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UN PAESE ALL'OPERA
a cura di Morena Malaguti

Ho letto sul numero di settembre di "il Giornale della musica", un interessante articolo firmato da un noto musicologo(1).
Si chiedeva che cosa sarebbe rimasto di questo anno Verdiano; quante delle manifestazioni prodotte dal Festival Verdiano (nato per la ricorrenza),o dai vari teatri avessero contribuito a far conoscere Verdi e le sue opere anche alla "gente comune".

Scrive Marco Beghelli: "...volete sapere come avrei speso io i miliardi giunti a Parma per eseguire (a Parma!) le solite opere di Verdi? Avrei preso:
- una cinquantina di giovani strumentisti che escono preparatissimi dai nostri conservatori e pur non riescono a battere chiodo…
- un coro di 30 elementi...
- una bacchetta altrettanto giovane ma energica e comunicativa, e senza puzza sotto il naso(forse l'elemento piu' difficile da trovare, ma non impossibile)…
- un allestimento scenico che si monta e smonta in 2 ore…
- un manipolo di cantanti solisti …
e dopo un mese di prove sarei partito per cento centri italiani, per quei centri che pur vantando teatri ottocenteschi, non vedono un'opera lirica da 50 anni. Risultato: un centinaio di giovani musicisti che hanno lavorato e si sono portati a casa un dignitoso stipendio; cinquantamila italiani che hanno visto la loro prima opera a teatro..".


Leggendo questo articolo il mio pensiero non poteva non andare alla nostra Traviata del 15 agosto. Dopo quell'esaltante risposta del pubblico, sono sempre piu' convinta che l'esperienza e la competenza musicale si fanno sul corpo, attraverso gli occhi e l'udito, si costruiscono nel partecipare assieme all'emozione che danno gli spettacoli dal vivo; e si fanno anche muovendo la curiosità di andare verso ciò che ancora non si conosce, con il desiderio di comprendere senza chiusure e pregiudizi. Solo in questo modo la musica (e l'arte in genere) rimangono saldamente ancorati nella memoria.
Ho gia' avuto diverse occasioni per ringraziare tutte le persone e le organizzazioni che hanno lavorato assieme a me per rendere possibile l'allestimento della Traviata, ma è solo attraverso le pagine di questo giornale che sono in grado di ringraziare tutto il pubblico che all'opera è venuto e che ha contribuito, con il suo sincero entusiasmo, a ricordarci quanto Verdi e l'opera lirica facciano parte dell'immaginario collettivo e del patrimonio della nostra terra. Sono certa che di tutte le celebrazioni verdiane di quest'anno, il 15 agosto alla Ca' Granda, sarà l'unica che rimarrà scolpita per sempre nella memoria mia e dei miei colleghi musicisti.

Nota
1) Beghelli Marco, Ma 'sto Verdi chi è?, in "Giornale della musica", anno XVII, n. 174, settembre 2001


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