LETTERE ALLA REDAZIONE
a cura di AAVV
Ai lettori di Marefosca
Il 1982, cioè l'anno della nostra nascita, ci ha reso involontariamente partecipi della contemporanea nascita di Marefosca.
Pertanto oggi, a distanza di 20 anni, cogliamo l'occasione per festeggiare, assieme a tutti i compaesani/lettori e ai collaboratori della rivista, questo anniversario.
Ancora una volta, noi ragazzi dell'82, ci siamo riuniti per festeggiare il 20º compleanno della rivista decimina.
Esattamente dieci anni fa Floriano Govoni è venuto alle scuole elementari per fotografarci tutti insieme, come oggi, per ricordare e fissare nell'immagine questo gioioso anniversario.
Tutti coloro che lavorano per dar vita alla rivista lo fanno con l'intento di mantener vivo il ricordo del nostro paese, offrendo la possibilità ai giovani di conoscere il passato e ai meno giovani di ricordarlo.
Vi promettiamo che fra 10 anni, in occasione del 30º anniversario, con o senza figli, saremo nuovamente tutti riuniti per festeggiare insieme a voi!
Auguri Marefosca, buon compleanno!
Per i ragazzi e le ragazze dell'82 Laura Balboni, Valentina Tesini, Anita Forni, Alida Benini.
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Al sig. Floriano Govoni Direttore di Marefosca
"San Matteo della Decima e la sua gente": questo potrebbe essere il titolo di un intrigante e curioso best-seller, vista la peculiarità di una comunità rimasta profondamente attaccata alla sua cultura e alle sue tradizioni, anche in un mondo dove la fa da padrona la filosofia della mondializzazione e dove una certa cultura fa di tutto per distruggere le radici umane e storiche dei popoli e delle etnie.
E' sempre fortissimo il senso di appartenenza al territorio, alle tradizioni; un sentire "ad escludendum" il rifiutare cioè che le culture esterne soverchino la nostra, ritenendo a ragione (a mio modesto parere) che i valori della tradizione contadina, su cui si fonda la nostra società, siano il miglior antidoto alla sua disgregazione.
Un ruolo fondamentale nella difesa e diffusione di questa cultura lo svolge senz'altro il quadrimestrale "Marefosca" che svolge contemporaneamente un servizio informativo, culturale, etico ed istituzionale che assume ancora maggior valenza in mancanza di iniziative e proposte degli organi istituzionali preposti.
E' doveroso quindi un sincero ringraziamento alla redazione di Marefosca la quale, nonostante il gravoso impegno e le immancabili ingenerose critiche, continua a far pervenire nelle case dei nostri concittadini (anche residenti all'estero) un concentrato, come ho menzionato, di cultura, informazione e tradizione, assolutamente impagabile.
"Sviluppo nella tradizione", mi auguro sia anche per il futuro lo slogan con il quale la rivista vorrà accompagnare i nostri giovani nell'avventura del terzo millennio.
"Marefosca" è stato, ed è, uno strumento indispensabile alla crescita e alla valorizzazione della società decimina.
Grazie Marefoscva.
Ezio Beccari
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Preg.mo direttore,
Approfittiamo, ancora una volta, della Sua gentilezza e disponibilità per proporre la pubblicazione di una lettera di una nostra socia.
Trattasi della signora Paola Forni in Folesani, Decimina "DOC" che, ormai ripresasi da una grave malattia, desidera lanciare un messaggio tramite Marefosca.
Saluti cordiali.
Pubblica Assistenza sede di Decima
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Egr. Signor Direttore sono una volontaria della Pubblica Assistenza di Decima. Desidero far conoscere ai tanti lettori di Marefosca la mia esperienza in tale organizzazione. La sorte ha voluto che, da un giorno all'altro, mi sia trovata dalla condizione di chi é in grado di aiutare a quella di bisognosa d'aiuto. Avevo aderito a detta organizzazione quasi per riempire le mie giornate, certa di fare qualcosa dì utile. Oggi posso affermare che non solo é utile ma necessario. Mentre ero colpita dalla malattia ed aspettavo soccorso, consapevole della gravità di ciò che mi era accaduto, avevo tanta paura, tanti timori, disperavo sulla mia sorte. Il caso ha voluto che un mio soccorritore fosse anche un volontario: Il Presidente della Pubblica Assistenza dì Crevalcore e Decima. La presa di coscienza di ciò, la consapevolezza di essere confortata da persone desiderose di darmi tutta l'assistenza possibile mi hanno aiutata a sopportare e mi hanno fatto sentire calore umano, a mio parere, la prima medicina necessaria.
Il mio messaggio: se qualcuno può dare un po' di tempo della sua giornata, ogni tanto, a questo scopo, se qualcuno vuole aggiungersi ai tanti bravissìmi volontari di San Matteo Decima, sappia che, come a me é già successo, riceverà tanto, tanto di più.
Cordiali saluti.
Paola Forni
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Carissimo direttore,
con grande piacere ho appena visto pubblicato il mio articolo sull'ultimo numero di Marefosca; per me è stata una grande soddisfazione anche perchè mi ha permesso di riallacciare relazioni da anni interrotte. Ricordare quel tempo ormai lontano mi ha fatto sentire ancor più vicina al mio paese natio e alla rivista che leggo con piacere ed estremo interesse.
Ne approfitto della sua disponibilità per fare una rettifica al mio articolo: rileggendo ciò che ho scritto mi sono ricordata che il camion guidato da mio padre, e che trasportava i carichi di patate, non era di "Ciula" ma di un altro proprietario locale. Per correttezza mi sembra importante fare questa precisione, anche se può risultare marginale, ribadendo comunque che l'articolo è stato scritto basandomi esclusivamente sui miei ricordi.
La ringrazio per l'attenzione ed auguro a Marefosca tanti e tanti anni di vita.
Gigliola Tassinari - Bologna
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Ill.mo sig. Govoni,
come preannunciato, Le invio il testo della rettifica alla nota 1, posta in calce al mio articolo pubblicato nel numero di aprile di "Marefosca" (Anno XXI - n. 1 (59), pagg. 59-61). Le sarei grato se potesse pubblicare integralmente e in buona evidenza, per esigenze di correttezza e di rigore.
Sempre disponibile alla collaborazione, colgo l'occasione per inviare cordiali saluti.
Cesare Fantazzini
Di seguito pubblichiamo la doverosa rettifica inviataci dal sig. Cesare Fantazzini.
Il mio articolo recante il titolo "S.O.S alle autorità dal Palazzo Fontana: è un monumento che non deve morire", recava alla nota n. 1 una precisazione sulla proprietà dello stesso palazzo all'epoca in cui, proprio qui, nacquero i fratelli Ubaldo e Gaetano Gandolfi, celebri pittori del secolo XVIII. Tale proprietà apparteneva agli Aldrovandi e non ai Ranuzzi, come alcuni Autori avevano lasciato credere.
A riprova di ciò, la nota riportava integralmente uno stralcio del testo latino (senza traduzione) tratto dalla relazione alla Visita Pastorale compiuta in data 8 maggio 1699 all'oratorio di S. Bartolomeo Apostolo, unito alla stessa Villa Fontana.
La traduzione italiana del medesimo testo non è quella aggiunta dalla rivista, ma la seguente:
L'oratorio situato "nel fondo del Conte e Senatore Aldrovandi fu visitata subito dopo, nel quale si celebra per privilegio di Papa Innocenzo X, di felice memoria, ottenuto il giorno 18 febbraio 1647 e confermato il giorno 12 luglio 1675; nella quale visita fu prescritto di fermare nella mensa (dell'altare) la pietra sacra con gesso o calce, di migliorare la tela cerata (di copertura), di restaurare la facciata dell'altare e in esso di dipingere la croce".
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Nel numero di settembre 2002 abbiamo pubblicato la preghiera riportata nel santino della "Madonna del parco"; per un problema informatico, nel testo mancavano tutte le lettere accentate. Di seguito riportiamo la versione corretta:
PREGHIERA
Madre santissima, regina del Cielo, intercedi per noi, presso tuo figlio Gesù, affinchè esaudisca le nostre preghiere.
Proteggi le nostre famiglie ed assistile nei momenti di maggior difficoltà. Consola gli ammalati, i sofferenti e tutti coloro che non hanno più fiducia nella vita.
Assisti le persone anziane nei momenti di sconforto e di incomprensione.
Veglia sulla nostra gioventù e aiuta gli sposi ad affrontare, insieme, le difficoltà e a condividere le gioie di ogni giorno; dona loro serenità e amore.
Custodisci chi più ha bisogno del Tuo aiuto e dona la pace al mondo intero. Così sia.