| www.marefosca.it | aprile 2007 | I scucmai - onimastica locale tra il xix e il xx secolo (4a parte) | ||||||
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Rafanén – Personale di Raffaele Ferrari (n. 1902). Risiedeva all’Arginone. Raici – Personale di Luigi Manfredini fu Alfonso, fratello di Enrico. Ranchìna – famigliare della famiglia Cotti. Ricordiamo Ilario (n. 1917). La famiglia risiedeva all’Arginone. Rasmén – Personale di Erasmo Beccari (1914-1991, della stirpe Dla Maricónda. Risiedeva alla Pieve di Decima. Rastêl (Cancello) – Personale di Giuseppe Tassinari (Pino), meccanico a Decima (1909-1986). Revolver (Rivoltella) – Personale di Ivo Zabini (1901-1996; segantino e maestro d’ascia. Rilli – Personale di Anello Bussolari (1911-2002), della stirpe dei Cioni dell’Arginone. Risiedeva in via Foscolo. Rimlén (Piccola quantità di crusca) – Famigliare di un ramo dei Forni; ricordiamo Silvio (1907-1979). Rivera – Personale di Loris Manfredi (n. 1932) di Armando. Ròca – Famigliare del casato di Adelmo Poluzzi (1918-1974). Rommel – Personale di Romeo poluzzi (1912-1981), della stirpe dei Pataiòn. Rufòn – Famigliare di Gaetano Zini (1885-1994, padre di Giuseppe (Giaplén), Guido (Pìto), ecc. Rumanén – Personale di Romano Cantori (1927-1978). Risiedeva in via Ferranti. Rumghén – Personale di Quinto Bencivenni (1915-2000), della stirpe dei Bamburêl. Risiedeva in via S. Cristoforo. Rurù – Personale di Mario Montaguti (1911-1964). In una zirudella di Onelio Canelli (Al nèigher) per indicare una persona scarna e magra scrisse: “Un quêl mègher, mègher come i pî ad Rurù”. (Una cosa magra, magra come i piedi di Rurù). Sandrétti – famigliare attribuito ad Alessandro Pagnoni e alla sua di-scendenza. Ricordiamo Armando Pagnoni (1906-1997). Sartén (Sartino) – Personale di Ugo Nanni (1888-1968. Esercitava la professione di sarto e barbiere nella bottega di Viale della Stazione. Ebbe tre figli: Fernando (n.1918), Renato (n. 1923) e Bianca (n. 1930). Scanapàn – Soprannome attribuito a più persone, proverbiali per il grande appetito. Ricordiamo il gestore di un noto forno di Decima e Roberto Malaguti (n. 1908), di professione falegname. Risiedeva in via Cimitero Vecchio. Scavzòn – Famigliare di Ernesto Ottani (1869-1947) fu Giuseppe, poi esteso ai figli Francesco, Amedeo, Alceste, Libero, ecc. e alla loro discendenza. Scètt (Schietto) – Personale di Callisto Bencivenni (1908-1989), carrettiere e commerciante di foraggi. Apparteneva alla stirpe dei Bamburêl. Schécc (Naso schiacciato) o Schicén – Famigliare di Antonio Nicoli (1890-1960), detto anche Pirutén. Il soprannome fu esteso anche ai figli Giuseppe (1916-1981), Ferdinando (n. 1920) e Giovanni (n. 1927). Schék – Personale di Alfio Melloni (1928-1998) di Marino, appartenente alla stirpe dei Puzén. Sciancòn (Spaccatutto) – Personale di Didimo Marchesini (1912-1991) fu Giovanni (Vani). Scràna (Sedia) – Famigliare di Giuseppe Bencivenni (n. 1897), della stirpe dei Bamburêl. Sculazabòt (Schiaffabotti) – Attribuito alla famiglia dei Ferioli, mezzadri, che subentrò ad Azzolino Marchesini e f.lli, nel dopoguerra, nella conduzione di un podere della tenuta Fontana. Scuriòn (Grossa frusta) – Personale di Ferdinando Nicoli (1913-1960), Niculén. Serafèt (Serafino) – Famigliare di Serafino Beccari (n. 1780); attribuito poi al figlio Agostino (n. 1809), al nipote Serafino (n. 1855) e a Vincenzo di Giovanni e a tutta la discendenza. Sfarén – Personale di Costante Cotti (1919-2000) fu Luigi, q. Zefferino. Apparteneva alla stirpe dei Farèt Bulògna. Sgaravlén (Piccolo grappolo d’uva) – Personale di Ferdinando Bussolari (n. 1860), fu Giuseppe, q. Angelo, olim Francesco. Spesso, questo soprannome veniva attribuito al fratello Agostino. (1859-1937). Sgarzèta – personale di Guerrino Scagliarini (1915-1996), fu Ercole, q. Giuseppe, olim Luigi; apparteneva alla stirpe Dla Chichéna. Risiedeva in via Pironi Sgnurén (Signorino) – Famigliare della stirpe dei Tassinari; ascendenti e discendenti di Aldo, Flaminio, Cesare, ecc. Di origine centese, da due secoli risiedono a Decima. Sguciaròn – Famigliare di Angelo Bussolari (1896-1978) e tramandato ai figli Romolo, Ezio, ecc. Risiedeva in via Bevilacqua. Sguezàr (Svizzero) – Famigliare di Delmo Nicoli (1914-1984), fu Enea e tramandato ai figli e nipoti. Sigi – Personale di Alfredo Forni (1907-1981, fu Angelo, della stirpe Dal Bersagliêr. Il soprannome fu poi esteso anche ai figli. Simòn (Simone) – Famigliare del casato dei Testoni e il soprannome deriva da un avo di nome “Simone”, vissuto nel ‘700. La discendenza è molto numerosa ma i più noti, vissuti a Decima, sono: Gualtiero (1905-1977) e Michele (1917-1998). Sincêr (Sincero) – Personale di Gino Bergonzoni, fu Carlo; apparteneva alla stirpe dei Brasén. Risiedeva nella tenuta Fontana e, nel 1946, si trasferì a Bologna. Sìro – Famigliare; il soprannome fu attribuito ai discendenti di Siro Castelvetri: Giuseppe (n. 1810), Ettore (n. 1834), Siro, Enrico (1891-1971), Ettore, fratello di Enrico (1907-1977) ed ai figli di questi ultimi. Slêr (Sellaio) – Personale di Enrico Morisi (1871-1958). Nel proprio negozio artigianale produceva selle e finimenti per equini; inoltre vendeva giornali e riviste. Snèca – Personale di Secondo Nicoli, fu Angelo (n. 1925); risiedeva in via Marescotta. Spartùra – Personale di Antero Scagliarini (1913-1998); apparteneva alla stirpe dei Varistoni. Spirindiòn (da Sperindio) – Famigliare di un casato dei Serra, di via Ferranti. Ricordiamo Vincenzo Serra, quindi Remo, Bruna, ecc. Splendòur (Splendore) – Personale di Enrico Bonasoni, detto anche Bunasén, residente in via Calcina Nuova. Spulvrâz (Polverone) – Famigliare del casato dei Borsari. Discendenti ed ascendenti di Domenico (1915-1991), di via S. Cristoforo. Squarcén (Coperchietto) – Famigliare di Silvio Scagliarini ed i suoi avi Luigi e Paolo. Risiedeva in via Casetti, poi in via Tassinara; infine si trasferì ad Argelato. Ssantón (Sessantuno) – Famigliare della famiglia Fregni; ricordiamo Amedeo ed i figli Colombo, Francesco, Giannino, ecc. Stalfèst (Queste feste) – Famigliare di Massimiliano Nepoti (1875-1953) ed esteso poi al figlio Giovanni e ai nipoti Ezio ed Oreste. Stanghèt (Bastone) – Famigliare di Ferdinando Bencivenni (1869-1948), fu Domenico, esteso ai figli Giuseppe (Coca), Ernesto, Silvio ed ai rispettivi nipoti. T Tâcc (Tacco) – Personale di Giuseppe (Iusfèt) Forni (1899-1972). Tàia (Taglia) – Personale di Transval Galetti (n.1922) fu Giovanni. Taldi – Personale di Aldo Cotti (n. 1897), fu Antonio (Tugnén Magrén). Il fratello di Aldo, Silvio Magrén era soprannominato anche Zepen. Taliàn (Da un avo di nome Vitaliano) – Familiare di Attilio Risi (1902.1978) ed esteso, in seguito, anche ai figli. Tano (Diminutivo di Gaetano) – Personale di Gaetano Petazzoni (n. 1926), fu Pietro (Garmeld). Risiede in via Castelvecchio. Tan-tan – Personale di Aristide Benazzi (1907-1964), di Vincenzo. Tanùla – Famigliare di Gaetano Zuffi (1873-1946), fu Vito. Fra i vari figli, il primogenito fu Vito (1907-1960). Tavàn (Tafano) – Personale di Renato Scagliarini, fu Lino. Risiedeva in via Casazza. Tenènt (Al) – Personale di Medardo Fiorini; risiedeva in via Castelvecchio. Teo – Personale di Evaristo Govoni (n. 1908), di Raffaele. Risiedeva in via Virginia. Tidén (Diminutivo di Aristide) – Personale di Aristide Bonasoni (1907-1992), fu Danio. Gestiva l’osteria di via Cento, ora “Trattoria Bonasoni” gestita dai figli Sandro ed Ulisse. Tigèl – Personale di Ezio Tinti (1920-2005), fu Raffaele. Tóso (Ragazzo) – Personale di Luciano Bencivenni (n. 1928), fu Alfonso; appartiene alla stirpe dei Banburêl. Tòti – Personale di Franco Vandini (n. 1944). Toto – Personale di Alfredo Bongiovanni (n. 1921), fu Lodovico. Detto anche Al sòurd. Toto – Personale di Costanzo Cotti (1939-1997), fu Paolino (Faròn), della stirpe di Farét Bulògna. Risiedeva in via Virginia. Trécc – Personale di Walter Baraldi (1926-1975), fu Andrea. Tribulén (Diminutivo di tribolo) – Famigliare di Giuseppe Manganelli e dei suoi discendenti: Alfonso, Ferdinando, Elio, Marino, ecc. Risiedeva nella tenuta Fontana. Trintén (Trentini) – Famigliare attribuito ad Elio Malaguti di via Samoggia Vecchia, poi esteso ai figli Franco e Luciano. Il soprannome deriva dalla madre di Elio, una Trentini, moglie di Valentino Malaguti. Trintòn – Personale di Giuseppe Trentini, fu Antonio, deceduto nel 1915, di professione carrettiere. La figlia Maria ebbe tre figli: Argilio, Alfredo e Enzo Minezzi (1916-1995). Risiedevano in via Marmo. Trùman – Personale di Romano Bertocchi (n. 1944), ora residente a Caracas.(Venezuela). Trungén – Famigliare di Adolfo Cantori (1887-1952), esteso poi ai figli Tonino, Franco, Giovanni. Tucén (Intingolo) – Personale di Albano Bonzagni (1913-1990). Tugnazéna – Personale di Antonio Quaquarelli, fu Andrea; risiedeva in via Marmo, in casa Michelini. Tugnén dal rôb dòulzi (Antonio delle robe dolci) – Personale di Antonio Restani (1899-1961), fu Augusto, della stirpe dei Zulén. Tugnèt dla Chichéna – Personale di Antonio Forni (1882-1960), fu Alfonso. Imprenditore di attività con macchine agricole. Tugnòn dla Scagnóla (Antonione della povertà) – Personale di Antonio Tassinari, risiedeva in via S. Rocco. Perì in un incidente nell’immediato dopoguerra. Un suo fratello era chiamato Al gôb dla Scagnóla. Turén (Torino) – Famigliare di Gaetano Bellotti (1871-1944), esteso poi ai figli Carlo e Mario (Marinòn). Risiedeva in via Levratica in un podere di proprietà dei sigg. Bonora, poi ceduto al sig. Cesare Vecchi. Tuscàn (Toscano) – Personale di Adolfo Forni (n. 1915), residente in via Bevilacqua. U Ulènd (Olindo) – Soprannome derivato da Olindo Capponcelli, fu Luigi, q. Olindo, esteso a tutti i discendenti: Olindo (1920-2004), don Giuseppe (1918-1988), Primo (1923-2002), Secondo: (n. 1923) e ai rispettivi figli. Umòn (L’) – Personale di Dino Sofritti (1899-1972). Urtlàn (L’) – Soprannome attribuito ad alcuni ortolani di Decima: Davide Serra, Clelio Manganelli (Murèt), Biagio Poluzzi (Al gôb). I più noti sono i seguenti “Serra”: Giuseppe - Peppino dl’Urtlàn (1902-1990), Umberto – Bérto (1909-1992), Gaetano – Gaitanén (1904-1989) e Carlo. Usdén – Personale di Oside Cocchi (1937-2003), fu Pietro. V Valencia – Personale di Demetrio Venturosi (n. 1926), fu Ivo. Valintòn (Valentino) – famigliare di Valentino Forni. Soprannome che ricorre sovente in questo casato. Ricordiamo un Valentino (n. 1888), fu Giovanni e il fratello Medardo (n. 1908); abitavano in via S. Rocco. Attualmente hanno questo soprannome i fratelli Alfio (Imprenditore edile), Ezio, Giovanni e la loro discendenza. Vàni (Diminutivo di Giovanni) – Personale di Giovanni Marchesini (1883-1963), fu Ferdinando. In gioventù abitava nella tenuta Fontana. Varistoni (Da Evaristo) – Famigliare di Evaristo Scagliarini, fu Massimiliano, q. Romano, olim Sebastiano ed esteso ai suoi discendenti. Ricordiamo Fioravante (Detto Brutto Bambino), Luigi-Luigio (1888) e Ferdinando. Ancora: Aldina (n, 1922), Quinto (n. 1918), Raimondo (n. 1916), Evaristo (n. 1912), Antero (n. 1913), Albino (n. 1926), Raimonda (n. 1920), Giulietta (n. 1930), Alfia (n. 1932) e Romeo (n. 1930). Vicén (Diminutivo di Vincenzo) – Personale di Vincenzo Passerini (1903-1965), padre di Diogene (Bògoli). Vìda (Vite) – Personale di Olindo Vandini (1920-1987). Villanova – Famigliare di Argio Petazzoni (1887-1972) esteso poi al figlo Duilio (1916-1976) e alla figlia Duilia, moglie di Remo Gorni (Dû ân). Viturién (Diminutivo di Vittorio) – Personale di Vittorio Luppi (1884-1961), fu Leone, di professione calzolaio ambulante. Vlègn (Veleno) – Personale di Franco Melloni (1925-1976), fu Marino. Vovo – Personale di Alfredo Minezzi, fu Angelo, della stirpe dei Trintén. In gioventù risiedeva al Casetto. Vréto – Personale di Vereno Vecchi (n. 1926), fu Angelo. Apparteneva alla stirpe dei Cicèla. Z Zànca (Trampolo) – Personale di Giovanni Bencivenni (n. 1937), fu Romano, della stirpe dei Bamburêl. Zanèla – Personale di Nildo Vitali (1904-1986). Zanén dla Chichéna – Famigliare di Giovanni Scagliarini (1890-1945) ed esteso, in seguito, ai figli: Luigi (Léle) (1913-1992), Edmondo (1919-1940), Marcello (1922-2002), Claudio (Bàco) (1927-1998), Elio (Cisiàmo) – Caròza) (n. 1924), Antonio (1936). Zàro – Personale di Cesarino Bonasoni, fu Ivo (n. 1934). Risiedeva in via Calcina Nuova. Zéco – Personale di Franco Cotti (n. 1923), fu Turibbio. Risiede in via Cento. Zepén – Personale di Silvio Cotti (1907-1974), fu Antonio (Tugnén Magrén); fratello di Aldo (Taldi). Era detto anche Silvio Magrén di professione carrettiere. Zèpo – Personale di Silvio China (1902-1997) di professione carrettiere e, in un secondo tempo, agricoltore. Zèvar (Cefalo) – Personale di Vincenzo Benazzi, fu Alessandro, q. Vincenzo, olim Giacomo. Dal 1800 al 1950 si alternarono, per sei gene-razioni, due nomi: Vincenzo ed Alessandro. Dall’ultimo Vincenzo discendono: Danio (1904-1968), Aristide (Tan-Tan) (1907-1964), Guido-Guidòn (1912-1993). Zindròn (“plus” genero) – Personale di Pellegrino Vaccari, fu Vincenzo, marito di Teresa Zini, fu Cesare, q. Luigi, detta Tirisién. Risiedeva in via Virginia. Zinzèla (Zanzara) – Personale di Alfredo Zuffi (n. 1896), fu Alfonso, q. Vito, di professione segantino e maestro d’ascia. Zipariàn (Cipriano) – Famigliare di Cipriano Bencivenni (1824), dal quale discende Carlo che ebbe i seguenti figli: Giuseppe (Iófa), Maurizio (1904-1982), Merum, Secondo e Nerina che sposò Ferdinando Nicoli detto Scuriòn. Ziréli – Famigliare di Armando Capponcelli (1893-1971) ed esteso, in seguito, ai figli. Zivulén (Cipollino) – Famigliare di Agostino Beccari e, in seguito, esteso ai figli Ferdinando (Detto Bìbo) (1923-1980) Michele (detto Donato) (1914-1968), Quinto (Al Biònd), Aroldo (Detto Re), Virginia, Maria e alla loro discendenza. Dei nipoti di Agostino ricordiamo Cesare e Giovanni (n. 1953) “il geometra”. Zòla-Galén – Famigliare di un ramo dei Serra dei quali ricordiamo Silvio (1919-1998) e Giulio (1920-1989) detto Gamba. Risiedevano in via Nuova. Zoléta – Famigliare di Angelo Nicoli (1899-1986) ed esteso, in seguito, alla sua discendenza. Risiedeva in via Barbieri. Zulén – Famigliare di Augusto Restani (1864-1942), esteso, in seguito, ai figli Vincenzo, Alfredo, Antonio, Silvio, ecc. soprannominati anche i “Zulén dla Mora” perché abitavano in località “La Mòra”. Zulén (Azzolino) Personale di Azzolino Forni (1916-1993), fu Antonio, fratello di Leonida e figli di Tugnèt dla Chichéna. Errata corrige Per esplicita richiesta della sig.ra Imelde, vedova del sig. Giuseppe Palavanchi, si precisa che il soprannome a lui riferito significa “piedi grandi” e non “enormi” come erroneamente è stato riportato nel numero di Marefosca n. 3(73), Dicembre 2006. |
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