UN CARNEVALE FUORI STAGIONE
a cura di Paolo Govoni
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Chi l'avrebbe mai immaginato i carri del carnevale del regno di Castella in piazza a Cisanova il 19 luglio. Fino a pochissimo tempo fa non sarebbe stato possibile realizzare una tale manifestazione. I carri a fine febbraio rientravano nei luoghi dove erano stati costruiti, ma per essere subito smontati, perché chi offriva un capannone, una tettoia, aveva la necessità di rioccupare i propri spazi per trattori, camion, rotoballe di fieno. Ma ora no, il carnevale di San Matteo della Decima vede i suoi carri ben custoditi nei nuovi capannoni di via Fossetta. Così, dopo aver vissuto gli spilli del 23 febbraio e la premiazione di domenica 2 marzo, i sudditi di Re Fagiolo hanno potuto ammirare di nuovo i meravigliosi carri allegorici costruiti per il carnevale 2003. Era una sensazione strana nel pomeriggio di sabato 19 luglio vedere fuori dagli enormi portoni i carri di carnevale per qualche piccolo ritocco e vedersi addosso magliette leggere e pantaloncini corti, un qualcosa fuori dal normale per chi come me ha vissuto l'esperienza di passare serate intere sotto un vecchio fienile ad incollare carta con la temperatura sotto lo zero.
Ancora una volta, dunque, i grossi e variopinti carri, in fila indiana, hanno iniziato il loro cammino verso il centro del paese. Di nuovo, come la prima domenica di carnevale a febbraio, il desiderio di precederli, portarsi in via Cento e trepidanti aspettare il loro arrivo. Vi assicuro, pur avendoli già visti più volte, al loro arrivo in piazza sembrava di scoprirli per la prima volta, tanta era la magia che usciva dalle enormi figure di cartapesta.
Un salto a casa, poi si riparte per assistere alla sfilata notturna. I carri non erano l'unico motivo di interesse nella manifestazione. Nel giungere sul percorso si veniva subito coinvolti dalla simpatia di bravissimi artisti di strada, talmente bravi che, purtroppo, seguendo gli uni, ahimè, perdevi gli altri. Questi artisti di strada alla fantasia che permea il carnevale aggiungevano una magia immortale, la magia di chi sembra vivere un gioco che non finisce mai e che subito ti coinvolge. In un baleno tanti nostri bambini venivano arruolati a formare una banda musicale e tutti suonavano diretti magistralmente da questi artisti, una intera famiglia unita a continuare la tradizione da chissà quante generazioni.
Intanto l'attenzione si portava sui carri che iniziavano la loro sfilata. Come non gioire nel vedere la gioventù del Regno di Castella disertare, un sabato di piena estate, viale Ceccarini a Riccione o le discoteche più infuocate della riviera romagnola per dare vita tutti assieme alla festa più ricca di allegria che mai si possa immaginare.
Bellissimo rivedere il carro primo classificato della Società Gallinacci, poi gli Strumne, la Macaria, i Cìno, i Volponi, Qui dal '65, i Ribelli. Ad aprire il grande corteo sempre Lui, Re Fasol ed i suoi cortigiani, poi altri gruppi di chiassosi ragazzi in lunghe sottane, con litri di birra per tutti a lenire il caldo torrido di questa estate. Poi ancora stand di ristoro, a ricordare il colossale impegno di tante serate precedenti nella Sagra del cocomero e del melone, così da ricavare altri fondi per garantire a tutte le società di essere accolte nei capannoni.
Quanta gente si era intanto radunata attorno ai carri, tanta gente dai paesi limitrofi che, magari, in febbraio avevano snobbato il nostro carnevale e con questa occasione in più hanno potuto apprezzare l'arte dei nostri carristi.
Il corso procedeva nel suo lento cammino, con i carri pieni di grandi, fedeli nei costumi propri del tema di ogni carro, ma anche tanti bambini liberi di lanciare, prendere, rilanciare palloni, giocattoli, merendine ed immancabili coriandoli e stelle filanti. Le ore passano in fretta, ormai la manifestazione volge al termine, siamo tutti appagati da questa nuova esperienza, ma coloro che ci hanno offerto la gioia di questa serata hanno in serbo una sorpresa: i fuochi artificiali. Sì, come nella sera canonica del Festone, anche in chiusura del carnevale notturno una pioggia grandiosa di luci dai molti colori ad ornare il cielo e botti che invitano noi, già paghi e pronti a prendere la via di casa, a tornare in pista attorno ai gioielli del nostro carnevale, ai carri, ridendo e scherzando e continuando la festa.
Infine il ritorno e mentre ci si appresta ad andare a letto, in lontananza ancora le voci ed i suoni dei carri che ritornano nei loro grandi e moderni capannoni.
Grazie a voi carristi del Regno di Castella, grazie infinite perché il Decimino, che abiti a Decima o che diventi un forestiero in qualche parte del mondo, sempre porta nel cuore il nostro carnevale e spera che al Cranvêl dla Cisanova non finisca mai. |
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