| www.marefosca.it | home | |||||||||
![]() |
|||||||||
| . : ARCHIVIO COPERTINE . : . ARCHIVIO NUMERI . : . MAREFOSCA EDIZIONI . : . DOVE SIAMO . : . CONTATTI : . | |||||||||
Quest'anno, in occasione della "Fiera di ottobre", oltre alle tradizionali mostre di pittura e di lavori artigianali, faceva spicco la mostra "Frammenti del novecento", promossa da Fabio Poluzzi, che comprendeva documenti storici di grande interesse e oggetti vari relativi alla guerra Italo-Turca (Libia 1911-1912), al primo conflitto mondiale, al ventennio, alla seconda guerra mondiale e alla tragica vicenda di Cefalonia e Corfù. Ogni documento meriterebbe un attento esame, ma purtroppo dobbiamo limitarci ad accennare soltanto a quelli che maggiormente ci hanno colpito per la loro rarità e singolarità. In un volantino, ad esempio, sono riportate le "Condizioni di massima per gli operai ingaggiati per l'Africa Orientale". I "giovani italiani" disoccupati e "bramosi" di un lavoro oltremare, dovevano essere di "sana e robusta costituzione fisica", dovevano impegnarsi per una permanenza minima di 5 mesi e alloggiare gratuitamente in baracche o tende oltre che lavorare 10 ore al giorno percependo una "paga secondo le tariffe stabilite in colonia, partendo da lire 25 per mano d'opera non qualificata". Se trovare un posto di lavoro, negli anni '30, era per molti italiani un problema non da poco, nel 1943, dopo l'armistizio, la necessità di tante famiglie di rintracciare i propri congiunti fu un vero e proprio dramma. Lo testimonia un documento della mostra: è una lettera della Croce Rossa Italiana della Provincia di Bolzano, datata 12 ottobre 1943, indirizzata ai vari comitati locali della CRI, si legge: "Arrivano da tutte le parti d'Italia delle richieste di notizie di militari prigionieri in Germania. La corrispondenza è diventata così copiosa da rendere impossibile rispondere singolarmente ad ogni richiesta... D'ora in poi saremo costretti, nostro malgrado, a cestinare tutta la corrispondenza del genere, non potendo dare in nessuno dei casi la desiderata notizia, poiché né a Bolzano, né in tutta questa Zona si trovano campi di concentramento, e tutti i prigionieri sono soltanto transitati da Bolzano, diretti in Germania..." Lo scrivente conclude dicendo che le richieste dovevano essere inoltrate alla Sede Centrale di Roma. Nella mostra erano esposti, inoltre, diversi telegrammi e lettere, del "Ministero della guerra" e della CRI, inviati al Prefetto affinché avvisasse le famiglie dei soldati uccisi o dispersi... "Si prega comunicare con le dovute cautele alla famiglia del militare in argomento che il loro congiunto deve consi-derarsi disperso in seguito ad azione di guerra"; "...il 17 luglio per ferite est deceduto El-Alamein Artigliere C.U... provvedete dovuti riguardi urgente partecipazione famiglia... esprimendo mie condoglianze..."; "Caporalmaggiore B.V. già segnalato disperso est deceduto... in combattimento presso Tobruk..."; "... Sono spiacente non poterVi dare, per il momento, alcuna notizia circa le sorti del Tenente M.M. ...Sono in attesa di qualche notizia e non appena mi perverrà, sarà mia cura comunicarVela...". Lettere, queste, ingiallite dal tempo ma che non nascondono la sofferenza e la disperazione di tante famiglie italiane che hanno subito lutti durante la guerra. Dal 9 al 26 settembre 1944 a Cefalonia e Corfù (Grecia) la divisione "Acqui" fu decimata: formata da 11.500 uomini, perirono 9.646 soldati, fra caduti in combattimento, fucilati per rappresaglia, periti in mare e nei campi di concentramento di tutta Europa. Nella mostra era esposto un "Encomio solenne", rilasciato a Luigi Tognini, uno dei pochi superstiti; vi si legge: "Nella gloriosa e tra-gica vicenda di Cefalonia e Corfù quale componente la difesa mi-litare terrestre delle isole, affidata alla Divisione Fanteria di Montagna ACQUI e relativi supporti, in un impeto sublime dedizione alla Patria... sprezzava la resa offerta dal nemico e affrontava l'avversario in aspri e sanguinosi combattimenti, rinnovando le gesta degli eroi del Risorgimento..." Facevano, poi, bella mostra di sé riviste d'epoca, rare cartoline, fotografie significative, libri, opuscoli, gagliardetti, pagelle, tessere del PNF, un elmetto Austro-tedesco rinvenuto in Val Rendena, un copricapo coloniale, una "bustina" militare e reperti trovati nelle trincee: una boraccia, un cucchiaio, un pezzo di filo spinato... e tanto altro. Sappiamo che a Decima tanti collezionisti conservano materiale di grande interesse storico/documentale; è un peccato che rimanga in un ambito privato e non venga reso pubblico e "condiviso" da tanti appassionati. Auspichiamo che, sull'esempio di Fabio, anche altri si rendano disponibili a socializzare i propri "tesori" conservati gelosamente.
|
|||||||||
© 2005 - Tutti i Diritti Riservati a www.marefosca.it - Design Sara Govoni |
|||||||||