www.marefosca.it | aprile 2007 | Villa Fontana
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VILLA FONTANA
a cura della Redazione





Da tempo Marefosca si adopera per la tutela dei beni architettonici del nostro territorio.
Le strutture da salvaguardare, purtroppo, non sono molte; appunto per questo tutti, indistintamente, dovremmo sforzarci per conservarle possibilmente  nella forma originaria.
Il Palazzo Fontana (Aldrovandi-Marescotti) è uno di queste: si tratta di un bene che, se non ci adoperiamo, è probabilmente destinato alla sparizione o al radicale snaturamento. Come si legge nella lettera che l’avv. Fabio Poluzzi ha inviato a Roma nell’aprile dello scorso anno, all’On. Francesco Rutelli, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, l’edificio è meritevole di tutela per molteplici ragioni, prime fra tutte l’innegabile valore architettonico e originalità del complesso rustico-residenziale, le cui prime notizie risalgono alla metà del ‘500. Il pregio della villa è stato puntualmente sottolineato e riccamente documentato da Alberto Tampellini nel volume “Le dimore dei Signori” nonché, a più riprese, da Marefosca nel corso degli anni in vari articoli.
Inoltre la villa è stata la residenza di alcune importanti famiglie senatorie bolognesi (Marescotti, Aldrovandi, Caprara) e, successivamente, di altri casati come i Grimandi, i De Ferrari e gli Orleans-Montpensier; in questa nobile residenza sono nati Ubaldo e Gaetano Gandolfi, eminenti pittori del ‘700 ed esistono profondi legami fra questo palazzo di campagna ed i riti della civiltà rurale del territorio decimino. Il Ministro ha lodevolmente e in tempi brevi  mostrato il suo interessamento. Infatti nell’ottobre 2006 è pervenuta all’autore della segnala-zione una comunicazione del Soprintendente  per i beni architettonici e per il paesaggio delle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, arch. Sabina Ferrari, contenente una richiesta di informazioni al Comune di S.Giovanni in Peresiceto e una successiva del  Gennaio 2007, a firma della responsabile della direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna, dott.ssa Maddalena Ragni, con cui si comunicava l’avvio di un procedimento, ai sensi di legge, finalizzato alla dichiarazione di inte-resse culturale del complesso architettonico. Proprio in questi giorni è vivace il dibattito a Decima sulla ricerca e realizzazione di spazi pubblici e sulla necessità di certificare una identità anche sul piano urbanistico del  paese.
L’espansione dell’abitato su via Pioppe ha avvi-cinato alla villa la nuova zona residenziale, rendendo plausibile la prospettiva  di una riconside-razione delle potenzialità della villa ai fini di uso pubblico. Un recente intenso passato, fatto di vita comunitaria scandita dai ritmi insieme duri e gioiosi della civiltà contadina, ha avuto qui il suo epicentro. Perché cancellare questo preziosa evidenza architettonica,  questo scrigno di memoria civica in una realtà che non ha quasi altro da offrire, su questo piano, al proprio presente ma soprattutto al futuro dei più giovani? L’identità è fatta anche di luoghi, di muri, di spazi da vivere insieme interrogandosi sulle proprie matrici esistenziali.
E’ quanto Marefosca sottolineava già nel numero di dicembre evidenziando che esiste già un pro-getto completo ed esecutivo volto ad adibire la villa a complesso residenziale  basato sull’ampia volumetria  della villa e sulla sua trasformazione nel senso precisato.Esprimiamo l’auspicio che ciò non accada e che vengano individuati percorsi e soluzioni  volte a salvaguardare questo importante bene culturale e la sua naturale vocazione pubblica al di là della sua attuale situa-zione proprietaria. E’ utopistico quest’auspicio? Speriamo di no, anzi crediamo che l’Amministrazione comunale, il Consorzio dei Partecipanti di Persiceto e diversi imprenditori locali, che hanno già dimostrato grande sensibilità in altre occasioni, non resteranno sordi al nostro “accorato” auspicio.



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