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I SCUCMAI - Onomastica locale fra il XIX e XX secolo
Foto a cura di Libero Poluzzi

SECONDA PARTE
La prima parte è stata pubblicata in Marefosca n. 1(71), Aprile 2006, Pagg. 11-22; la seconda parte in Marefosca n.2(72), Settembre 2006, Pagg. 11-24.

N
Nàci - Personale di Orlando Goretti (1920-1983) fu Silvio, della stirpe dei Paròn. Risiedeva in via Castelvecchio.
Nàcoli - Personale di Giovanni Beccari (1908-1991) della stirpe dei Môr; fratello di Leonida-Nécia, Fernando-Péco, Domizio-Mizio, Maria, Clotilde e Ancilla. Era detto anche Nardi.
Nadalòn - Famigliare attribuito a Natale Forni ed esteso, in seguito, ai discendenti. Ricordiamo i più noti: Antonio (1898-1993) e Didimo. I Nadalón sono imparentati con numerosi rami dei Forni quali, ad esempio, i Valintón ed i Rimlén.
Nafta - Personale di Armando Forni (1899-1978); proveniva da Sant'Agata e risiedeva alla Buca.
Nàno - Personale di Giuliano Forni (1930-1989), rinomato barista di Decima.
Nécia - Personale di Leonida Beccari (1912-1973), della stirpe dei Môr. Assieme al fratello Péco gestiva un'impresa di macchine per lavori agricoli verso terzi.
Nèigher (Al) - Personale di Onelio Canelli (1914-1975) e tramandato ai figli Silvio, Gloria, Vanna.
Nèigher Patrizi - Famigliare di Patrizio Bussolari (n. 1846), fu Angelo, q. Antonio e ai suoi di-scendenti; attribuito anche a Vincenzo (n. 1884) e ai suoi dieci figli.
Nên - Personale di Vantellino Passerini (1935-1986) fu Vincenzo, fratello di Bògoli; risiedeva all'Arginone.
Néno Farèt - Personale di Elvio Cotti (1921-1995), fu Luigi, q. Zefferino. Il padre Luigi era detto Luigén Farèt Bulògna.
Nìco - Famigliare della stirpe di Leonida Righi (1875-1947), di Luigi; tale soprannome è stato esteso anche ai figli Mario, Gino, Ettore, Bruno.
Nìno al mecànic - Personale di Guido Cotti fu Aldo (Tàldi), della stirpe dei Tugnén Magrén.
Ninòn - Personale di Giuseppe Barbieri (n. 1931).
Nuàia - Famigliare di Noè Scagliarini (1871-1947).

O
Omo (Ecce Homo) - Personale di Medardo Bussolari (1917-1996) fu Fioravante (fiurèt), fratello di Aroldo e Arbogasto.

P
Pacén - Personale di Antonio Po (1901-1981) fu Alessandro, q. Antonio. Il soprannome proviene dalla madre Enrica Restani (La Paciòuna) (1865-1962). Risiedevano in via Nuova.
Paciòn - Famigliare di Elio e Guerrino Breviglieri... ed altri. Risiedevano in via Canalazzo e via Facchini.
Padròn (Al) - Personale di Walter Cantori (n. 1921).
Pàia - Personale di Guido Amadori (1913-1989) fu Goffredo; risiedeva in via Parisini.
Paìna (Pagliola) - Famigliare di Matteo e Vincenzo Morisi fu Cesare q. Arcangelo ed esteso, poi, alla loro discendenza. Risiedevano, all'inizio del '900, in una casa di proprietà dei sigg. Schiavina e, in un secondo tempo, della vedova Centofanti. Dei discendenti ricordiamo: Bruno (n. 1925) ed i fratelli Nevio e Rolando.
Paiosca (pagliuzza) - Personale di Dario Serra, fratello di Panòn. Erano originari di Caselle di Crevalcore. Negli anni che precedettero la II Guerra Mondiale si trasferirono a Bologna.
Palén (Paletto) - Diminutivo di Paolino Nanetti (1904-1970); apparteneva alla stirpe dei Cumlén (Comellini).
Pàna (diminutivo di Panòcia) - Personale di Cesare Marchesini (n. 1924) fu Giovanni.
Panèn (Panino) - Personale di Corrado Manganelli (1921-1970) fu Ettore.
Panirêr - Personale di Francesco Zanotti (1899-1968). Risiedeva in via Marmo.
Panócia (Pannocchia) - Personale di Silvano Bencivenni (1930-2002) fu Callisto, commerciante di foraggi. Risiedeva in via Calcina Nuova.
Panòn (Panettone) - Personale di Armando Serra, fratello di Dario- Paiosca; si trasferì a Bologna intorno agli anni '40, per svolgere l'attività di pompiere.
Panzèta (Pancetta) - Personale di Eliseo Barbieri (1915-1993), commerciante; il soprannome è stato esteso anche ai figli Erio e Lidia.
Papèt - Personale di Gaetano Scagliarini ed esteso ai suoi figli: Ernesto, Vincenzo, Armando, Augusto, Giovanni, Ivo e ai relativi nipoti. Hanno lavorato, in qualità di mezzadri, per oltre 100 anni nella tenuta Fontana, parte della quale fu di proprietà dei Conti Chiarelli.
Parco Brandlén - Personale di Ferdinando Bussolari (n. 1873) di Didimo. Il soprannome è dovuto al cognome della madre, Teresa Brandoli. Risiedeva in via Mulinazzo.
Parco Gnôc - Personale di Leopardo Serra (1871-1931), padre di Dario, Armando (Piec) e Silvino (1899-1928).
Pargèna - Famigliare dei Cantori di via Ferranti: Amelio, Romano, Ennio, Elvio.
Parisén - famigliare di tutti i Quaquarelli residenti a Decima. Il soprannome risale a Paris. Da questo personaggio, a cui è dedicato una via (Parisini), discendono Pietro e Paolo.
Paròn - Famigliare derivante da Silvio Goretti (1890-1975) fu Fernando, q. Petronio; fu esteso anche ai figli Dovilio, Antero, Orlando, Ferdinando.
Pasquòn - Famigliare attribuito a Pasquale Bussolari fu Carlo ed esteso ai discendenti Giuseppe (n. 1854), Gaetano (n. 1889) ed ai nipoti Giuseppe, Bruno, Dino, ecc. Originari di Lorenzatico abitavano al Morando ed in seguito si trasferirono in via Cà del Fabbro di Decima.
Pataiòn (Camicione) - Famigliare attribuito ad Alfonso Poluzzi (1890-1897) fu Antonio; gestiva l'osteria di Pieve di Decima. Veniva anche chiamato Cudghén.
Patàn - Personale di Oscar Capponcelli fu Armando, della stirpe dei Ziréli.
Patóz (Scarto della canapa) - Personale di Marino Guerzoni (1917-1985) di Olindo, detto anche Biasacòdig (Mastica cotiche). La stirpe, originariamente di Palata, veniva chiamata Burana.
Patrézi - Si rimanda al soprannome Nèigher Patrizi.
Patuzén - Personale di Learco Guerzoni.
Pavlén Utàn - Personale di Paolo Ottani (1868-1943) di Massimiliano, svolgeva le funzioni di Cursore comunale; spesso viene confuso con uno zio omonimo (n. 1829) di professione veterinario. Anche il padre di Paolo (n. 1823) era veterinario.
Pè doulz (Piede dolce) - Personale di Sigilfredo Venturoli (1914-1992), chiamato con il diminutivo di Fredo.
Péc - Personale di Guerrino Scagliarini fu Giuseppe della stirpe dei Candén.
Péc (Botto) - Personale di Ermes Baraldi (1925-2002) di Andrea. Risiedeva in via Castelvecchio.
Péca - Personale di Fermo Marchesini (1927-1987) fu Giovanni.
Péch (Picchio) - Personale di Adolfo Quaquarelli (n. 1887) fu Cesare, fratello di Pietro. Risiedeva in via Sparadella e apparteneva alla stirpe dei Parisén. Svolgeva le attività di pescatore, vallarolo, cannarolo, agricoltore.Risiedeva con la famiglia di Celso Magagnoli.
Péco - Personale di Fernando Beccari (n. 1910) fu Vincenzo, q. Giovanni, apparteneva alla stirpe detta Dal Môr: gestori di un'antica osteria ubicata in via S. Cristoforo 179/a e, successivamente, gestori del centralissimo "Bar del Sole" a Decima. Gestirono un'impresa di macchine per lavori agricoli verso terzi.
Peppino dl'Urtlàn - Personale di Giuseppe Serra (1902-1990) fu Davide. Autore ineguagliabile di zirudelle e poesie in dialetto, compositore di musica bandistica e per operette; ha diretto, per alcuni anni, la banda locale.
Ha pubblicato articoli su "Marefosca" ed è autore del libro "La fôla ed Pinocchio": li-bera interpretazione dialettale, in quartine a rima baciata, di "Le avventure di Pinocchio", Decima, 1989. Vedi "Un uomo di cultura" in "Marefosca" n. 2 (24), settembre 1990, pagg. 9-17.
Pès (Pesce) - Personale di Armando Consolini (1905-1976) fu Giovanni, fratello di Loris e Luigi della Pieve di Decima.
Péz (Pizzo) - Personale di Aldo Marchesini (1903-1966) fu Adolfo. Era addetto all'ufficio "collocatore braccianti" nel dopoguerra, poi fu responsabile del patronato INCA, della CGIL, sezione di Decima.
Pica - Personale di Aroldo Forni (n. 1921) fu Valentino.
Picanén - Personale di Duilio Calzati (1923-2001), padre di Amedeo, detto Canossa. Abitava in via S. Cristoforo.
Picanòn - Personale di Didimo Ferriani (1892-1958) fu Pietro. Risiedeva in via Morti.
Picanòn - Personale di Ettore Righi (1920-2003) fu Leonida.Abitava alla località "Buca" di Decima e apparteneva alla stirpe detta dei Nìco.
Piccolo - Famigliare attribuito ad Oreste Forni e al figlio Giuseppe (1922-1995). Il soprannome deriva dal fatto che ge-stivano il negozio denominato "Piccolo bazar".
Pichèt (Paletto di riferimento) - personale di Dioele Meletti (1917-1993). Svolse il compito di guardia giurata in area valliva.
Pichèta - Personale di Adolfo Serra (1895-1975). Aveva il soprannome di Checco Pichèta che fu tramandato anche al figlio Ireneo.
Pictén - Personale di Agostino Scagliarini fu Giuseppe della stirpe dei Candén.
Piculén (piccoline) - Personale di Ines e Iole Forni fu Oreste (Piccolo); chiamate così per il soprannome del padre ma anche perché erano basse di statura.
Pidavèla (Pedale) - Personale di Marino Serra (1922-1996).
Pidavèla (Piede grande) - Personale di Giuseppe Palavanchi (1936-1997) di Adelmo. Veniva così chiamato perché aveva dei piedi enormi.
Pidén (Piedino) - Personale di Alfredo Forni, cantoniere comunale. Risiedeva in via S. Cristoforo.
Piec (1)- Personale di Armando Serra (1904-1982) fu Leopardo, fratello di Dario della stirpe di Gnôc; sposò Adalgisa Scagliarini (1907-1957) ed ebbero i seguenti figli: Fioravante (Fiòra), Silvino (d. Silvio), Cloanto (d. Ettore), Giuseppe, Lucia, Gianna, Lisetta, Paolo. Abitavano in via Nuova 1 (al Palazòn).
Pifàni - Famigliare derivante da Epifanio Martinelli, fu esteso a tutti i discendenti.
Pinchén - Personale di Pietro Bussolari (1892-1947); sposò Anna Bonasoni (1895-1997) detta Nòcia: visse 102 anni.
Pino dal Piccolo - Vedi la voce "Piccolo".
Pino dla Chichéna - Personale di Giuseppe Scagliarini (1905-1982) e, come i suoi parenti, gestiva delle macchine agricole. Risiedeva a Pieve di Decima.
Pinzóla - Famigliare attribuito ad Adolfo Preti (1894-1964), detto anche Bafól. Tale soprannome era in uso già nel '700 per Sante, Eliseo, Carlo Pietro, Massimiliano ed Ettore predecessori di Adolfo. Con Adolfo termina la stirpe della famiglia Preti di Decima. Hanno risieduto per centinaia di anni nelle valli decimine, nell'area dell'antico quartiere di Postmano svolgendo i lavori di pescatori, vallaroli, cacciatori e cannaroli.
Pipa - Personale di Dante Beccari, della stirpe di Mariconda e fratello di Stasio, Erasmo e Avdo.
Pipaièta (Pipa di poco pregio) - Famigliare attribuito a Giuseppe Forni (n. 1925), ex calzolaio. Risiedeva in via Nuova e poi in via Cento.
Pipèto (Pipino) - Personale di Ivo Bonasoni (1900-1952) fu Cesare, q. Emidio.
Pìpi - Personale di Loredano Cristofori (1929-2002) fu Desiderio.
Pipiéna - Personale di Gino Cassanelli (n. 1928) di Arcangelo. Da tempo si è trasferito a Roma.
Pipiéna - Personale di Giuseppe Cenacchi (1914-2005). Risiedeva in via Barbieri 2.
Pipòcia - Personale di Giuseppe Gilli, mezzadro nella tenuta Calari.
Pippo dal Gâl - Personale di Mauro Beccari (1919-1980) fu Amilcare. Gestore, con la sorella, di una tabaccheria in Decima.
Piréna - Famigliare attribuito ai discendenti e agli ascendenti di Sereo Nicoli (n. 1921). Risiede in via Bevilacqua.
Pirini - Famigliare della stirpe dei Nicoli; il soprannome è esteso ai rami di Pietro e Giovanni Nicoli figli di Giuseppe, ambedue carrettieri. Commerciavano in foraggi ed equini e si servivano, per il trasporto, di ca-valli. Da Pietro discendono: Giuseppe-Iófa (1902-1975); Selvino (n. 1911); Donato. Da Giovanni-Zanòn discendono Leo, Renato, Bruno.
Piròn Munfardén - Personale di Enrico Manfredini (1910-2001) fu Alfonso. Risiedeva in via Casetti.
Pirutén - Famigliare attribuito ad Antonio Nicoli ed esteso ai figli Giuseppe, Ferdinando e Giovanni. Risiedeva in via Calcina in un'antica casa chiamata "Il Casone del Musetto". Erano detti anche "I Schéc".
Pisén - Famigliare attribuito a Pietro Nicoli fu Gaetano ed esteso ai figli Nello, Medardo, Sisto e ai nipoti. Risiedeva, all'inizio del '900 alla "Cà dal vènt" in via Virginia; nel 1915 si costruì, in via Marmo 1, una nuova casa, ora abitata dai nipote Angelo ed Ezio.
Pìto - Personale di Guido Zini (1927-2006) fu Gaetano e appartiene alla stirpe dei Rufón. Risiedeva ai cosiddetti "Forcelli" in via Virginia.
Pizicaròn - Famigliare della stirpe di un ramo dei Serrazanetti di Postmano. Riguarda Alessandro Serrazanetti fu Angelo, q. Gaetano esteso poi ai figli Alfonso, Roberto, Cesare e Danio e ai nipoti Libero, Valter, Alfio ( figli di Cesare), Angelo, Adolfo e Aldo (figli di Danio). Da Angelo discende Emore e da Adolfo discende Gianni.
Plóma - Personale di Mauro Bussolari fu Marino.
Pòfez - Personale di Florindo Restani (n. 1928) fu Antonio.
Prógna - Famigliare di alcune persone appartenenti al ramo dei Forni. Ricordiamo Ferdinando (1865-1948), Giuseppe detto Iófa (1894-1962), il figlio Adis (1923-1967).ed i relativi discendenti.
Pulâcc (Polacco) - Personale di Luciano Capponcelli (1925-1967; risiedeva in via Nuova.
Pumpién - Personale di Pompeo Bussolari fu Artemio, q. Pompeo, olim Francesco, noto in paese per la sua qualifica di provetto cuoco. Era fratello dell'altrettanto noto Massimiliano.
Puntaléna - Personale di Orlando Melloni (1921-1986). Proveniva da Renazzo e risiedeva all'Arginone. Noto commerciante in ortofrutticoli.
Puntirôl - Personale di Restani; non si conosce il nome, però sappiamo che nel 1934 abitava in via Virginia 94 e che una sua figlia, nata nel 1900, di nome Ada aveva sposato Angelo Brini.
Purfina - Personale di Gaetano Tosi (1901-1984); così chiamato perché lavorava a Decima ad un distributore dell'omonima società petrolifera.
Pustiòn (Postiglione) - Famigliare attribuito a Guido Forni fu Vincenzo, q. Alessandro e alla sua discendenza.
Puzén - Personale di Marino Melloni (1902-1960) ed esteso poi anche ai suoi figli: Franco (Vlègn), Alfio (Schéc), Franca, Carla, Rossana e Lorena (Cìni).

Nota
1) Armando Serra, nei lontani anni della sua giovinezza, possedeva una cavalla speciale "Gemma", forte, di indubbio temperamento che utilizzava per svolgere il suo lavoro di barrocciaio, ma che, alla bisogna, se ne serviva anche per i lavori agricoli e per trarre fuori dai fossi o dal canale barrocci o carri che incidentalmente vi confluivano. Il lavoro, ad Armando, non mancava e a volte svolgeva commissioni anche per clienti di Bologna e Modena, grazie alla sua Gemma che, instancabile, era in grado di percorrere, giornalmente, lunghi tratti di strada. Ma, come si sa, a volte (spesso!) il diavolo ci mette il suo zampino e tutto inevitabilmente va in malora. Infatti una mattina Armando trovò la sua adorata cavalla inspiegabilmente cosparsa di piaghe per tutto il corpo. Disperato si ri-volse al veterinario il quale, dopo un'accurata visita, ordinò di somministrare gli opportuni medicinali che, in seguito, si rivelarono inefficienti.   Trascorsero diverse settimane ma la povera Gemma anziché migliorare, peggiorava; amici e conoscenti quando incontravano Armando chiedevano: "Armando al piêg cum vàni?". Lui sconsolatamente rispondeva: "Male". Il calvario di Gemma e anche di Armando durò per molto tempo, tanto che la frase "Armando dal piêg" si trasformò, ben presto, in "Armando dal Pièc". Tale soprannome è ancora attuale in quanto è stato esteso anche ai figli e ai figli dei figli di Armando.
3-Continua

Errata corrige
Nell'articolo "I Scucmài" comparso nel numero precedente di Marefosca (Anno XXV - n. 2 (72) Settembre 2006) è errata la didascalia della foto di pag. 19; la persona ritratta da Giovanni Nicoli NON è Luigi Scagliarini ma Fioravante Bencivenni detto Fiòra.


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