www.marefosca.it | Aprile 2002
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UN CARNEVALE IN GRANDE RIPRESA
a cura di Fabio Poluzzi

Mentre mi affanno verso Piazza delle Poste, sento aumentare di tono l'inconfondibile voce di Franco Beccari che, dal palco, sciorina i nomi delle società carnevalesche in lizza.
A stento regge il mio passo, avvolto in una sorta di toga nera, un trottarellante emulo di Harry Potter. Il simpatico maghetto strappa oscar esibisce un paio di occhialetti e l'inseparabile bacchetta magica con cui minaccia la sorellina vestita da cucciolina di dalmata.L'effetto è quello di innervosirla terribilmente mentre è assisa nel suo passeggino.
Incrociamo il carro del Re, sempre più barbuto e possente. I Mambróch, cui si deve l'allestimento reale, hanno optato per una cornice jazzistica. Una godibile band esegue un motivetto scacciapensieri mentre dal carro piovono gadget di ogni genere. Fanno impressione, in un angolo della piazza, due statue di schiuma e cioè due bimbi così ridotti dagli spray spietati di un gruppo di incursori.
Raggiunto il palco "della stampa", insolitamente spazioso, incrocio il sorriso di una giovane giurata, la stessa dell'anno scorso.
Del resto il copione che si preannuncia è quello rassicurante e oliato di ogni anno pure se nell'inesauribile multiformità dell'invenzione creativa. Dietro di me una "batteria" di macchine fotografiche e telecamere è pronta ad immortalare ogni cosa. Dal mio privilegiato punto di osservazione, cui ha avuto accesso anche una allegra brigata di amici del già citato Harry Potter, seguo il dispiegarsi dell'inarrestabile macchina organizzativa cui si devono i tempi e i modi della sfilata. Nei mesi precedenti il popolo dei sodalizi carnevaleschi ha lavorato sodo, mettendo in gioco ogni abilità, ogni energia creativa, nei cantieri allestiti dentro la "cittadella dei capannoni". Mogli e mamme hanno ideato e cucito i costumi, mentre i giovani animatori dei carri hanno pregustato il momento della passerella dentro i loro abiti colorati. Senza dimenticare la "fatica" dei poeti delle zirudelle intenti ad intrecciare le loro rime piene di satira velenosa.
E' solo il 13 febbraio di un arido inverno pieno di targhe alterne, ma c'è tanta luce e non fa particolarmente freddo.
Tutto è pronto: ciack!


Re Fagiolo di Castella

Valerio Bencivenni, se non fosse Re Fagiolo potrebbe interpretare Cavaradossi nella Tosca. Il fisico è quello! C'è poco da fare. Re Fagiolo/Cavaradossi proclama il suo editto e apre con una considerazione al tempo stesso esistenziale e fatalista. Si succedono infatti incessanti le ore e i giorni mentre il mondo gira verticosamente dentro e fuori dal Regno di Castella in una sorta di tarantella cosmica che porta con sè ogni cosa.
Poi passa a considerazioni geopolitiche: anche la "Castella" è ormai parte dell'U.E. e il suo sovrano ha sostituito le tradizionali monete con l'Euro, non diversamente da quanto avvenuto per le altre valute europee, anche se nell'animo del monarca cova l'intenzione di coniare autonomamente nuove monete per ovviare agli inconvenienti degli "spiccioli"...

Ma Re Fasôl c'al n'ha 'brà pòra
da st'impéc al v'tìra fòra:
e presto dunque a farò coniêr
na muneida, granda, ed fêr
nichiléda o tucê in dl'arzènt
fàta apòsta par la mî zènt
con ed drî, un bêl fazòn
quel dal Re, Re Macaròn.


Un monarca aperto all'Europa come Fagiolo, pur se con qualche accento nostalgico come si è detto, non ha paura delle novità e del futuro. Se tutti i confini sono destinati a sparire, il Regno di Castella resterà sempre il luogo privilegiato dell'allegria e della bellezza.

Società "I Ciocapiat"

S.Matteo della Decima, Carnevale 2002 - Società I Ciocapiat : Bén o mél a vénz cranvél. Prima dello spillo (1° premio) S.Matteo della Decima, Carnevale 2002 - Società I Ciocapiat : Bén o mél a vénz cranvél. Dopo lo spillo (1° premio)


I Ciocapiat, pur essendo soltanto alla loro seconda esperienza, si cimentano su un tema quanto mai impegnativo ed universale: lo scontro fra il bene e il male.
Per una volta non sarà Fagiolo a guidare la riscossa del bene ma il sommo poeta in persona: Dante Alighieri.
Nella fattispecie si tratta di un Alighieri con il fisico da cestista ammantato di rosso, col canonico alloro sul capo. Pure rossi e con minacciose corna si ergono intorno a lui schiere di diavoletti pronti a spargere il seme del male.

Ogni tànt, per feres pòra
un quech dievel selta fòra
provocand pio' dn'inzidènt
che al fa tarmer tóta la zènt.


declama il divino poeta reggendo in mano il testo della zirudella scritta da Govoni senior (Felice).

A setember la tragédia
a febbraio la Cumédia.
I mullah e i talebàn
con al sciop samper in màn
i han pruvê con Ben in tèsta
d'arvinêr la nostra fèsta.
continua con più foga il bravo Matteo.


D'altra parte non poteva mancare, pure se nelle dimensioni proprie del carnevale, un riferimento e un ripensamento all'immane tragedia dell'11 settembre 2001, con l'attentato terroristico che ha distrutto le Twin Towers. Il terrorismo internazionale e il suo alfiere, Bin Laden, rappresentano ormai, nell'immaginario collettivo, la rappresentazione più raccapricciante del male.
Lo spillo viene introdotto dalla spettrale colonna sonora del film "Profondo rosso". Si apre un palcoscenico di cartapesta e spunta, col suo inconfondibile naso aquilino, il profilo arcinoto del poeta delle cantiche, cui si deve la sconfitta delle schiere demoniache. Soltanto l'immortale e insuperato Dante poteva cimentarsi in un tale compito, con buona pace del simpatico Fagiolino per una volta esentato dal compito di far trionfare il bene.
Intanto contemporaneamente all'apparire di Dante fuoriesce una schiera di Angeli in bianco, che più bianco non si può e che al suono di una musica concitata, danzano all'impazzata. Sul carro è tutta una festa, un tripudio di allegria accompagna il lento allontanarsi dei "Ciocapiat".


Società "I Gallinacci"

S.Matteo della Decima, Carnevale 2002 - Società I Gallinacci :I nuovi apostoli. Dopo lo spillo (6° premio)


L'Euro ha definitivamente soppiantato la lira, così come la maggior parte delle valute europee.
L'inno della Comunità Europea introduce significatamente il prossimo carro che "I Gallinacci" hanno intitolato in modo al tempo stesso altisonante ed ironico.
I nuovi apostoli, come precisa lo speacker illustrando il tema ispiratore del carro, sono gli entusiasti e velleitari portabandiera della nuova Europa sempre più unita e compattata dall'Euro. Siamo però sicuri che l'arrivo della nuova moneta, accompagnato da un dilagante eurottimismo, si traduca in un benessere generalizzato e miracolistico? Non è forse vero, al contrario, che innegabili disagi dovuti all'Euro, stiano gravando soprattutto su talune competenze della società?
D'altra parte un sodalizio come i Gallinacci, tradizionalmente attento alle grandi trasformazioni sociali che segue e tratta con acume, non poteva lasciarsi sfuggire un tema così ghiotto e ricco di implicazioni sulla vita di tutti noi. Al centro si erge, troneggiante, un mascherone linguacciuto e ipertiroideo.
Legge la sua creazione un euroscettico Graziano Leonardi:

...Romano Prodi
al prefigura l'Europa ed Bengodi
coi fiòm pèn d'Albena, e le montagne lé atèis
fati d'Alkermes e sòpi Inglèis,
e dodici Stati i fàn da spalîr
e con l'Euro i s'apresten a convertîr
al bròt in dal bel, òulter l'ostàcol
cal srè po cmè dir chi fan di miràcol.
In precedenza aveva ammonito:
I'àn pinsê ed fèrel fazil a l'ûs (Euroconvertitore ndr)
e chè bèla i s'atàchen ai solit balûs
parchè par druverel senza dir bèo
agh vôl al Magnèfic Retour dl'Atenèo…
al srà fazil par lò, mo brisa a chi sòsta
col convertidour in fila a la Posta.


Una stornellata nel romanesco rauco di Gabriella Ferri accompagna l'esecuzione dello spillo. Scorrono fiumi d'albana da un gigantesco tino dove si agitano esperti pigiatori, mentre dal retro del carro fuoriesce un imponente "Euro", il nuovo feticcio. La grande maschera centrale agita le lunghe braccia roteando, nel contempo, le pupille sporgenti e la golosa lingua, mentre appare una tavola finemente imbandita con ogni "ben di Dio".
Intanto alcuni Gallinacci "spillano" da una botte, sul fronte del carro, il "frutto della vite" e celermente lo distribuiscono al pubblico presente, mentre la piazza è "inondata" dalla voce squillante della Ferri che intona imperterrita ritornelli mangerecci.

Società "Macaria"

S.Matteo della Decima, Carnevale 2002 - Società I Macaria :Il profumo della vita. Prima dello spillo (2° premio) S.Matteo della Decima, Carnevale 2002 - Società I Macaria :Il profumo della vita. Dopo lo spillo (2° premio)


In un celebre spot pubblicitario passato per mesi in TV, un ispirato Tonino Guerra tiene per mano il nipotino e lo fa parte della propria filosofia di vita.
La tecnologia, pur se utile e capace di migliorare le qualità della vita, non può sostituire, annullandola, la parte emotiva dell'uomo e cioè la sua vera e genuina specificità.
Ogni uomo con i suoi sentimenti, le sue emozioni e i suoi limiti deve essere libero di vivere la propria avventura esistenziale.
La programmazione di esseri umani con gli strumenti della eugenetica priverebbe le nuove generazioni appunto del vero "profumo della vita".
E' questo il messaggio della Macaria e di uno scoppiettante Luca Forni. Ecco, Luca Forni è una sorta di Tonino Guerra locale. Il paragone è del tutto appropriato: Basta leggere la zirudella di presentazione di questo carro; un fuoco di fila di battute strapparisate, espressioni dialettali argute e recuperate dalla già graffiante tradizione vernacolare. Facendoci ridere, Luca e gli altri poeti delle zirudelle, ci tengono attaccati alle nostre radici e... ci fanno meditare.
Il tutto con un riferimento costante ai fatti e personaggi della più stringente attualità, "sberbinati" in un "amen" dallo scatenato "interprete".

E in ogni isola o naziòn
o pertugio o stracantòn
l'òmen al zeirca il sui Io
al sô destén e il suo Dio
acsé ogni tànt, un Talebano
al svulàza in aeroplano
cardand ad fêr un bèl sarvézi
al và a rundócc dentr'i ufézi.


Da antologia la vocina strozzata di Luca quando imita il famoso "D'accordo?" di Vanna Marchi...

E chi in dla véta non trova varchi
al và in zeirca ad Vanna Marchi
col maestro Do Nascimento
dietro a previo pagamento:
cusa g'dàla stê creténa?
un mêz éto ed saléna
e il tronchetto per ricordo
a tarsent méla: d'accordo!


Non manca un richiamo ai nuovi eroi mediatici delle giovani generazioni e cioè Harry Potter e Lara Croft, i Pinocchio del futuro.
Luca se ne occupa nella parte della zirudella dedicata alla priorità della ricerca dell'essenza della vita come messaggio da trasmettere ai nostri figli. E' questo d'altra parte, come già accennato in apertura, il tema del carro.
A proposito, il carro! La rappresentazione è un classico ambiente marino, flutti ed onde perimetrali circondano una enorme maschera, dalle lunghe braccia, sormontata da un simpatico Geppetto. Durante lo spillo una base musicale molto ritmica accompagna la comparsa di una grande balena, nella parte anteriore del carro. Dal ventre della balena (uno scivolo a cuscino d'aria ben mimetizzato prima dello spillo) escono gioiosi i pinocchietti del XX secolo, vitali e genuini, ben decisi a riconquistare le proprie emozioni e il vero "Profumo della vita". Sul carro, ora, è tutto un tripudio. Il soggetto e lo spillo, senza paura di smentita, sono senz'altro all'insegna della fantasia, dell'inventiva e dell'ecletticità. Peccato che la balena non si sia gonfiata completamente... forse per questo la giuria ha stabilito, per questo carro, il secondo posto.

Società "I Ribelli"

S.Matteo della Decima, Carnevale 2002 - Società I Ribelli :Un gran vraspêr. Dopo lo spillo (8° premio)


La società presieduta da Amedeo Calzati affida il suo annuale messaggio di pace ad una efficace metafora facendo leva anche sullo sgomento suscitato dagli attacchi alle Torri Gemelle e al Pentagono dell'11 settembre.
Il mondo è rappresentato da una grande arnia in cui le api sembrano essere più intenzionate a distruggere che a costruire.
In queste condizioni, quale futuro può mai prospettarsi per i nostri figli?
Proprio a loro, ai bambini, i focolai di guerra, sparsi dappertutto nel mondo, riservano le sofferenze più ingiuste e spietate.
Leggendo la zirudella, Massimo Melloni, uno dei protagonisti storici di questa società tutta votata a salvaguardare i diritti dei bimbi, si chiede: Che cosa possono fare concretamente i Ribelli e con loro i sostenitori della pace, in un mondo in cui sembra prevalere la logica delle armi?

...Nó a sèn tànt, bòn e brêv
mo c'pruvést a sèn ad nêv,
dna portaerei ed secòna màn
e gnanch un strâz dn'aeroplàn?


Per la verità Re Fagiolo dispone di qualche armamento:

A la Fonda, drî ai Fachén
ag srév la flòta et Fasulén,
la "Garibàlda", cl'é un Burcêl
in dû a decola al Cranvêl...

In ogni cosa ancora una volta il "Re del carnevale" è chiamato a sradicare l'odio, diffondere un messaggio di pace e tolleranza fra tutte le razze e religioni ripristinando un contesto in cui:

Cavêr fòra i cino da l'aldâm
fèri crèscer a pàn e salâm...


Coerentemente il carro si basa su un nutrito numero di api ed al momento dello spillo lo sciame si agita come impazzito. Il tema musicale contribuisce a dare il senso di un volo d'api anarchico e impazzito. Poi, all'improvviso, l'arnia si apre e la musica si converte in una rassicurante canzoncina dedicata ai più piccoli. Dall'arnia spuntano diverse "apine" dall'aria ingenua e tenera sottolineata dai tentativi di girotondo dei bambini.
La dolcezza dei bambini, grazie alla magica atmosfera del carnevale di Fagiolo, ha avuto la meglio sul caos e sulla violenza.

Società "Forever Badanai"

S.Matteo della Decima, Carnevale 2002 - Società Forever Badanai: Emergenza Progresso. Prima dello spillo (5° premio) S.Matteo della Decima, Carnevale 2002 - Forever Badanai: Emergenza Progresso. Dopo lo spillo (5° premio)


Un Matteo Bussolari spaziale, versione Star Treck, legge la zirudella composta da lui stesso.
L'idea che tutto debba essere sacrificato sull'altare di un progresso sempre più insensato, mette a rischio l'esistenza stessa della vita sulla terra

"...quand air al marchê
un bêl zdròn a i ho dmandê;
un cumés tót giulîv
l'un dmànda: "biologic o radioativ"?
Ecco donca al mî verdèt:
in stê mond an gh'é pió gnint ed nèt
e se al cranvêl a vlèn salvêr
in vèta a Marte as tòca d'andêr..."


Una scelta, quindi, radicale a fronte di una situazione, a detta dei componenti la società, irreversibile in quanto il progresso ha "cancellato" il meglio del vivere terreno, come con forza viene ribadito nella parte conclusiva della zirudella...

"...ed incû a sèn gnó in piàza
con la nostra bróta fàza
par fêr capîr che al progrês
na quèch vólta l'é un insucês.
Una vólta l'ira méi
senza tót stî usvéi
quand la tèra l'ira bèla
ticu dai la zirudèla".


Il carro è di notevole impatto visivo. Un astronauta ben realizzato orbita con le braccia larghe intorno al rosso pianeta (Marte, appunto) in attesa di prenderne possesso.
Non vi è traccia umana e neppure c'è la presenza di extra terrestri o marziani.
Il silenzio è assoluto fino al momento dello spillo, annunciato da brani dei Litfiba e di Jovannotti, durante il quale l'astronauta compie spettacolari movimenti avvicinandosi alla calotta rossa di Marte che, nel contempo, si apre ad ombrello mostrando un popolo di emigranti spaziali: i nuovi colonizzatori del rinomato pianeta.
Una densa cortina di fumo avvolge la struttura ma pian piano comincia ad emergere il nuovo popolo, costituito esclusivamente di giovani e ragazze, che ha scelto di abbandonare la terra per vivere e divertirsi in un mondo incontaminato.
Gli animatori del carro, nelle loro splendide tute spaziali rosse e verdi, si cimentano in scatenate danze e in un ricco lancio di gadget.
L'atmosfera è molto futuribile e ispirata al mondo della fantascienza.
Per parte mia provo un attimo di angoscia quando mi sfiora il pensiero che qualcosa di simile a quanto previsto dai Forever Badanai abbia qualche lontana probabilità di avverarsi.
Ora il carro si allontana dalla piazza al suono concitato di musiche da discoteca, mentre i giovani "emigranti" continuano imperterriti a ballare all'unisono.


Società "Quî dal '65"

S.Matteo della Decima, Carnevale 2002 - Società Qui dal '65: Due gennaio. Dopo lo spillo (4° premio)


Il carnevale registra puntualmente le trasformazioni della società e delle grandi svolte epocali.
"Quî dal '65" hanno deciso di celebrare il loro ventennale occupandosi di quello straordinario evento che ha cambiato le nostre vite a partire dal 1º gennaio: l'ingresso dell'Euro e la fine della lira e della gran parte delle monete europee.
L'Euro potrà rappresentare anche uno strumento di maggiore democrazia e di partecipazione economica del cittadino comune. La speculazione dei potenti dell'economia si è tradizionalmente giovata della confusione generata dalla diversità della moneta. E' l'occasione storica per consentire ai risparmiatori di investire da sè i propri denari, per battere la grande speculazione e il luogo deputato per assestarle un formidabile colpo è il Regno di Castella.
Legge Macio una zirudella densa di tecnicismi economici, ma tra le più belle di Paolo Govoni:

"...al piò cativ e grand cagnòn
sémbol dla speculaziòn...
Di mi sprémi non si cruccia
gnànc un minut al s'mét a …Cuccia,...
...Dow Jones, Nasdaq, Nicchey al màgna
Mibtel con la sbavacia al bàgna,
tè ét fe fadiga a fêr la spèsa
e ló al t'fa fora ENI e Intèsa...
...Tot quèst parchè dentr'al panîr
tanti munèid a gh'ira in gîr..."


Un enorme cane ringhiante simbolizza la speculazione e dà l'impronta al carro. Al centro una grande borsa rappresenta le piazze finanziarie e la babele monetaria precedente all'Euro. Per fortuna l'introduzione della nuova moneta sistemerà ogni cosa.
Nel corso dello spillo un gruppetto di bambini getta le ultime lire nella Borsa, accompagnato dalla celeberrima canzone di "Svalutation..." di Adriano Celentano. Il canto del cigno della lira!
Ora tocca a Mariah Carey e ai bambini del Madagascar a fare da sfondo sonoro, mentre compaiono i figuranti, con i costumi trasformati in sfavillanti casacche blu con su stampato il simbolo dell'Euro, che muovono grandi bandiere con l'emblema della Comunità Europea.
Tra loro un Re Fagiolo (Paolo Govoni) con un enorme osso in mano che viene dato in pasto al ringhioso cane per zittirlo definitivamente. Re Fagiolo agita le braccia per tranquillizzare la folla e ne raccoglie una calorosa ovazione. L'appetito della speculazione è stato messo a tacere. re Fagiolo aggiunge un nuovo trionfo al suo palmares.

Società "I Cìno"

S.Matteo della Decima, Carnevale 2002 - Società I Cino:Via il mostro del male. Prima dello spillo (7° premio) S.Matteo della Decima, Carnevale 2002 - Società I Cino: Via il mostro del male. Dopo lo spillo (7° premio)


La società, presieduta da Luca Palavanchi, persegue il dichiarato obiettivo di riaffermare, a carnevale, gli ideali alti: la pace e l'amore senza compromessi e tentennamenti.
E' indispensabile ridefinire con rigore i confini tra ciò che è bene e ciò che è male. Non ci sono alternative se vogliamo assicurare un futuro migliore, più degno di essere vissuto, alle nuove generazioni. Si tratta di un carro connotato da forti simbolismi e finalizzato a rieducare al bene dopo i terribili fatti di settembre.
Proprio a due ragazzini, nel loro insicuro dialetto (avvolti in un lungo abito azzurro: Mirco Palavanchi e Andrea Bicocchi) è affidato il compito di leggere la zirudella:

"...Al gran mòstar dal terour,
l'ha scanzlê la pês, l'amour,
e con al bòmb, la môrt, la guèra,
l'ha culpé in zîl e in tèra!..."

Il male è rappresentato da un essere dal volto raccapricciante che tende i suoi tentacoli punitivi verso il mondo indifeso ma che gli uomini di buona volontà non hanno intenzione di farlo soccombere:

"...Al mond sàn al pónta i pî
contr'a tóti al purcarî,
sbaragliand al fanatisum
e i asasén dal terrorisum!

Só la tèsta tê chinê,
té ti al fiour dl'umanitê;
scanzla al catîv, al brót, al mêl,
acsé al mond al tourna bêl!..."


Lo spillo viene annunciato da una raggelante risata sardonica. Strette, strette, figurine colorate di azzurro sono in attesa di uscir fuori e ciò avviene nel momento in cui il globo, aprendosi, si traforma nei petali di un fiore multicolore. La bellissima voce di Laura Pasini canta "Il mondo che vorrei". Volano in cielo copiosi palloncini azzurri e bianchi. L'inno alla pace crea un'atmosfera di sospensione tra i presenti. Finalmente vengono liberati bianchi colombi, mentre i bimbi agitano ritmicamente pon-pon creando una catena di amicizia e di solidarietà. Una bella figura di cartapesta, dal volto dolce e suadente, mostra una parola troppo spesso dimenticata: pace!

Società "Strumnê"

S.Matteo della Decima, Carnevale 2002 - Società Strumnê :Per un mondo migliore. Prima dello spillo (3° premio) S.Matteo della Decima, Carnevale 2002 - Società Strumnê :Per un mondo migliore. Dopo lo spillo (3° premio)


Era inevitabile, ed è comprensibile, che il clima di orrore e di apprensione suscitato dagli attentati terroristici dell'11 settembre avrebbero indotto molte società ad occuparsi del tema del terrorismo internazionale e del futuro del mondo.
Forse mai come in quella occasione il mondo si è trovato sull'orlo di un abisso senza fine. L'11 settembre non solo gli Stati Uniti, ma tutta la civiltà occidentale, ha corso un pericolo mortale. D'altra parte la situazione di tensione e di guerra riguarda anche altri scenari, basti pensare il conflitto fra israeliani e palestinesi. Una vera e proprio spada di Damocle incombe sul mondo, mentre l'ONU e le diplomazie di tutto il globo sembrano incapaci di disinnescare la situazione di conflitto e di tensione. Senza parlare del bioterrorismo e del riavvicinarsi della minaccia nucleare.
Il carro è sormontato da un missile-bomba puntato sull'umanità indifesa. Un terribile cobra agita le sue spire e presiede all'innesco della bomba.
Tutto il carro incute un senso di inquietudine e di turbamento. Se gli Strumnê, portando in piazza quel grosso missile, volevano spaventarci, ci sono riusciti! Legge la zirudella Dario Pettazzoni:

"In di pais dal medio Orient
a gh'é semper un quèch defizènt
ch'as divert purtêr la mórt
anch ad fòra dai sû órt...
...Nó as d'mandèn guardand la TV:
che futûr prî nuster fiû?
In stê mond globalizê,
tecnologic, infurmatizê,
ghela brisa n'ètra pésta
per cumbàter stî terroresta?..."


Ancora una volta la palla passa a Re Fagiolo, unico affidabile custode del futuro dei nostri bimbi e carismatico solutore di tutte le più complicate trame internazionali. Lo spillo è annunciato da una risata rabbrividente. Raffiche di mitra, fucilate, grida di morte risuonano sinistramente nella piazza: Il terribile missile è in realtà una bomba batteriologica caricata con mortiferi bacilli. Una lugubre marcia militare contribuisce a creare un clima di preoccupata attesa che qualcosa di immediabile succeda. Niente paura! Appare Re Fagiolo munito di una grossa siringa, contenente un potente antidoto contro il bioterrorismo. Pratica una salutare iniezione al mondo minacciato. "Imagine" di Lennon sottolinea la ritrovata fiducia nel futuro, mentre il missile, dolcemente e ritmicamente, si scompone in cinque settori mostrando, al loro interno altrettante maschere e l'immancabile colomba. Ora i settori ruotano all'unisono, così pure le maschere. Il carnevale, ancora una volta, vince su tutto. Il "colpo d'occhio" è stupendo, un accostamento di colori indovinati, un insieme godibile. Ora la musica e l'allegria innondano pubblico e piazza e completano la bella e indovinata esibizione degli Strumnê.


Società "Volponi"

S.Matteo della Decima, Carnevale 2002 - Società Volponi :Véra n'ôcc a la fantasî. Prima dello spillo (1° premio) S.Matteo della Decima, Carnevale 2002 - Società Volponi :Véra n'ôcc a la fantasî. Dopo lo spillo (1° premio)


Il colpo d'occhio sulla realtà attuale non è dei più rassicuranti. Il mondo in cui nascono e crescono le nuove generazioni è fatta di forti contrasti e marcate ingiustizie. Basti pensare alla condizione di precarietà quando non di assoluta indigenza in cui versano tanti bambini nel mondo a causa della guerra, sfruttamento e abusi di vario genere, fame, povertà. Anche nella nostra opulenta società, i più piccoli sono spesso osteggio della televisione, delle leggi del mercato, delle logiche consumistiche e non sono felici. "Apriamo gli occhi alla fantasia!". Questo è l'impegnativo tema trattato dai Volponi e riassunto nella zirudella letta con enfasi e con perentorietà da Francesco Balboni, versione Harry Potter:

"...Cum at fê al prém vagito
per tv sei già spedito
e in méten in cûl busón
per l'areclâm di panulón..."


Tutto il carro è marcatamente New Age e vagamente gotico.
La realtà negativa è rappresentata da mostri "basculanti". Intorno maghi e fattucchiere. Colpisce uno di loro, con la sua parrucca di voluminosi e bianchissimi capelli, mentre tiene le mani ben fisse su una sfera di cristallo. In effetti di maghi ce ne sono tanti ma, data la situazione, è il caso di consultare il migliore:

"...vést stê causa disperèda
agh vôl sòbit n'arcmandèda
per di mêgh o di stariòn
pur chi sépen i piò bòn,
lasèn stêr soul Gargamèla
c'ag fa sicûr 'na faturèla,
ma agh n'é ón cl'ha fât furour
Harry Potter l'é cal miour..."


Lo spillo è accompagnato da suggestive scelte musicali e determina una notevole trasformazione del carro culminante con l'apparizione di un "bambinone" di cartapesta con il suo grembiule azzurro, semplice e antico, dopo che Herry Potter ha puntato la sua bacchetta e scacciato le forze del male e gli spiriti negativi. Il simpatico maghetto, incoronato a Hollywood, ha vinto laddove altri hanno miseramente fallito restituendo ai bimbi la loro serenità, il gusto per la fantasia, le cose semplici e genuine. Un ventaglio di maschere colorate, ispirato al mondo fantastico delle fiabe dell'infanzia, sottolinea il radicale cambiamento avvenuto grazie alla magia dell'occhialuto Harry. Un'esplosione di colori, una gradevolissima vista d'insieme ed il pubblico sottolinea il proprio gradimento con un lungo applauso.
E' tardi, la luce velocemente "abbandona" la piazza; così pure i carri carnevaleschi ed il pubblico infreddolito. Tirando le somme, tra tanta allegria, anche in questa edizione il carnevale ci ha regalato molte buone occasioni per riflettere. Non è così?

PRIMA CATEGORIA
Società Soggetto Responso
Volponi Véra n'ôcc a la fantasî Splendidi soggetti dipinti meglio di ogni altro carro. Grande cura dei dettagli e ottima struttura. Belli i movimenti dei personaggi e l'apertura, durante lo spillo, della struttura principale.

Con punti 171 si classifica al 1º posto.
Macaria Il profumo della vita Spillo ben sviluppato, coinvolgente e inerente al soggetto. Belli scenografia e personaggi e per nulla scontata l'architettura del carro. Bella anche la zirudella.

Con punti 149 si classifica al 2º posto
Strumnê Per un mondo migliore Un apparato meccanico veramente ben fatto. Soggetti non tanto definiti. Spillo spettacolare ma poco legato al soggetto.

Con punti 135 si classifica al 3º posto.
Quî dal '65 Due gennaio Scultura centrale molto bella (splendida la catena) anche se un po' rigida; architettura classica ma incisiva. Belli i costumi.

Con punti 132 si classifica al 4º posto.
Forever Badanai Emergenza progresso Bella scultura, coraggiosa ed estrosa architettura. Spillo povero ma compensato da una vivace e ironica scenetta.

Con punti 131 si classifica al 5º posto.
Gallinacci I nuovi apostoli Nonostante lo spillo ridotto e il soggetto un po' scontato; belli i personaggi e interessante la struttura.

Con punti 96 si classifica al 6º posto
I Cino Via il mostro del male Positivi il soggetto, le mani del demone e la gonna-gazebo. Coraggioso l'impiego di colombe della pace.

Con punti 93 si classifica al 7º posto.
Ribelli Un gran vraspêr Scenografia e architettura lasciano un po' a desiderare. Il tutto viene risollevato dall'appello a rifiutare i pregiudizi e l'intolleranza razziali e religiosa.

Con punti 89 si classifica all'8º posto

SECONDA CATEGORIA
Società Soggetto Responso
I Ciocapiât Bèn o mêl a vénz cranvêl Anche senza i mezzi e la spettacolarità deo carri di 1º categoria, sprizzano allegria da tutti i pori!

Con punti 138 si classica al 1º posto.

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