievi espressi dalla Soprintendenza, come si può notare, non sono di poco conto; è grazie alle nostre segnalazioni se il progetto di restauro è stato modificato e adeguato tenendo conto delle indicazioni della Soprintendenza. 8) Nel verbale della Consulta del 26 marzo 2007 si legge: “Vista la presenza dell’Assessore Mazzuca, segue una discussione generalizzata in merito alla vendita dell’immobile denominato “Villa Fontana” ove nacquero i F.lli Gandolfi, con richiesta che l’Amministrazione Comunale si adoperi a salvaguardare tale bene di importanza nazionale”. 9) Relazione di Fabio Poluzzi presentata, nella seduta della Consulta di Decima, in data il 1º ottobre 2007. “Fabio Poluzzi rileva che la situazione di Villa Fontana è nota da tempo ma non risulta che le precedenti ipotesi di riutilizzo della villa siano state portate a conoscenza della Consulta e qui discusse (ipotesi agriturismo, ipotesi emporio di antiquariato, ecc.). Rileva inoltre che negli anni l’amministrazione ha avuto un atteggiamento di non adeguata attenzione nei confronti della Villa. Anzi risulta che l’Amministrazione Comunale aveva approvato un precedente progetto basato sulla realizzazione di 60 appartamenti o alloggi senza discuterlo con la Consulta e senza allertare la Sovrintendenza Altre ville analoghe del territorio persicetano che giacciono in situazioni di non adeguata valorizzazione (l’unica valorizzata è Villa Giovannina ma gravita culturalmente in area Centese) necessiterebbero di una adeguata progettualità. Anche le piante storiche di Villa Fontana furono a suo tempo eliminate e non riproposte con la tipologia pregressa. Il progetto attuale, pur diminuendo il numero degli alloggi, resta comunque uno stravolgimento della vocazione originaria dell’edificio anche in relazione alle modifiche del contesto naturale circostante. Ci si è potuti arrivare grazie al degrado della Villa che rende possibile oggi presentare un tale progetto come ineluttabile. Più coerente poteva essere una destinazione della Villa ad un uso pubblico, quanto meno parziale, in epoca in cui era più facilmente recuperabile, in particolare prima dell’incendio di tre anni fa. Questo obiettivo si poteva ottenere con apposite convenzioni, tenuto conto che il privato non può realizzare nulla senza idonee autorizzazioni amministrative che pertanto acquistano un potere condizionante. La destinazione più propria poteva essere la creazione, in alcuni locali della Villa, di un museo della civiltà contadina e di alcuni pannelli per ricordare la pregressa vocazione della Villa (utilizzando, ove possibile, parte del ricco materiale della collezione di Adriano Mantovani) nello stesso contesto poteva essere adeguatamente ricordata la nascita dei F.lli Gandolfi con idonee iniziative atte a perpetuarne la memoria. La Villa poteva poi essere collegata a via Pioppe con una pista ciclabile, raccordandola con la nuova zona di espansione del paese lungo quella direttrice. Si tratta di una grossa occasione perduta e solo nell’ultimo anno dopo le segnalazioni al Ministero dei Beni Culturali ad opera di privati, l’Amministrazione si è tardivamente attivata soprattutto grazie all’Assessore Mazzuca. Dopo l’edificio delle scuole elementari un altro edificio a vocazione pubblica prende un’altra direzione e viene “condominializzato”. Fabio Poluzzi richiede che alcune sale al piano terra della Villa vengano acquisite dalla Amministrazione Comunale o affittate o convenzio-nate a ricordo del passato della Villa, dei Gandolfi e della civiltà contadina locale. In altri contesti iniziative similari sono servite ottimamente a salvaguardare l’identità e la visibilità delle comunità di riferimento.” ![]() |
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