www.marefosca.it | Aprile 2005
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INSIEME PER RINVERDIRE TANTI RICORDI
a cura di Amerini Antonella

Che cosa faranno Sergio e Corrado? Dove saranno finite Raffaella e Luisa? Che faccia avranno oggi Vittorio, Oriano, Guido e tutti gli altri? E il maestro Amerini così bravo da non poterlo dimenticare? Succede di non vedersi più anche in un piccolo paese, dove le vite continuano a sfiorarsi, ma prendono strade diverse.

Don Carlo Gallerani, Silvia Fantuzzi, Teresa Passerini, Vincenzo Minarelli, ex alunni del maestro Dino Amerini della scuola elementare di San Matteo della Decima, hanno pertanto deciso di fare un regalo di compleanno al loro ex insegnante contattando tutti gli studenti che avevano ricevuto i suoi insegnamenti nel primo dopoguerra, persone di età diverse, ma uniti dall'indelebile ricordo del periodo trascorso fra i banchi di scuola.

Un lungo lavoro di ricerca che il 14 dicembre 2003, giorno dell'ottantesimo compleanno dell'insegnante, ha portato 60 bambini ormai cresciuti davanti alla chiesa di San Giovanni Battista a Gaggio di Piano.

Non capita facilmente ad ottantenni di ricevere l'abbraccio dei propri ex alunni, di ritrovare nei volti modificati dal tempo l'affetto immutato degli allievi di oltre quarant'anni fa. Baci, abbracci e stupore nel vedersi un po' diversi ma, tutto sommato, con lo stesso sguardo di quei fanciulli che frequentavano la scuola elementare negli anni cinquanta.

Molti abitano ancora nella stessa zona; qualcuno si era visto talvolta di sfuggita, altri proprio mai. Già durante l'omelia don Carlo Gallerani ha voluto rendere omaggio all'insegnante spiegando ai bambini di oggi, presenti alla messa, quanto siano stati importanti, per lui e per i suoi ex compagni di scuola, gli insegnamenti ricevuti.

Poi tutti insieme hanno ricordato i vecchi tempi fra risate e "zirudelle". All'amarcórd mancavano solo i pochi trattenuti altrove per impegni familiari ed il pensiero di tutti è andato a quelli che purtroppo hanno già lasciato questa vita terrena.

Oggi hanno tutti fra i 50 e 60 anni, con moglie, figli, in alcuni casi nipoti, e concordano nel ritenere che i risultati ottenuti nella loro vita siano da attribuire al "Maestro Amerini", come tutti loro amano chiamarlo, e a quel suo modo di insegnare attraverso esperienze concrete.

"La vita ha portato ognuno di noi ragazzi a percorrere strade diverse, - ha detto don Carlo Gallerani - intraprese in base alle nostre scelte, alle necessità ed alle inclinazioni personali, sino ad un punto in cui ci si ritrova ad essere "grandi" e, guardando indietro, ci si rende conto che quei semi, immessi con competenza e passione nella nostra mente e nel nostro essere, non sono stati spazzati via o soffocati dalla polvere del tempo. Anzi, sono incredibilmente cresciuti ed hanno contribuito enormemente a fare di noi quello che siamo. Per il maestro la sua non era una professione ma molto, molto di più: una passione, un modello di civiltà e di vita che ha cercato di trasmettere con grande entusiasmo ai suoi studenti, partendo dalla ferma convinzione che il compito di un insegnante sia quello di forgiare il carattere dei suoi allievi e di trasmettere loro quei valori che sono alla base del vivere etico".

La commozione ha raggiunto il massimo livello quando è stata consegnata all'insegnante una pergamena riportante le firme di tutti i presenti, un orologio d'oro da taschino con dedica e una foto di quei bambini che per primi, nel 1951, vissero la propria esperienza di scuola elementare al fianco del maestro.

L'insegnante ha ringraziato con un discorso durante il quale ha rievocato alcuni momenti trascorsi in quegli anni e non ha mancato di fare i complimenti specialmente alle alunne, indicandole come "le ragazze più carine dell'intera provincia"!

"Mi ha fatto piacere sapervi in salute e tutti per una propria strada. Di questi tempi non si sa mai - ha dichiarato il maestro - Già in altre occasioni i ragazzi di Decima avevano organizzato incontri, ma questo è "particolare" perché per la prima volta, proprio nel giorno del mio ottantesimo compleanno, mi hanno voluto regalare la gioia di rivedere i miei ex allievi che ricordo ancora nei banchi delle mie classi. In quella scuola ho trascorso 12 anni e non posso dimenticare quei visi. I tratti sono rimasti quelli, anche se ora li ritrovo genitori o addirittura nonni. Come in ogni classe, c'erano i timidi, gli esuberanti, i discoli, ma in fondo erano tutti bravi. La scuola è cambiata molto: nel modo di farla e di gestirla, nei   programmi. Allora in classe un solo maestro bastava e, in fondo, era positivo; oggi i bambini devono fare i conti con tre, quattro e anche cinque insegnanti, e questo li disorienta".

Calato il sipario sulla rimpatriata, gli ex allievi ed il loro maestro sono tornati a casa con in testa mille pensieri e con il cuore pieno di quella gioia che solo momenti di questo tipo riescono a regalare, uniti dal desiderio di ripetere al più presto l'esperienza.

Il "Maestro Amerini" si è munito di carta e penna per descrivere la giornata trascorsa, appuntando così su un libretto le proprie emozioni. Uomo d'altri tempi.


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