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ASSI DEL CICLISMO
a cura di Floraiano Govoni



La passione dei decimini per il ciclismo è sempre stata grande, anche perché, in loco, fin dall'inizio del secolo scorso operava un'azienda artigianale (la RAMD: Romagnoli Alfonso Meccanico Decima) che costruiva biciclette talmente apprezzate che diversi corridori, intorno agli anni '20, adottarono il "velocipede" nelle loro gare. E' il caso di Vito Utili (detto "Al Munarén" perché svolgeva l'attività di mugnaio nell'azienda deci-mina), campione italiano degli indipendenti nel 1925, di Fausto Tozzi campione emiliano dilettanti (anni '30) e di Francesco Fiorini vincitore della Coppa Emilia del 1934.

GIOVANNI BONZAGNI

L'entusiasmo per la bicicletta e per i corridori giunse al suo apice negli anni '50 quando sulla scena nazionale rinacque la rivalità fra due grandi del ciclismo: Gino Bartali e Fausto Coppi. Intanto a livello locale, nel 1954, Giovanni Bonzagni (1) a solo 16 anni intraprendeva la carriera ciclistica nella categoria "esordienti", con la "Ciclistica Edera", riportando innumerevoli successi tra i quali anche il titolo di campione emiliano della categoria. I decimini, di fronte agli eccellenti risultati conseguiti da "Gianni", si entusiasmarono ancor di più e nei bar e in qualsiasi centro di ritrovo non si parlava altro che di ciclismo e delle grandi prospettive del giovane corridore di Decima.

Nel 1955 gareggiò nella categoria allievi, per i colori della "Serse Coppi", conseguendo diverse vittorie nei Gran Premi di Medicina, Porretta Terme e Cesena e collezionando prestigiosi piazzamenti fra cui due secondi, tre terzi e tre quarti posti. Nel 1956 fu primo nella "Coppa Patelli" a Bologna e nella gara svoltasi a Medicina; si piazzò al secondo posto nel "G.P. Villa", nella Bologna-Monzuno, nella eliminatoria emiliana della Coppa Adriana a Reggio Emilia e nel "G.P. Yomo" a Bologna. Con gli ottimi risultati ottenuti Bonzagni, oltre a confermare le aspettative degli appassionati,   dimostrava di avere la "stoffa" necessaria per diventare un "grande campio-ne"(2). Ma il 10 giugno 1956 durante il Gran Premio "Vittoria", mentre si apprestava a tagliare il traguardo di via Irnerio con 4 minuti di vantaggio sugli inseguitori, fu travolto da un motociclista sulla circonvallazione di Bologna. Ricoverato all'ospedale Sant'Orsola di Bologna spirò la sera del 13 giugno senza riprendere conoscenza. Il 15 giugno a San Matteo della Decima si svolse il funerale;   una folla immensa partecipò commossa alle esequie di "Gianni". Un nugolo di corridori con la bicicletta "a mano" precedeva il feretro portato a spalla dagli amici, mentre due di essi, oltre alla propria bicicletta, "portavano" anche quella di Gianni. A decine furono le corone di fiori e diversi i messaggi di cordoglio inviati alla famiglia; fra questi ricordiamo la lettera di S. E. Card. Giacomo Lercaro, Arcivescovo di Bologna (3).

ERCOLE SCAGLIARINI

Intanto un altro corridore decimino Ercole Scagliarini, abitante nel rione Pieve, si stava facendo strada, supportato da Marcello Scagliarini e dal papà Guerrino, grande appassionato di ciclismo e dello sport in genere. Il nome "Ercole" potrebbe far pensare ad un ragazzo corpulento e dalla statura non comune, mentre invece il "nostro"   era di altezza media, addirittura "mingherlino", era però determinato, solido di carattere e furbamente sapeva sfruttare il momento opportuno per mettere a frutto le proprie possibilità. Venne soprannominato "la gàza" (la gazza) appunto perchè come l'uccello rapace aveva la capacità istintiva di "portar via" beni preziosi e luccicanti come le vittorie ciclistiche.

Nel 1955, a 16 anni, con i colori della società "G.S. Ravonese" di Bologna e nella categoria esordienti, iniziò la sua "carriera" di ciclista. Le prime gare disputate non portarono molti frutti; soltanto agli inizi di maggio, precisamente nella 10ª Coppa "Fossa" disputata a Reggio Emilia, Scagliarini riescì a strappare un 5º posto. Questo fu l'inizio di belle vittorie e di significativi piazzamenti che ora andiamo ad elencare. Nel Trofeo "Giovani speranze", svoltosi a Crocetta, si piazzò al 2º posto, mentre nel Trofeo "Giovani Speranze" di Bentivoglio risultò primo sbaragliando, in volata, i diretti inseguitori(4). Ancora primo si classificò a Bagno a Ripoli (Toscana) nell'ottava Coppa dei Cacciatori, terza e ultima prova valevole per l'assegnazione del titolo di campione regionale della categoria esordienti. "Numerose furono le adesioni dei concorrenti, si legge su Stadio, che per tutto il percorso si diedero battaglia sotto un sole cocente e fa-stidioso. La gara fu caratterizzata da una fuga a tre iniziata subito dopo il via che si protrasse sin sotto lo striscione d'arrivo. Appare quindi ancor più meritata la vittoria del piccolo Scagliarini se si pensa che egli è stato tra i primissimi per tutta la gara... Come abbiamo detto subito dopo la partenza si verificò una fuga a tre: erano Scagliarini, Milanesi e Lambertini che, con pochi scatti riuscirono a prendere un centinaio di metri sul gruppo sonnecchiante... A 24 chilometri dalla partenza i fuggitivi avevano già un vantaggio di 1' 35"... In prossimità del traguardo "...dopo vari tentativi di ognuno dei tre concorrenti di presentarsi soli sotto lo striscione del traguardo, rimasti peraltro infruttuosi, era Scagliarini che con un guizzo bruciante precedeva gli avversari". A percorrere i 72 Km previsti impiegò 2 ore esatte, alla media di 36 Km/ora.

"L'ottimo Ercole Scagliarini" inoltre, ottenne buoni risultati a Cadenzano (Firenze), a Sasso Marconi, nella 2ª coppa Coop, nel Campionato Provinciale Esordienti, nel Trofeo Giovani Speranze di Medicina, nella terza prova del Campionato Regionale per debuttanti di Borgo Panigale e nella 1ª Coppa "Le Budrie". Infine si distinse, classificandosi al 5º posto, nella gara Bologna Castiglione "valevole quale prova per il Campionato Regionale Debuttanti UISP" ed all'8º posto nel Campionato Italiano Esordienti.


Come si può evincere dai risultati ottenuti, il 1955 fu un anno di grande prestigio e le speranze per gli anni a venire erano di prammatica.

Nel 1956 e nel 1957 Scagliarini continuò a gareggiare con i colori della "G.S. Ravonese", ma nella categoria "Allievi". Purtroppo nel 1956 i risultati conseguiti furono al di sotto delle aspettative; infatti nelle varie gare, cui partecipò, si registrano soltanto "onorevoli" piazzamenti. I motivi vanno senz'altro attribuiti al "passaggio di categoria" e a circostanze sfortunate che lo accompagnarono in diverse gare, come ad esempio nella prima edizione della "Coppa Bianchi" (gara di montagna con arrivo a Sasso Marconi) "...durante la discesa si ebbero diverse forature fra gli immediati inseguitori del campione emi-liano Forni, fra cui il campione d'Italia Zambonati, Vignoli, Scagliarini...". Nonostante l'inconveniente, però, Scagliarini riuscì a piazzarsi all'8º posto, con "soltanto" 7 minuti di ritardo. Il cronista dello "Stadio" si sentì in dovere di registrare, nella cronaca della gara, la seguente frase "... un elogio a Manzato, Scagliarini, Alberini messisi in luce particolarmente nella prima parte della gara".

Degne di nota sono alcune gare dove "Ercole" ha primeggiato nonostante che il risultato finale non sia stato dei migliori. Ciò si evince dalle cronache riportate sui giornali. Nella gara tenutasi a Ponte Rivabella si legge "La Ravonese ha raccolto una bella affermazione d'insieme assicurandosi la coppa riservata alle Società con i corridori meglio piazzati fra i primi 5: merito di Carata e Scagliarini; quest'ultimo si è distinto per il bellissimo inseguimento condotto unitamente a Berozzi..."(5), mentre nella gara di Vignola il cronista afferma: "Dopo una serie di attacchi e contrattacchi, alla distanza si è involato un gruppetto di sei atleti: Becchi, Selvioli, Giusti, Scagliarini, Ramboni, e Cambiuzzi che ha deciso le sorti della corsa. La volata finale è stata indubbiamente l'episodio più elettrizzante della corsa. Sei uomini, tutti egualmente decisi a vincere, si sono presentati quasi a ventaglio all'inizio del lungo rettilineo d'arrivo. Ai 500 metri, Giusti e Scagliarini cercarono, contemporaneamente, di sorprendere gli altri; appaiati avanzavano velocissimi: ma alla loro ruota si sono prontamente piazzati Becchi e Salvioli che, ai 200 metri, sono usciti di prepotenza..."(6). Segnaliamo inoltre, per i piazzamenti ottenuti: la 5ª Coppa Adriana a cronometro a squadre, svoltasi a Bologna (5º classificato), la gara di Bolzano (7º classificato), la   5ª Coppa Portelli di Bologna (7º classificato), il Gran Premio "Stella Alpina" di Renazzo (8º classificato). Nonostante tutto, però, nell'articolo "L'Emilia presenta il rendiconto di un anno" anche Ercole Scagliarini venne annoverato fra le promesse del ciclismo italiano.

"Ruote", bimestrale sportivo, all'inizio della stagione ciclistica del 1957, in un articolo dedicato ad Ercole Scagliarini, esordisce dicendo, fra l'altro: "Scagliarini, salito nel girone degli allievi, causa la poca esperienza, mollò leggermente la presa; non trascurò, peraltro, di cogliere, ove si presentò lui, l'attimo favorevole per lanciare solenni acuti. In molte occasioni le sue cavalcate hanno lasciato il segno. Nella stagione in corso, rimesso con il morale in pressione, Scagliarini è in linea per attaccare una nuova sinfonia... Stiano dunque accorti i compagni d'avventura: il ragazzo potrebbe intrecciare molte valide aspirazioni al peana finale".

La previsione del giornalista di "Stadio" fu più che mai azzeccata. Infatti nel 1957 i risultati po-sitivi di Scagliarini non si fecero attendere anche se la "maledetta" sfortuna continuò, di tanto in tanto, a visitarlo, come nella gara disputata a Massa Finalese (Coppa Nives Barbieri ); infatti nella cronaca della gara si legge: "...La gara è stata animata sin dal primo giro con la fuga dell'ostigliese Ferri e del bolognese Scagliarini, i quali per ben 10 giri aumentavano progressivamente il loro vantaggio sul gruppo, fino a raggiungere al nono giro la punta massima di 1' 35". Poi la sfortuna si accaniva dapprima contro Ferri... e più tardi contro Scagliarini che in seguito ad una foratura vedeva sfumare il suo sogno di vittoria al 17º giro...". Nonostante la sfortuna, però, riuscì ugualmente a conquistare il 6º posto. Oppure nella gara di Bologna (1ª Coppa Dante Benazzi) dove il cronista non può fare a meno di scrivere: "... Vale la pena di sottolineare che tutti i più forti emiliani in gara nulla hanno fatto per parare in tempo utile la minaccia portata loro dallo scatenato vincitore... tra i fuggitivi uno soltanto, il bravissimo e sfortunato Scagliarini, si era mostrato in grado di contrastargli il passo. Ma Scagliarini (purtroppo) forava ripetutamente... anche in prossimità del traguardo... vedendo così frustrato il suo magni-fico comportamento di gara...". Le difficoltà "tecniche" riscontrate in alcune gare non hanno inficiato, come si sottolineava precedentemente, i brillanti risultati che di seguito riportiamo; due primi posti conseguiti nella Coppa Staggio di Carpi, percorsa con una media invidiabile di 37,4 Km/ora e a S. Prospero di Modena(7); due secon-di posti nelle gare di Lugo (G.P. Asborno) e di Bologna (G.P. Lavoratori); quattro terzi posti a Renazzo (G.P. Trattori Denzt), a Scortichino (2ª Coppa della Fiera), a San Martino in Strada (2ª Coppa Tre Martiri) e ad Ostiglia; diversi piazzamenti, dal 4º al 7º posto, nelle gare di Vignola (G.P. Sanders), di Rivabella, di Bologna (G.P. Villa), di Spilamberto, di Imola (Coppa Sport), di Fidenza (G.P. Commercianti), ecc. A coronamento dei successi ottenuti gli fu assegnata la medaglia d'oro come miglior corridore della ca-tegoria allievi.

 

 

Nel 1958 gareggiò nella categoria Dilettanti e abbandonò la "Ravonese"   per "correre" con i colori della società ciclistica "Italia Nuova" di Bologna, ove rimase anche nel 1959. I risultati ottenuti nella stagione non furono eclatanti. Dalla documentazione consultata si registrano due terzi premi nelle gare svoltesi a S. Maria Fabriago (XV Coppa Ducato di Fabriago) e a S. Pietro in Casale (G.P. Salumificio Raimondi) (8) oltre ad alcuni piazzamenti, dal 5º al 14º posto.

La parabola discendente si acutizzò, ancor più, negli anni seguenti; infatti nel 1959 riuscì a piazzarsi due volte al terzo posto e una volta all'ottavo. Nel 1960 cambiò società e gareggiò per il "CRAL Zamboni" di Bologna, ma i risultati furono scarsi: solo qualche piazzamento. Nel 1961 cambiò nuovamente società e gareggiò con i colori della "Ciclistica Centese" ottenendo due soli piazzamenti nelle gare disputate a Granarolo e a San Pietro in Casale. Il passaggio di categoria gli fu fatale; gareggiare da dilettante richiedeva una preparazione ed una assistenza tecnica che il nostro "Ercole" molto probabilmente non ebbe. Nonostante tutto ha saputo, negli anni "buoni", entusiasmare, emozionare, appassionare e avvi-cinare tanti decimini allo sport del ciclismo. Inoltre l'esperienza acquisita, messa a frutto come Direttore Sportivo, l'ha trasmessa ai tanti ragazzi che si sono avvicendati, dal 1968 ad oggi, nella Società Ciclistica "Bonzagni"(8) di San Matteo della Decima. Un sentito grazie è doveroso al nostro Ercole per averci, a suo tempo, fatto sognare anche se il sogno, purtroppo, è durato soltanto una manciata d'anni.

Note

  1. Giovanni Bonzagni nacque a S. Matteo della Decima il 12 luglio 1938 e morì a Bologna il 13 giu-gno 1956.
  2. Sul quotidiano "Stadio" del 7 novembre 1956, nell'articolo "L'Emilia presenta il rendiconto di un anno", si legge, fra l'altro: "...Vogliamo ricordare quello che a detta di tutti sembrò la più bella "speranza" dei nostri giovanissimi. Alludiamo al povero Giovanni Bonzagni che mentre stava per toccare la sua terza affermazione per distacco... immolò la sua giovane vita in un tragico incidente. Fortissimo in salita e resistente come pochi allo sforzo prolungato, Bonzagni aveva davanti a sé la più bella delle carriere. Ma tant'è: questo 1956 doveva, purtroppo, rivelarsi spietato".
  3. Apprendo con vivo dolore la morte del giovane Giovanni Bonzagni dell'Associazione Gioventù di A. C. di Decima. Mi conforta il pensiero che anche la mattina del tragico incidente egli s'era incontrato, come sempre, col Signore nella S. Comunione. Adoriamo i disegni di Dio, tanto oscuri talvolta per il nostro corto vedere, ma sempre tanto sapienti e buoni; dettati sempre dal suo amore... Resti l'esempio di lui, forte e puro, in mezzo ai giovani che l'amarono e sia sprone a vivere cristianamente la loro giovinezza, portando nel lavoro, nello studio, nello sport, in tutti gli atteggiamenti il senso di Cristo. Alla famiglia di Giovanni, ai ragazzi dell'Associazione, ai colleghi di sport, alla parrocchia tutta la mia affettuosa benedizione. Giacomo Cardinal Lercaro, Arcivescovo Bologna, 14 giugno 1956
  4. La Federazione provinciale delle Cooperative, in collaborazione con la UISP, promosse, anche per il 1955, il "Trofeo Giovani Speranze" che comprendeva l'organizzazione delle seguenti 7 gare ciclistiche svoltesi a: Crocetta di Medicina, Sasso Marconi, Crevalcore, Bentivoglio (vinta, come si è detto, da Ercole Scagliarini), Bologna, Sala Bolognese, Granarolo Emilia. Il Trofeo fu vinto, con 141 punti, dalla "formazione dei giovani portacolori della "G.S. Ravonese di Bologna. La "Fausto Coppi", seconda classificata, abilmente guidata dai bravi fratelli Ragazzi e formata da Milanesi, Scagliarini, Russo, Gianpiero e Giancarlo Lambertini, Ridolfi, Carata, Giovanetti e Simili", ottenne 63 punti.
  5. In questa gara si classificò al 5º posto.
  6. In questa gara si piazzò al 4º posto.
  7. A proposito di questa gara, così commentò il cronista la vittoria di "Ercole": "...A coronamento di una bella serie di piazzamenti, il bolognese Ercole Scagliarini consegue una meritata affermazione davanti al carpigiano Vellani e al bondenese Traldi...".
  8. La Società Ciclistica "Giovanni Bonzagni" fu costituita nel 1968 e a tutt'oggi è ancora in attività. In "Marefosca" n. 2 (33), settembre 1993 è riportata la storia di 25 anni di attività della Società Ciclistica "G. Bonzagni".


Bibliografia

Gandini Mario (a cura di), Un secolo di ginnastica e di sport a S. Giovanni in Persiceto, Comune di San Giovanni in Persiceto, 1986

Gorni Luigi, RAMD Romagnoli Alfonso Meccanico Decima, in "Marefosca", Anno II, n. 2, Agosto 1983.

Diverse notizie sono state tratte dai seguenti giornali: Stadio, quotidiano sportivo, Ciclismo, bisettimanale di critica e informazione, Ruote, bisettimanale sportivo, Sport e ricreazione, quindicinale delle attività sportive e ricreative; "Statini" dell'Unione Velocipedistica Italiana

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