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SPARGIMENTO DI FANGHI
a cura di AA.VV.S


Riceviamo una lunga lettera, firmata da un comitato composto da 22 persone, inviata al Sindaco di Persiceto, alla Provincia di Bologna, al Consorzio dei Partecipanti, all’ASL, all’ARPA ecc, e a Marefosca per conoscenza. Ne riportiamo di seguito alcuni stralci con la speranza di averne ben interpretato il contenuto.

“… Nel luglio 2006 sono stati sparsi sui campi circostanti le abitazioni dei sottoscritti, di proprietà del Consorzio dei Partecipanti… fanghi derivanti dallo scarto di decantazione di acque residuali di attività di macellazione dell’Inalco SpA di Castelvetro di Modena; questa la dicitura legale, ma in realtà, si è trattato di vero e proprio materiale organico in stati di decomposizione avanzata, non stabilizzato e non disidratato, dall’odore nauseabondo ed insopportabile…” che ha prodotto una grande quantità di mosche, voracissime e fastidiosissime, che hanno invaso letteralmente le abitazioni circostanti. Grazie alla pronta ordinanza del Sindaco del Comune di Persiceto, sembrava tutto finito ma “… a metà luglio 2007, in via Nuova a Decima sono ripresi i citati spargimenti… continuati poi il 1º agosto in via Marescotta non interrando ma semplicemente erpicando il terreno ed il 3 agosto, sempre in via Nuova, anche qui semplicemente erpicando ma addirittura dopo più di 24 ore…”

A fronte di questi fatti, i firmatari si chiedono:
a) perché l’Amministrazione comunale non ha emanato una seconda ordinanza e non sono state sanzionate le infrazioni evidenti commesse e in contrasto con la sentenza del Tribunale Amministrativo e cioè l’interramento entro le 12 ore ed il trattamento antimosche prima del trasporto?
b) perché la Provincia di Bologna ha concesso un’autorizzazione da molti punti di vista incomprensibili?
Come è possibile che l’Amministrazione provinciale assuma decisioni di questa entità sull’impatto ambientale senza neanche interpellare la popolazione locale?
c) perché l’ARPA ha garantito che i fanghi in questione fossero stabili e disidratati e quindi utilizzabili in agricoltura?
Dove sono le analisi che provano la stabilizzazione e la disidratazione dei citati fanghi?
d) perché il Consorzio dei Partecipanti, che ha il compito di promuovere la cura e il rispetto del territorio e salvaguardarne le tradizioni rurali, sui suoi terreni ha autorizzato lo spargimento dei fanghi?
“In caso di ulteriori spargimenti di qualsivoglia sostanza…” - continua la lettera - “il comitato adirà alle vie legali senza ulteriore preavviso richiedendo alla Magistratura provvedimenti di carattere d’urgenza e denuncia-querela ai sensi degli art. 659 e 660 C.P…”

Seguono le firmeSan Matteo della Decima, 8 ottobre 2007


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