Corre l'anno 2005 e quelli nati a Decima nel 1955 compiono 50 anni. Come non ricordarli insieme? Come non desiderare di rivederci.di curiosare dentro questi cinquanta anni.E così ci siamo cercati, ci siamo trovati e abbiamo trascorso un'inaspettata serata insieme. La celebrazione della S. Messa per ricordare quelli che ci hanno lasciato (Iglis-Alfonso-Claudio), la cena dove abbiamo pensato a quelli che non hanno potuto essere presenti (Fabrizia-Lorenza-Lidia-AnnaRita-Tiziana-Pia-Simonetta-Susanna-Sandra-Fabiano-Maurizio), scusandoci per quelli di cui potremmo esserci dimenticati. Insieme con la voglia di ascoltare e parlare, di cantare, ridere e ballare...una serata davvero speciale dove non sono mancati i ricordi, anche scritti, di chi ha voluto "fissare" innocenti anni. Ci siamo dati l'appuntamento fra cinque anni, per festeggiare insieme i "55 dei nati nel 1955". Come potrebbe essere diversamente?
Lasciamo riflettere anche i lettori su uno dei tre scritti letti durante la serata, che sono stati singolarmente confezionati e donati a tutti i presenti.
Quelli dell'anno 1955
12 marzo 2005
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Là dove nasciamo, dove cresciamo, dove gio-chiamo, dove studiamo. Là da dove partiamo, da dove emigriamo, dove torniamo, dove lavoriamo.. Là dove si è figli, dove sono nati i no-stri figli, dove si diventa genitori, dove si diventa nonni. Capelli neri, argentati, imbiancati. Tanti e pochi. Qualche chilo di più, qualche nuova ruga a segnare il trascorrere inesorabile di un tempo prezioso ed avaro... Fili bianchi fra i capelli ad imbiancare i tanti pensieri. Con le stesse certezze e nuove incertezze. E ancora tavole imbandite sulle quali ricordare, sulle quali sorridere e scherzare.. Giovani/non più giovani. Pensieri accarezzati dai sorrisi dei nostri figli, dalla stretta di mano di altri amici, di nuovi amici... Di questi anni uguali e diversi. Di tanti anni mai uguali a ieri. I ricordi, la voglia di esserci ancora, di ripetere il rito della cena, del ritrovarsi, dello stare insieme per non dimenticare...per riallacciare fili di ricordi, i giochi nei cortili, sulle strade buie illuminate dalle nostre piccole grida e dalle lucciole ai lati dei fossi. I giochi sui maceri ghiacciati. L'asilo delle suore (Suor Roberta.Suor Luisa.Suor Elena). Il sapore del latte la mattina. I grembiuli a quadretti rosa e azzurri a distin-guere i bambini dalle bambine.e poi i grembiuli neri della scuola elementare con i fiocchi che cambiano colore ogni anno che passa a distin-guere il trascorrere del tempo scolastico.e qualcuno ha conservato quel fiocco per più di un anno.. E ancora noi o alcuni di noi seduti sui banchi di scuola. Maschi - femmine - misti. Le prime infatuazioni, i primi rossori, i primi turbamenti.grandi sentimenti dentro piccoli cuori... Le bambine timide e quelle no. La prima sigaretta fumata lungo l'argine del Reno e nascosta all'occhio vigile di un aeroplano. Le merende a scuola...Quelli più bravi e quelli no. Ma tutti amici, legati da un sentimento romanticamente infantile.
Nati e cresciuti. Siamo andati e siamo tornati. Ci siamo sposati e ci siamo lasciati e a volte risposati. Ci siamo allontanati.. Una foto a confronto. 50 anni trascorsi percorrendo strade - autostrade - mari - montagne - pianure. Oppure siamo rimasti sempre qui, in questo paese, così grande quando eravamo piccoli, così piccolo quando siamo cresciuti. Certo mai ci ha lasciato il pensiero di un paese amato, rinfrescato sempre nella memoria. E' a questo paese che dobbiamo la nostra conoscenza, la nostra speranza di vita. E' a questo paese che ci lega il ricordo dei nostri familiari.
E' per questo che abbiamo impiegato tanti anni per decidere di rivederci...
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