www.marefosca.it | Aprile 2002
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DECIMA E LA SUA GENTE
a cura di Floriano Govoni

I ragazzi della parrocchia di Decima organizzano, in occasione del Natale e di Pasqua, spettacoli di intrattenimento ludico-catechetico nei quali, sempre più, prevale l'improvvisazione e la mancanza più assoluta di ambientazione scenografica.
I testi, rigorosamente scritti dai catechisti e dai ragazzi, anche se, a volte, di buona fattura non sono per nulla sostenuti da una adeguata recitazione/interpretazione; non credo che ciò avvenga per mancanza di attitudine e di buona volontà ma semplicemente perchè nessuno si cura di insegnare ai ragazzi le basi elementari necessarie per "calcare la scena".
Peccato, perchè Decima vanta una tradizione teatrale non indifferente che ha avuto e continua ad avere lusinghieri successi attraverso la "Compagnia del Teatro di Decima Agostino Bongiovanni".
Con queste considerazioni non si intende "tarpare le ali" ai giovani e ai ragazzi della parrocchia, ma semplicemente è un invito a curare maggiormente gli spettacoli che intendono rappresentare, avvalendosi della collaborazione di coloro che hanno acquisito competenze in materia.
L'immagine che pubblichiamo in questa pagina (foto n. 1) è un esempio di come gli organizzatori abbiano saputo ben ambientare gli spazi scenici; la foto è stata scattata nel 1956, nel teatro parrocchiale, in occasione dello spettacolo musicale "Il microfono è vostro" e ci preme far notare, innanzitutto, l'attenzione e la cura che gli organizzatori riservarono agli aspetti scenografici costituiti dall'appropriato fondale, dipinto da Gaetano Serra e dal pentagramma in primo piano, con le note color oro su sfondo bianco, che delimitava lo spazio scenico. Inoltre l'abbigliamento dei cantanti, anche se inevitabilmente datato, sta ad indicare l'importanza che veniva attribuita allo spettacolo da parte dei "partecipanti dilettanti".
Sul palco sono riconoscibili (da dx a sx): Luciano Meletti, Enrico Cantelli, ..., Pritoni, Giovanni Gilli, .....; adiacenti al palco: Bruno Scagliarini, Sanzio Forni e Romeo Manzi.
Le foto n. 2 e 3 (riportate nella pagina seguente) sono state scattate da Giovanni Nicoli, in occasione di un matrimonio. Giuseppe Castelvetri, meglio conosciuto con il soprannome "Jófa dal Livrén", tiene banco raccontando, ad un gruppo di commensali, una delle sue salaci barzellette.
L'eclettico e spassoso personaggio, venditore ambulante ed esperto suonatore di armonica a bocca, era rinomato, in tutto il circondario, come "barzellettiere". Le immagini che presentiamo lo riprendono durante e subito dopo averne raccontata "una delle sue". Sono riconoscibili (da sx a dx): ... , Jófa, ..., Libero Poluzzi.
Nelle foto n. 4 e 5 sono riportate due belle immagini eseguite "in studio" dal fotografo Ardizzoni di Cento. Nella prima posano, per la foto ricordo, una coppia di sposi (Adis Forni e Luciana) ed i testimoni (Alfio Capponcelli e Paolina Forni) impeccabili sia nei vestiti che nel portamento.
Il sorriso misurato ma suadente, la sposa con il "paltoncino" (soprabito) bianco e gli uomini (uno di essi con la sigaretta fra le dita) con il vestito a doppio petto ed il fazzolettino che spunta dal taschino: sono questi gli elementi caratterizzanti di un periodo ben definito, l'inizio degli anni '50.
Anche nella seconda posano, per la foto ricordo, una coppia di sposi (Rino Capponcelli e Franca Forni) ed i testimoni. Il gruppo, disposto in modo classico, senz'altro su indicazione del fotografo, rispecchia le stesse caratteristiche della foto precedente. Simbolica ed interessante la panierina di garofani in primo piano che caratterizza l'evento.
La foto è datata 4 novembre 1953 e, come si è detto, è stata scattata "in studio", come dimostrano le ombre sullo sfondo, dovute ai fari elettrici.


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