www.marefosca.it | aprile 2008 | Come non farsi invadere dai piccioni
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COME NON FARSI INVADARE DAI PICCIONI
a cura di Valeria Aloisio


“...Ma esiste veramente un rischio di salmonellosi legato a questi animali? ...Da un corposo studio dell’Università di Basilea, spiega il responsabile di ecologia urbana della Lipu Marco Dinetti, “emerge in modo chiaro come i colombi di città non siano pericolosi per la salute umana.
L’analisi di ben 77 studi epidemiologici effettuati in 60 aree urbane, in un arco di tempo di 60 anni, ha evidenziato un solo caso di salmonellosi trasmessa dai piccioni all’uomo.
I rischi per l’uomo sono dunque molto bassi e lo sterminio che regolarmente viene proposto è del tutto ingiustificato”.
Rimane un fatto: questi animali sono davvero tanti e la convivenza diventa difficile. Esiste un modo incruento per risolvere il problema?
“Servono piani di gestione seri” dice Dinetti. Quali? Riduzione del cibo a disposizione (leggi rifiuti), dissuasori acustici (già sperimentati) e mangime specifico, che ne riduca la fertilità.
(Da un articolo di Valeria Aloisio, apparso su “Venerdì” di Repubblica del 28/2/2008)

 

 

Dissuasori per Piccioni

 

 

NOTE DI LETTERATURA DEL SETTORE
Il piccione di città è un animale rinselvatichito derivante dal piccione domestico, che a sua volta deriva dal piccione selvatico. Sebbene quindi il piccione di città derivi da un antenato domestico, esso va considerato come una specie selvatica, sia perché di fatto esso è tornato ad una vita selvatica, sia perché le sue popolazioni sono regolate dalle stesse leggi che regolano l’accrescimento delle popolazioni di animali selvatici.
Il suo stato di animale selvatico è stato riconosciuto dal Tribunale di Torino con la sentenza n. 284/82 del 23 giugno 1983.Come tale esso è protetto dall’art. 2 della legge 11/02/93, n. 157; la sua uccisione o la cattura sono vietate dagli articoli 3 e 18 della stessa legge.
Il controllo per motivi sanitari o per la tutela del patrimonio storico-artistico può essere deciso solo dalle Regioni, di norma mediante metodi ecologici, su parere dell’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, ai sensi dell’art. 19 della stessa legge.
Prima però di domandarsi quali possano essere metodi leciti per contenere e/o ridurre le popolazioni dei piccioni occorrerà verificare se ne esista la necessità. Non ha infatti alcun senso parlare di sovrappopolazione in mancanza di un riferimento ad una popolazione ritenuta ideale, mentre si possono verificare inconvenienti più o meno gravi dovuti alla presenza dei piccioni. Tali inconvenienti possono essere di natura igienico-sanitaria o di tutela del patrimonio artistico.
Gli inconvenienti di natura sanitaria non sono in genere importanti né per gravità né per probabilità.
Qualora tuttavia un Comune ritenesse che gli inconvenienti derivanti dalla presenza dei piccioni fossero così importanti da richiedere un intervento, dovrebbe trovare un mezzo appropriato.
Cattura e uccisione sono vietate dalla legge, ed inoltre non sarebbero efficaci.
È infatti una legge fondamentale dell’ecologia che la grandezza della popolazione degli animali selvatici, e così quella dei piccioni, tenda a stabilizzassi intorno ad un valore detto “capacità portante”, che dipende dalle risorse disponibili (soprattutto cibo e spazio).
Sottrazioni di animali attraverso catture od uccisioni verrebbero in breve tempo compensate dall’aumento della natalità, dalla diminu-zione della mortalità e dall’immigrazione da zone vicine.

 

Piccioni Disegni di Stefano Lin


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