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LETTERE ALLA REDAZIONE
a cura di AA.VV.



Riceviamo e volentieri pubblichiamo, di seguito, le lettere pervenute alla redazione.

Gent.ma Redazione di Marefosca,

il testo che invio è stato distribuito a tutti gli alunni delle scuole di San Matteo della Decima; a me piace molto e penso possa piacere anche ai lettori della "nostra" rivista. Pertanto cortesemente chiedo, se possibile, di pubblicarlo su Marefosca.

Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Mara Luppi

Per un attimo ho avuto paura che tutto fosse finito.

Ho sentito un forte rumore, poi un dolore da togliere il respiro, infine il buio.

Ho pensato che era stupido finire così, che forse avrei dovuto gridare di non correre in quel modo, ricordarti le raccomandazioni di tua madre, ma in fondo non era compito mio.

Io... non devo essere una coscienza, io devo dare il ritmo e cercare di renderlo regolare, tranquillo, costante.

Talvolta è difficile, a volte lo accelero troppo, non è vero?

Ad esempio quando passa quella ragazza moretta del secondo anno, quella che ti piace tanto e il battito d'un tratto arriva fino in gola e ti toglie il respiro.

A volte, invece, il ritmo si ferma come stretto da una morsa: accade puntualmente prima della verifica di matematica, ed ogni volta che la paura si prende gioco della tua spavalderia.

A tutto questo pensavo mentre aspettavo una luce e mi pareva di sentire il suono di una sirena e voci concitate.

No, non può finire così.

E infatti, vedi? Batto ancora il ritmo, mi sento un po' fiacco a dire la verità, ma ho ancora voglia di andare e farò presto a cambiare musica.

Mi chiedo perché ancora non riesco a sentirti, sei un ragazzo così irruento e agitato che di solito mi lasci senza fiato.

Non sento la tua voce: su, parla, non farmi stare in pensiero.

Ecco, apri gli occhi... Ma dove sono? Dove sei? E questo corpo di chi è?

Deve essere tutto un sogno: tu sei diventato una ragazza: carina, pallida, attaccata a tanti tubicini e macchine, con capelli lunghi in una treccia ormai scomposta.

E io... do il ritmo a questo corpo femminile, e il tuo torace da nuotatore dov'è?

Ho capito finalmente.

Ho sentito la parola "donatore", tu non ci sei più, ma ci sono io che ancora palpito in questa ragazza.

Hai compiuto il tuo ennesimo gesto "immemorabile", te ne sei andato ma sei voluto rimanere.

Vedo gli occhi di un'altra mamma che si confondono con quelli della tua, perché sono illuminati dallo stesso amore smisurato.

Vedo gli occhi di questo nuovo corpo e mi pare di leggere la tua stessa voglia di vivere.

Grazie di avermi reso così fortunato, grazie di aver fatto di me un cuore che ha donato due vite.

Da oggi batterò per lei, ma per sempre il mio battito cullerà il tuo ricordo.

Addio con orgoglio. Il tuo cuore.

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In risposta alla lettera pubblicata sul n 2 (69) settembre 2005 di Marefosca sulle sanzioni effettuate dalla Polizia Municipale in via Cento nei mesi scorsi, Paola Marani, Sindaco di San Giovanni in Persiceto, intende preci-sare quanto segue:

La Polizia Municipale effettua periodicamente nei centri abitati controlli del superamento dei limiti di velo-cità, posizionandosi con l'apposito misuratore su strade diverse. Tra le più controllate vi sono via Cento, via Crevalcore, via Modena, via Budrie e via Bologna, in quanto si tratta di arterie di traffico che vedono transitare il maggior numero di veicoli al di sopra dei limi-ti di velocità. Gli incidenti stradali più gravi si sono infatti verificati proprio in questi luoghi.

Non è quindi casuale il fatto che l'amministrazione comunale abbia previsto, sulla scorta di decreti auto-rizzativi della Prefettura, di installare su queste strade i misuratori di velocità fissi, come ormai avviene in molti comuni d'Italia, allo scopo di indurre i conducenti dei veicoli a motore a rallentare.

Nel caso specifico delle violazioni accertate su via Cento è opportuno evidenziare che:

- in zona Accatà ci sono diverse abitazioni, attività commerciali e artigianali, in prossimità delle quali circolano quotidianamente pedoni e veicoli e più volte la polizia municipale è stata sollecitata dai residenti ad effettuare controlli sulla velocità dei veicoli (per questi motivi via Cento è entrata a far parte delle strade che vengono controllate con il misuratore di velocità);

- nel tratto interessato non transitano solo i cittadini di Decima, che non devono pertanto sentirsi bersaglio di agguati da parte della Polizia Municipale; è importante invece che ogni cittadino sia consapevole del necessario rispetto delle leggi al di là della presenza o meno di una divisa o di un'auto della Polizia.

- su tutta la strada provinciale n. 255 e anche nel tratto ora di competenza comunale, esiste l'obbligo di non superare i 70 km/h, mentre nei centri abitati c'è il li-mite dei 50 km/h. Per tutti i veicoli sanzionati in via Cento n 60 (quindi centro abitato), era stata rilevata una velocità superiore a 80 km/h (misura riportata sul verbale).Questo significa che i conducenti "multati" non solo non hanno rispettato il limite del centro abitato, ma nemmeno quello posto sul resto della strada provinciale.

Concludendo vorrei tranquillizzare i cittadini firmatari della lettera: non occorre predisporre particolari risorse finanziarie per affrontare le sanzioni o per salvaguardare la patente, basta rispettare i limiti di velocità.

Distinti saluti

IL SINDACO - Paola Marani

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- Al direttore di Marefosca, Floriano Govoni

- E p.c. Presidente della Consulta di Decima

Sull'ultimo numero di Marefosca, nello spazio "Lettere alla Direzione", leggo con sorpresa la lettera inviatami dai cittadini frontisti di Viale Minezzi circa gli interventi di potatura degli alberi effettuati sullo stesso viale dalla nostra Amministrazione lo scorso inverno.

La mia sorpresa è motivata dal fatto che la lettera è accompagnata dalla seguente premessa "Alla data di chiusura della rivista ci viene segnalato che nessuna risposta è pervenuta da parte degli amministratori interessati".

Visto il fatto che in questo caso sono io l'amministratore interessato, mi preme fare chiarezza   per non dare adito, come la presentazione della lettera farebbe presupporre, ad un mio totale di-sinteressamento della questione.

Come molti sanno e come la lettera riporta, la metodologia di potatura utilizzata   recentemente dall'Amministrazione, e applicata su tutto il territorio comunale, è stata molto criticata per la sua eccessiva leggerezza, insomma si è potato troppo poco. Tuttavia questa problematica si associa anche alla pulizia delle strade dal fogliame e, in conseguenza, ad altre situa-zioni più complesse come il fogliame residuo nelle arre private (cortile, tetti, grondaie, ecc.).

Lo scorso inverno, quando si effettuò la potatura di viale Minezzi, viste le vibranti proteste dei cittadini re-sidenti, ritenni opportuno, io stesso, richiedere ai   cittadini frontisti di mettere "nero su bianco" quanto da loro contestato e questo per una ragione fondamentale: ero assessore da pochi mesi e non mi bastavano le voci e le critiche espresse lungo la strada, volevo avere qualcosa di scritto per capire meglio,   sul quale ragionare e costruire eventuale ipotesi di lavoro e/o di confronto. Una nota scritta, concordata e condivisa tra tutti i frontisti, mi era molto più utile che le voci e le discussioni di un incontro lungo la strada.

Pertanto contattai telefonicamente proprio Floriano Govoni, al quale spiegavo le ragioni per la quale   avevo bisogno di   una lettera scritta e gli chiedevo di farsi da tramite con i frontisti per questo.

Infatti la lettera è da tempo arrivata e la conosco molto bene, ma la lettera è stata richiesta da me proprio per non rendere "volatili" certe critiche e farle risultare concrete, chiare e meno confuse. (anche gli stessi frontisti, ad inizio lettera, confermano questo, anche se poi si stupiscono della richiesta).

Pertanto   la lettera, così maturata e così impostata, non implica nessuna risposta (1) perché è nata da una mia esigenza e da una mia richiesta. Infatti, al di là che possa condividere o meno quanto riportato dai frontisti, la lettera riporta una serie di considerazioni, tutto sommato proprio quello che volevo sapere. E' la lettera stessa una risposta ad una mia richiesta e non il contrario.

Senza polemica e con amicizia chiederei a Floriano Govoni, la prossima volta,   magari di confrontarsi prima direttamente con me, almeno per evitare incomprensioni e fraintendimenti (il che può voler dire pubblicare ugualmente la lettera ma con altre premesse) (2).

La risposta vera, invece, la dovremo dare come Amministrazione nei fatti e nelle scelte che faremo, più o meno condivise, per quanto riguarda potature e pulizia delle strade, nel rispetto sempre primario dei beni ambientali del nostro territorio come, per esempio, le alberature di pregio.

Al riguardo ne approfitto per dire che abbiamo già concordato con Geovest una intensificazione della pulizia di viale Minezzi dal fogliame. Verificheremo nel periodo autunnale se sarà sufficiente, al contrario la intensificheremo ulteriormente.

In secondo luogo, in collaborazione con la Consulta di frazione, organizzeremo un incontro sulle modalità di potatura, dove esperti possano confrontarsi direttamente con i cittadini, dove gli stessi cittadini possano invitare anche esperti e te-cnici di loro fiducia. L'incontro è già stato fissato per lunedì 28 novembre 2005 alle ore 20.30 presso il centro civico a San Matteo della Decima.

In terzo luogo, per quanto riguarda il problema del fogliame presente in aree private e proveniente da alberature situate su suolo pubblico, si tratta di una questione aperta su tutto il territorio comunale e che stiamo affrontando approfondendo caso per caso. Va precisato, tuttavia, che a volte si presentano anche si-tuazioni diametralmente opposte, vale a dire alberi su aree private che lasciano cadere le foglie su suolo pubblico. L'atteggiamento dell'Amministrazione comunale nei confronti di quest'ultima situazione, ad esempio, è sempre stata quella di non chiedere potature drastiche ai proprietari delle piante, in quanto riteniamo che l'utilità per la collettività delle piante (purificazione dell'aria, ombreggiamento, arricchimento ambientale del territorio) valga bene qualche pulizia in più delle aree pubbliche.

Un certo grado di presenza di foglie, con le conseguenti operazioni di pulizia, pubblica o privata che siano,   è quindi per noi da considerarsi fisiologico. Il disagio che comporta costituisce, a no-stro avviso, un "male minore", poiché fa da   un contrappeso   a tutti i benefici che comunque gli alberi danno ai cittadini, primi fra tutti i residenti nei pressi dei viali.

A disposizione per ogni chiarimento e confronto, colgo l'occasione per porgere i più cordiali saluti.

L'Assessore alle opere Pubbliche e allo Sport - Mauro Borsarini

Note della direzione

1) Per i "frontisti firmatari" una risposta scritta, da parte dell'Assessore, era dovuta.

2) Marefosca non ha fatto altro che esplicitare, nella premessa, questa loro aspettativa.


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Il 19 settembre 2005 è stata spedita la seguente lettera:

All'att.ne del dott. Paolo Mieli

Direttore "Corriere della Sera" - Milano

Sono un lettore abituale del "Corriere della Sera" e con grande piacere, essendo un cultore delle tradizioni e della cultura locale, ho ricevuto in omaggio il libro "La grande cucina regionale - Emilia Romagna" che ho particolarmente apprezzato per il contenuto, la veste grafica e le belle immagini.

Però giunto al capitolo riguardante i prodotti tipici locali, con disappunto, non ho trovato traccia del melone e del cocomero che da sempre vengono coltivati nella zona in cui risiedo.

Faccio presente che nella Gazzetta Ufficiale della repubblica Italiana è stato pubblicato, in data 29 agosto 2000 su iniziativa del Ministero delle Politiche Agricole e forestali, il Decreto Ministeriale che stabilisce l'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari definiti tipici tradizionali e per i quali viene concesso la deroga per la loro produzione. L'elenco di tali prodotti, che è stato redatto in base alle segnalazioni pervenute dalle Regioni o dalle Province autonome, fanno capo alle seguenti tipologie: bevande, carni, condimenti, formaggi, grassi, prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati, paste fresche, prodotti di origine animale. Per l'Emilia Romagna i prodotti tipici "salvaguardati" sono complessivamente 73. Ma fra i prodotti vegetali allo stato naturale, che complessivamente se ne contano 19 in tutta la regione Emilia Romagna, oltre, ad esempio, all'asparago verde di Altedo (citato nel libro), alla ciliegia di Vignola (citata nel libro), compaiono nell'elenco, anche il cocomero tipico e il melone tipico di S. Matteo della Decima, frazione del comune di San Giovanni in Persiceto (Bologna). Mi rendo conto che forse (?) era impossibile, per ragione di spazio, citarli tutti esaurientemente; però credo che almeno una piccola citazione valesse la pena di essere inserita o perlomeno pubblicare un semplice elenco dei 19 prodotti la cui coltivazione si prevede avvenga "in deroga".

I cocomeri e i meloni prodotti nella nostra zona sono rinomati e apprezzati tanto che da diversi anni, nei primi 10 giorni di luglio, viene promossa una sagra dove le "famose" cucurbitacee possono essere degustate da tutti gli intervenuti.

Era doveroso da parte mia far presente quanto detto e, in attesa di riscontro, porgo cordialissimi saluti.

Floriano Govoni

Direttore della rivista "Marefosca"

 


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